a cura di Claudia Bena

Tanto tempo fa, dopo la morte degli apostoli di Gesù Cristo, la verità andò persa ancora una volta, e il mondo intero si trovò a vivere nel periodo della Grande Apostasia. Diverse chiese e credi contrastanti andarono formandosi in tutto il pianeta. Alcuni uomini, come Martin Lutero e Calvino, tentarono di riformare le chiese a cui appartenevano, ma solo Joseph Smith, nel 1830, quando aveva solo venticinque anni, ricevette dalle mani di un angelo il Libro di Mormon, un altro Vangelo. Lo tradusse da una lingua incomprensibile e iniziò a divulgarlo nel Nuovo Mondo. Nonostante un periodo di persecuzioni che portò alla morte del fondatore mentre correva per il titolo di Presidente degli Stati Uniti, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è sopravvissuta, oggi conta circa quattordici milioni di fedeli, e cinquantamila missionari stanno portando questa dottrina per le strade e nelle case. Giovani che abbandonano lo studio e la famiglia per sentirsi, a loro spese, in qualche modo più vicini a Gesù. Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché in molti sentono il bisogno di appartenere a un gruppo. Una comunità che li accolga e che sia capace di dare loro risposte esaustive sul perché si soffre, si ama, si combatte e ci si arrende. Perché ancora oggi che dovremmo essere liberi dal peccato originale e dal senso di colpa c’è chi preferisce sottostare a una legge divina piuttosto che farsi carico di questa esperienza che è la vita? Sto partecipando a una riunione della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni a Roma, in via Bra 34, e sul pulpito ci sono ragazzi come me che parlano di salvezza, di fondamenta dei sacramenti e di importanza delle sacre scritture. Ti suggeriscono come vestirti, come pregare, come vivere. Parlano al microfono credendo di essere strumenti nelle mani del Signore. Intorno a me molte facce sorridenti di chi si è accontentato, di chi ha scelto di non fare quel passo in più verso una consapevole infelicità. Seguendo il principio calvinista dell’elezione incondizionata, credono che ciò che accade sia voluto da Dio. Gesù è il nostro fondamento sicuro, e se ti fai carico dei tuoi problemi invece di pregare perché si risolvano pecchi di presunzione. Durante la cerimonia in molti paragonano le loro esperienze alla costruzione del tempio mormone di Roma, che dovrebbe concludersi del 2014. Sono favorevole ai luoghi di culto, ognuno è libero di esprimere la propria fede, anzi, ha il diritto di farlo. È il percorso che mi lascia interdetta. Parafrasando il primo articolo di fede dei mormoni, io non credo in Dio, nel Padre Eterno, nel Suo Figlio Gesù Cristo e nello Spirito Santo. Mi sono ritrovata a nove anni a chiedere ai miei genitori di battezzarmi perché mi sentivo esclusa dal grande abbraccio della Chiesa Cattolica. Quello che vorrei per il futuro è un po’ meno conversioni, per favore.