il tritone alpestre della Lunigiana

Classe Amphibia
Ordine Urodela
Famiglia Salamandridae
Genere Icthyiosaura
Specie Icthyiosaura alpestris Sottospecie Icthyiosaura alpestris apuanus

La parola greca αμφίβιος (anfibio) significa dalla doppia vita, e spiega il forte legame tra il mondo acquatico e quello terrestre. Gli anfibi, infatti, conservano le caratteristiche utili a sopravvivere in entrambi gli ambienti e per questo, in passato, si sono sviluppate leggende sul loro conto e sono spesso stati guardati con sospetto. L’area del Parco dell’Appennino tosco-emiliano è attraversata sia dalla Via del Sale che dalla Via Francigena. La prima è un intreccio di strade, sentieri e mulattiere su cui si svolgeva il commercio del sale attraverso l’Appennino, mentre la seconda è l’antica strada di pellegrinaggio che collegava Canterbury e Roma nel Medioevo, attraversata da migliaia di fedeli. Passeggiando proprio sulla Francigena, all’altezza di Sorano, nel territorio del comune di Filattiera entriamo in una zona che ospita varie specie endemiche. Siamo sulla riva sinistra del fiume Magra, nell’alta Lunigiana, in un territorio che si estende per quasi cinque chilometri in provincia di Massa e Carrara.

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Una rappresentazione medioevale del tritone alpestre apuano

Se in questa zona incontriamo quella che apparentemente potrebbe sembrare una lucertola, ma con una livrea più cangiante del solito, potremmo essere di fronte a una Ichthyosaura alpestris apuanus, comunemente detta tritone alpestre apuano. In effetti questi due piccoli animali, la lucertola e il tritone, conservano una lontana parentela e, ancora oggi, sono accomunati
da una caratteristica molto utile: la capacità di rigenerare gli arti perduti e la coda. I tritoni sono dei salamandridi e fanno parte dell’ordine degli urodeli, hanno delle zampe piccole e corte e una coda lunga, entrambi utili a muoversi con agilità sia sulla terra che nell’acqua per catturare le loro prede come vermi, formiche, mosche, coleotteri, ragni, vespe, farfalle e lumache.

Questa sottospecie di tritone alpestre, inoltre, è particolarmente affezionata all’acqua dove svolge la maggior parte della sua vita e delle sue attività. In primavera, nei laghetti e nei piccoli stagni, l’Ichthyosaura avvia i suoi rituali di corteggiamento. È in questo particolare momento che il maschio si fa bello assumendo una livrea dai colori ancora più sgargianti del solito e la pelle si dota di creste e frangiature tra le dita degli arti, sul dorso e sulla coda. Il maschio inizia a danzare in apnea con lo scopo di sedurre e far avvicinare la femmina. Quest’ultima poi, una volta fecondate le uova, le lega tramite un collante speciale agli steli delle piante acquatiche.

Oltre che come arma di seduzione, il tritone usa i suoi colori come avvertimento per intimorire avversari o predatori quando si sente in pericolo, mostrando tonalità più accese nel ventre.

tappa n.2: da Pontremoli ad Aulla

Prestare attenzione al traffico intenso nel tratto della Statale 62 tra Terrarossa e Ponte Taverone in entrata ad Aulla.

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mappa della tappa n.2 della Via Francigena Toscana: da Pontremoli ad Aulla

Partenza: Pontremoli, Piazza della Repubblica
Arrivo: Aulla, Abbazia di S. Caprasio
Lunghezza Totale (km): 32.9
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 7.20
Dislivello in salita (m): 386
Dislivello in discesa (m): 565
Quota massima (m): 250
Difficoltà: Impegnativa
Strade pavimentate: 52%
Strade sterrate e carrarecce: 22%
Mulattiere e sentieri: 26%
Ciclabilità: 94%
Come arrivare al punto di partenza: Linea FS Parma- La Spezia, stazione Pontremoli

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