Roma e New York. Rione Ponte e Wall Street. Mondi lontani, divisi da sovrumane costruzioni e modus vivendi differenti, riunite in un percorso fotografico d’autore. Un reportage che vede come protagonista l’obiettivo di Edoardo Cozzani. Una lontananza che si ritrova anche nella sua vita.  Dopo un’esperienza di lavoro presso uno studio legale di New York comincia a sviluppare un forte interesse verso il concetto della disgregazione dell’individuo nella società contemporanea, così abbandona l’Io della società contemporanea per quello nascosto nell’arte fotografica ed eterna. Attualmente il fotografo fa parte del Programma GS dell’International Center of Photography di New York, scuola di fotografia fondata nel 1974 da Cornell Capa. Da questo programma stilistico e accademico prende forma il progetto Anamorphosis.

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Anamorphosis nasce con lo scopo di esplorare le diverse prospettive necessarie per sondare l’animo umano. Un puzzle infinito fatto di apparenza e profondità, pienezza e vacuità oppressione e fuga. Le inclinazioni controverse dell’essere umano sono sondate in questa mostra da Edoardo Cozzani. Esperto conoscitore della realtà apparente ed esploratore delle geometrie del profondo.

La rassegna fotografica Anamorphosis è la prima tappa di un progetto che vedrà protagonisti due continenti e tre città. Renderà vicine realtà apparentemente lontane attraverso l’obiettivo di Edoardo Cozzani e il suo studio dei comportamenti sociali. Scatti che raccontano superfici di profondità umane. Parte con la prima tappa a Roma, nello scrigno nascosto e inusuale di B.O.X. a Vicolo Sugarelli, Rione Ponte. Un ponte costruito tra i nostri Io, le città lontane e globalizzate e l’eterna e precaria ricerca della bellezza nelle ombre.

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