di Ginevra Foderà

Il Rastro è un’esplosione di forme e colori, voci e rumori, profumi e sorrisi. Ideale se volete riportare in Italia un ricordo della Spagna che non sia il solito oggetto turistico ma qualcosa di più intrinsecamente autentico, o se avete voglia di una bella passeggiata rumorosa tra fiumi di gente.

Se vi trovate a Madrid per qualche giorno, e uno di questi è domenica, se il sabato sera avete fatto tardi, talmente tardi da non passare dal letto, ma incamminarvi direttamente alla Latina(il quartiere dove si svolge il Rastro e che tutte le domeniche si riempie di gente), o se, semplicemente, riuscite a svegliarvi entro un orario decente (il Rastro inizia a chiudere i battenti intorno alle due del pomeriggio), non potete ignorare il Rastro, il mercato all’aperto più vivace e variopinto di tutta la Spagna.

Anche se il nome, letteralmente, vuol dire “traccia”, probabilmente con riferimento alle tracce di sangue lasciate dai bovini, anticamente macellati e venduti all’interno del mercato stesso, può essere classificato tranquillamente come “mercato delle pulci”.

Ma il Rastro è molto di più.

Perdersi nei vicoletti, ammirarne gli angoli più nascosti o girare senza meta, può trasformarsi, qui, in una vera e appassionante avventura. Ci si trova veramente di tutto: antichi orologi, profumi, bigiotteria, vasi e ceramiche, piante, vecchi utensili per arredamento, lampade o libri, vestiti o calzature, oli profumati, pietre naturali o strumenti musicali, coperte dipinte a mano, incensi, ombrelli, ventagli e accessori, mobili antichi o artigianali, cappelli o materiale elettrico ed elettronico. Dalla cosmetica all’igiene personale, per arrivare a CD o vinili, poster, fumetti e oggetti decorativi. Se ci si guarda intorno, c’è anche chi aggiusta orologi, o chi duplica chiavi.

E non spaventatevi, se sentite gridare o cantare, non spazientitevi se la gente si affolla per ore davanti allo stesso banchetto: l’arte del regatear(contrattare il prezzo), qui, è un must. Piuttosto, fatevi tentare dalle abitudini della Capitale spagnola: man mano che la gente viene e va, verso le dodici del mattino, è tradizione affollare i bar adiacenti alla piazza del Cascorro, per bere un chatodi vino, una caña de cerveza o, più probabilmente, Vermouth. Prima, ovviamente, dell’immancabile appuntamento con le tapas.

Il Rastro, cosi chiassoso e multicolore, incarna perfettamente lo spirito madrileño, perché i venditori sono sempre piuttosto aperti e simpatici, e la provenienza da diverse etnie è piuttosto evidente: molti, infatti, sono i madrileñi “di tutta la vita”, ma altrettanti sono forestieri arrivati alla Capitale, gitani o stranieri residenti qui, e tutti, con lingue e tradizioni differenti, si rispettano a vicenda. Tra i visitatori, compratori e curiosi, poi, si mescolano perfettamente giovani e anziani, nonni con bambini o studenti, madrileñi D.O.C., stranieri e turisti.

Una grande e rara immersione nella Spagna più autentica.