Dall’incontro tra la fisarmonica e il violino a sonagli di Rocco Nigro e le ance di Francesco Massaro (sax baritono e clarinetto contralto), nasce Agàpi, un lavoro inedito che rende omaggio alla tradizione musicale meridionale con originalità e freschezza.

«Ci sono brani completamente astratti, come Verderame, dedicato ad Antonio Bodini, e Betissa, omaggio a Verri», spiega Massaro. «Tutti gli altri, tranne Occhi turchini/Mevlana, che accosta un componimento calabrese a un’antica melodia sufi, sono inedite metamorfosi di arie popolari ioniche. La famosa Pizzica di Galatone ispira Agàpi I, la lucana Fronne d’alia Agàpi II e Donne ci stai alle cambare ‘nzarrata, altro brano della tradizione salentina, Agàpi III. Ci piaceva l’idea di suonare musiche legate al nostro territorio e alla sua condizione di terra di confine, ma anche luogo di passaggio verso mondi lontani» continua il sassofonista. «Il brano Aegialophila Pumila, dedicato al maestro di bandenon argentino Dino Saluzzi, riprende il nome scientifico di un giglio selvatico che in Italia cresce solo sul litorale del Salento ed è endemico in tutto il Medio Oriente».

agapi-discoAnche il titolo del disco, che in griko – la lingua parlata dalla comunità ellenofona locale – significa amore universale ma anche pranzo comunitario, è un riferimento ai valori di condivisione, scambio, incontro.

Mescolando la musica popolare, il jazz, l’improvvisazione radicale, il duo Massaro-Nigro crea un intreccio lirico organico fatto di atmosfere sfumate, a tratti oniriche, che spaziano tra il passato e il futuro in un percorso non lineare, libero da sentieri formali più o meno obbligati. Nel tragitto la musica si de-compone diventando forma aperta, mutevole, liquida e il ritmo è sottratto alle sue leggi fisiche. «Metà del lavoro è stato registrato all’aperto in Valle d’Itria, nelle campagne di Martina Franca» racconta il musicista. «Abbiamo deciso di lasciare tutti i suoni sporchi: cani che latrano, sedie spostate, il canto dei grilli, il rumore del vento, anche le note stonate. È stata una scelta radicale, dovuta al nostro amore per l’imperfezione e per le asimmetrie».

Il risultato, come scrive Valerio Daniele (Desuonatori), è un lavoro che «sfugge ad ogni semantica, abbraccia l’antico e la tradizione con la libertà di un volo solitario. Interroga la melodia salentina con una profondità tutta intuitiva, mai retorica. E richiede ascolto, immersione, notte, abbraccio. Agàpi chiede agàpi».

 

Su www.soundcloud.com è disponibile tutto il disco in streaming e su YouTube il video clip di Canzone notturna (extra album).

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