“mille(mila) lire” in più

di Fabio Ferraro

foto di Francesca Grillo

É il 1991 quando il centro siderurgico Italsider di Bagnoli, nella zona ovest di Napoli, chiude. In quel che era un quartiere fortemente operaio si decide, per la riqualificazione dell’area, di puntare sul turismo. Osservando il panorama dell’area flegrea dal belvedere del Parco virgiliano a Posillipo, viene da pensare a quanto la zona non sia stata valorizzata. Si sarebbero potuti realizzare, nella paludosa Bagnoli, giardini e palazzi residenziali, e dar vita, come ipotizzò nel 1889 l’architetto italo-scozzese Lamont Young, al “Rione Venezia”, per trasformare l’area in una vera attrazione turistica. Bagnoli venti anni dopo invece presenta un desolante paesaggio abbandonato, caratterizzato da una serie di mostri di archeologia industriale. È stato realizzato un parco acquatico per le tartarughe, un grande centro sportivo con pista ciclabile, il Bagnoli Hub con un mega centro benessere e un grande auditorium per congressi, tutto però ancora da mettere in funzione. Procedono ad intermittenza i lavori per la realizzazione degli studi cinematografici Napoli Studios mentre sono ancora fermi quelli per il grande parco urbano di 160 ettari che doveva affacciarsi sul mare, ancora pieno dei residui di ghisa, acciaio e cemento. All’interno dell’ex area industriale al momento sono attivi soltanto la Città della Scienza, museo scientifico all’avanguardia dal 1993, e il Pontile Nord, splendida passeggiata a mare inaugurata nel 2005. Si parla spesso del progetto Ruhr da imitare, quel modello tedesco che va tanto di moda oggi. Gli efficientissimi Deutsch sono riusciti in meno di dieci anni, con un progetto da 563 milioni di euro, a trasformare uno dei distretti industriali più inquinati del mondo in una metropoli creativa che accoglie ogni anno lo stesso numero di visitatori della nostra Pompei. Le miniere di carbone dello Zollverein oggi sono reperti di archeologia industriale, nel 2001 l’area è stata dichiarata patrimonio dell’Unesco, 10.000 nuovi posti di lavoro e migliaia di monumenti industriali, centinaia di musei e teatri recuperati. Nel 2010 la Ruhr è stata nominata capitale europea della cultura. In Italia spesso la cultura, elemento fondamentale per il futuro, passa in secondo piano. Nel deserto occupazionale del Meridione, dotato di un grandissimo patrimonio storico, artistico e culturale, bisognerebbe imparare a sfruttare quelle che sono le risorse immediatamente disponibili. A Napoli per problemi economici e politici ma anche per scarsa fiducia nei propri mezzi ci troviamo a fare i conti con un’area dal futuro ancora molto incerto come quella di Bagnoli.