Paladini di Altopascio e difensori della Francigena

testo di Riccardo Melito | illustrazione di Giampiero Celani Piendlbach

L’Ordine di San Giacomo d’Altopascio, o Ordine dei Frati Ospitalieri di San Jacopo, detto anche dei Cavalieri del Tau, è stata una delle più antiche istituzioni cristiane a combinare insieme i compiti di protezione e assistenza dei pellegrini, la cura degli ospedali e una chiara vocazione militare. Attiva tra il IX e il XIV secolo, secondo la leggenda sarebbe stata fondata da Matilda di Canossa o da un consiglio di dodici dotti cittadini lucchesi. Il suo simbolo è una croce tau bianca o argento su cappa nera, talvolta accompagnata da due conchiglie, simbolo di San Giacomo, protettore dei pellegrini.
Nel periodo di suo massimo fulgore, nel XII secolo, l’Ordine aveva molti possedimenti, alcuni anche al di fuori dell’Italia, e un notevole patrimonio monetario.
La contesa tra guelfi e ghibellini e il diminuito interesse verso la Via Francigena minarono irreparabilmente e progressivamente la sua importanza, tanto che il 14 marzo 1587 papa Sisto V, su richiesta del Granduca di Toscana, fece definitivamente confluire i Cavalieri del Tau nell’Ordine di Santo Stefano, che ne assorbì i beni.

La Compagnia è stata rifondata nel 2008.

«Non avrei dovuto dare ascolto a quelle dicerie! Nelle locande un sacco di bugie passano di bocca in bocca e ora il sole è paurosamente basso, le ombre lunghe e dense e io sono ancora impelagato in questa boscaglia paludosa detta delle Cerbaie. Gli insetti mi stanno mangiando vivo e sono sfinito.
Eppure ieri a Lucca, davanti alla reliquia del Volto Santo ero certo che il peggio fosse passato. Il peso che grava sulle mie spalle da molto tempo si era fatto più leggero. Il segreto oscuro che mi ha spinto a fare questo voto era meno schiacciante. Ora, di nuovo, vedo nubi addensarsi all’orizzonte.
Per quale motivo non avrei dovuto fidarmi di quei due, pellegrini come me, quando mi hanno raccontato della Smarrita? Una campana santa, che con il suo rumore permette come un faro di raggiungere l’Ospedale di Altopascio e i Cavalieri del Tau che lo amministrano. Dio ti prego, Cristo ti prego, non abbandonate una vostra anima smarrita.
Non avrei mai dovuto tradire gli Antichi Dei, le vecchie tradizioni.
No, è questa mia mancanza di fede a condannarmi. Non so più a chi rivolgere le mie preghiere!
Spero solo in questo modo di alleviare la mia colpa… ma non è forse questo l’eco di una campana?»

Pellegrinaggio di conversione dell’ultimo pagano Burkhard Sturlson, Anno Domini 1333

 

«Anno Domini 1333, feria terza dopo la seconda Domenica dell’ottavo mese.
La fede in nostro Signore è ancora grande, ma gli eventi sono tristi. Castruccio Castracani, signore di Lucca, ha ancora il controllo della zona dopo aver sconfitto in una sanguinosa battaglia, qui sui nostri territori, le truppe guelfe fiorentine di Ramon Cardona.
Il potere del papato e il nostro stanno scemando. Non sono passati neanche cento anni da quando Sua Santità Gregorio IX ha concesso la Regola a Magister Gallico. Per un secolo l’Ordine di San Giacomo d’Altopascio, detto Ordine dei Frati Ospitalieri di San Jacopo o meglio conosciuto come Ordine dei Cavalieri del Tau, il più antico ordine cavalleresco, ha controllato questa valle e il lago, ha garantito protezione, cura e ristoro ai pellegrini, ha amministrato la giustizia, coltivato i campi e mantenuto in buono stato i sentieri e la Via, l’Ospitale e i ponti. Adesso, invece, ci sentiamo come stranieri nella nostra casa, le forze ghibelline dell’esercito lucchese e pisano controllano il territorio, noi siamo costretti a rimanere all’interno della Magione, limitandoci ad accogliere chi viene a bussare e a chiedere conforto.
È mai possibile che l’Altissimo abbia stabilito un destino così beffardo per me?
Dovrò passare alla storia come il Gran Maestro Lazzaro Saggina, colui che ha fatto installare una campana santa, un capolavoro, ma che al tempo stesso ha lasciato i possedimenti dell’Ordine, la sua casa, nelle mani dell’imperatore antipapista?»

Gran Maestro dei Cavalieri del Tau, Lazzaro Saggina, Anno Domini 1333

 

«Perché non sono fuggito anche io in Francia come Lanfranco da Milano prima di me? Notizie lo riportano come il fondatore della scuola chirurgica di Parigi.
Io, al contrario, passo le mie giornate a suppurare piaghe dai piedi dei viandanti, a steccare gambe e braccia rotte per lo più in rovinose cadute.
Pensavo di fare la cosa giusta, venendo nell’unico ospedale d’Europa, quello di Altopascio che Filippo Augusto, re di Francia verso la fine del 1100, ebbe a definire “L’ospedale”.
Indubbiamente qui ho appreso come curare con l’alimentazione; a far tornare funzionante un arto rotto; al predire i malanni dall’ispezione delle urine; a realizzare impacchi e unguenti taumaturgici, ma ora le giornate si susseguono una uguale all’altra e i pellegrini sono sempre di meno, anche per via dello scontro che divide guelfi e ghibellini e che sta erodendo il potere e l’importanza di questo luogo.
Come se non bastasse, ora anche andar via da Altopascio è diventato piuttosto pericoloso, per via dei mercenari e dei briganti che si accompagnano agli eserciti.
Non invidio assolutamente i poveri addetti al mantenimento della Via e del Ponte di Fucecchio, costretti a uscire in questi tempi d’incertezza e pericolo, pur di assolvere ai loro doveri di buoni cristiani».

Aldighiero della Quercia, chirurgo dell’Ospitale di Altopascio, Anno Domini 1333

TAPPA N.6 DA LUCCA AD ALTOPASCIO

Si consiglia di prestare attenzione nel percorrere un tratto di strada in località Corte Ginori ed ai numerosi attraversamenti delle provinciali, che si incontrano lungo la tappa. Fuori dai centri abitati è non è possibile rifornirsi d’acqua.

la tappa numero sei da Lucca ad Altopascio

la tappa numero sei da Lucca ad Altopascio

Lunghezza Totale (km): 17.8
Percorribilità: A piedi, con biciclette ibride e mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 4.00
Dislivello in salita (m): 30
Dislivello in discesa (m): 30
Quota massima (m): 24
Difficoltà: Facile
Strade pavimentate: 96%
Strade sterrate e carrarecce: 1%
Mulattiere e sentieri: 3%
Ciclabilità: 100%