“No Surprises” non vuol dire certo non aspettarsi nulla o almeno nulla di scontato. Gli scatti che non dovete perdervi a Palazzo Velli al centro di Trastevere ritraggono una New York spogliata da tutti i ritratti classici ai quali siamo abituati per mostrare lati che spesso vengono volutamente ignorati.
È la New York di Matteo Casilli, la mostra fotografica che, dopo il successo ottenuto nella prima edizione alla Galleria Rosso20sette, ha inaugurato venerdì scorso 13 febbraio nei saloni del palazzo del ‘400 rappresentativo della realtà urbanistica nel cuore del quartiere popolare romano (Piazza Sant’Egidio 9-10).
the trip ha scambiato due chiacchiere con Matteo che ci svela qualche curiosità sulla sua personale visitabile fino al 19 febbraio 215.
 
Cosa volevi comunicare con No Surprises, da dove nasce questo progetto?
Sono sempre stato affascinato da New York, sin da piccolo ho avuto un debole per questa città e alcuni dei personaggi legati a essa. Sono stato ispirato da alcuni di loro sia nel campo letterario che musicale che artistico. Le due figure che più di tutte mi hanno colpito sono sicuramente Richard Avedon e Robert Frank. Il primo per la pulizia delle foto e l’espressività dei ritratti il secondo perché ha rappresentato un modo nuovo di raccontare la solitudine del territorio americano all’interno della stessa fotografia. Anche se lui scattava in bianco e nero e io a colori sono stato sicuramente ispirato dalla sua tecnica. Con The Americans, viene rovesciato il modo di intendere e costruire la fotografia, anche grazie alla prefazione che Jack Kerouac scrisse per la prima edizione americana di Groove Press uscita nel 1959.
 
Ritratti e paesaggi mostrano una sfera urbana e sociale più autentica e meno scontata, che importanza hanno i luoghi o le persone ritratte nei tuoi scatti?
Mi ispiro alla solitudine dei quadri di Edward Hopper. Cerco di ricreare quello stile profondamente realista che lascia però una sensazione di mistero.
Il titolo della mostra riprende una canzone dei Radiohead No alarms no Surprises, queste note mi hanno accompagnato dalle strade di Milano a quelle di New York, una melodia che aiuta a creare una sorta di set cinematografico nella ricerca dei miei scatti. Ascolto le mie suggestioni, scruto le persone malinconiche, cerco i loro sguardi.

matteocasilli.com

NO SURPRISES
mostra fotografica di Matteo Casilli
Palazzo Velli, Piazza Sant’Egidio 9-10, Roma
dal 13 al 19 febbraio 2015