foto di Martina Cristofani

Amate la magia del circo? Siete appassionati di giochi di prestigio? Vi ammaliano i numeri e gli sfavillanti costumi di funamboli, acrobati e ginnasti?

Allora non perdete la prossima edizione della Biennale delle arti circensi. La prima si è tenuta a Marsiglia dal 22 gennaio al 22 febbraio scorso e ha accolto più di trenta teatri e festival regionali in uno straordinario appuntamento diretto dal Pôle Cirque Méditerranée.

Sessanta compagnie si sono esibite in duecentosessanta spettacoli dal vivo, con numeri inediti e strabilianti di oltre trecento artisti, sia francesi che di altre nazionalità.

Nata nel 2013, quando Marsiglia era Capitale Europea della Cultura, la manifestazione è stata poi perennizzata e oggi coinvolge più di quarantacinque operatori culturali della regione Provence Alpes Côte d’Azur interessati ad accompagnare lo sviluppo di un movimento artistico in piena effervescenza attraverso uno dei festival più importanti al mondo a lui dedicato.

Da sempre luogo di grande fascino e mistero, il circo continua a meravigliare e a sorprendere spettatori grandi e piccini con le sue magie, i suoi costumi variopinti e con le straordinarie acrobazie degli artisti che coinvolge.

«Il circo contemporaneo è oggi l’arte vivente più esportata, quella che presenta le estetiche più varie e le creazioni più innovative», spiegano nell’editoriale di presentazione del progetto i co-direttori Raquel Rache de Andrade e Guy Carrara. «Esigente e popolare, è diventato, negli ultimi venti anni, il luogo di scontro, unione, mescolanza, spazio indefinito, di superamento, della “modernità”, il riflesso della società che lo circonda».

Il cuore della Biennale è stato il Village Chapiteaux, non lontano dal MuCEM, partner della manifestazione, e altri spazi sono stati allestiti anche nell’ambito del festival Les Elancées.

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