Con il progetto U Stegg Alessandro Mallamaci racconta la dimensione umana e diretta della festa così come ancora è intesa nell’Aspromonte Meridionale, a Cataforio (Reggio Calabria), dove due volte l’anno (in estate e in inverno) per una settimana è possibile seguire corsi di danza tradizionale reggina, zampogna, tamburello, organetto, lira calabrese, chitarra battente. La particolarità rispetto alle altre realtà didattiche sparse in Calabria è il contatto diretto con il mondo coreutico e musicale di origine pastorale e contadino del territorio. La didattica è affidata ai consueti canali orali del guardare e ripetere assieme a maestri suonatori e danzatori del luogo, mentre ogni sera è possibile partecipare a una festa in un posto diverso dell’Aspromonte meridionale.

Fotografo trentatreenne, laureato al D.A.M.S., co-direttore artistico del festival di fotografia La misura del paesaggio, ha al suo attivo la pubblicazione del libro I tamburi della Sila – Costruttori e suonatori dei Casali cosentini, mostre tra cui la collettiva De rerum natura nel 2012 e collaborazioni con quotidiani e riviste. Tiene corsi e workshop di fotografia e post produzione. Nel 2009 ha fondato l’agenzia Servizifotografici.net. Dal 2010, con l’associazione Nonsense, di cui è socio fondatore, ha organizzato la serie di Incontri fotografici d’autore. Con l’associazione Sismi nel 2009 ha organizzato l’evento ReggioFotoGrafia e nel 2010 il workshop Raccontare una storia per immagini – La professione del fotografo contemporaneo in ambito editoriale con Giulio Di Sturco.

«Adoro le mirrorless Fuji fin dall’uscita del primo modello, la x100. Oggi uso indistintamente la X-Pro1, la X100s, la X-E1 e la nuova formidabile X-E2. A parte lo stile davvero cool, sono macchine leggere e compatte, ne tengo sempre una in borsa. Il sensore è ottimo e non ha nulla da invidiare a quello delle reflex di ultima generazione in termini di contenimento del rumore alle sensibilità più alte.
Non ho una passione smodata per la tecnica, al contrario credo che la qualità più importante per un fotografo sia la sua capacità di raccontare delle storie con le proprie immagini.
La tecnologia e il progresso non cambiano la sostanza della fotografia. Riferirsi alla tecnica e alle tecniche significa ignorare la fotografia. La tecnica è il mezzo, non il fine».

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