Dopo l’omonimo disco d’esordio (Blue Serge 2009), Dario Congedo&Nàdan propongono C a l l i g r a f i e, autoprodotto con Desuonatori, il collettivo di musicisti indipendenti nato a Lecce nell’aprile 2013.

Nel suo inconfondibile stile contemporaneo, il batterista jazz Congedo alterna ritmiche frammentate e incalzanti con momenti più distesi e melodici in brani che articolano le diverse voci soliste con grande gusto e ricercatezza.

Con la batteria di Congedo (che nel disco suona anche kalimba, synt e voce in reverse) dialogano infatti il contrabbasso/basso elettrico di Luca Alemanno, la chitarra (elettrica e acustica) di Valerio Daniele, la tromba di Giorgio Distante e il sax baritono/clarinetto contralto di Francesco Massaro.

«Dal primo al secondo disco c’è stato un grande cambiamento, innanzitutto di tipo strutturale» racconta Congedo. «L’ensamble da quartetto è diventata un quintetto, andando contro la logica che in genere riduce i componenti di un gruppo anche per ragioni pratiche ed economiche. Ma il salto è stato prima di tutto geografico: C a l l i g r a f i e è stato concepito nei mesi di permanenza in Estonia e durante i miei viaggi nei Paesi scandinavi. Credo che quelle atmosfere, quei paesaggi, le sonorità che ho incontrato lungo il cammino abbiamo influenzato molto questo disco che ha in effetti un’anima più fredda e nordica rispetto al precedente».

All’iniziale formazione rock il giovane musicista ha affiancato gli studi di percussioni classiche al Conservatorio di Lecce, batteria jazz tra Roma e New York (tra gli altri con Fabrizio Sferra, John Riley, Matt Wilson) e percussioni afrocubane con Massimo Carrano.

Nelle composizioni e per gli arrangiamenti del disco, di cui è autore, Congedo si è lasciato ispirare dai musicisti che più ama: Radiohead, Sigur Rós, Coltrane, Davis, Tony Williams, Elvin Jones e a grandi nomi della scena contemporanea come Mark Guiliana ed Eric Harland.

dani-alvarez-calligrafie-desuonatori-the-trip-magazineMa il poliedrico batterista è anche un appassionato lettore e molti brani sono legati a particolari autori o alle loro opere. Il suo approccio musicale è spesso arricchito con elementi narrativi forti, suggestioni, immagini, come in Città di inverno, che comincia con un’indicazione che sembra quasi l’inizio di una sceneggiatura. «Avevo in mente un panorama nordico, con neve a perdita d’occhio, e ho suddiviso il brano in diversi momenti ripensando ai sei mesi vissuti a Tallin, il cui nome, dicono, significa proprio città di inverno», racconta.

Il disco è disponibile su soundcloud.com e su YouTube il video clip di presentazione.