«Il fatto è che questo paese è proprio cambiato, la gente è cambiata, e anche il tempo che passa è cambiato. Un tempo qui era tutto coperto dalla foresta vergine»

Questa è una favola antica, di quelle che si tramandano di padre in figlio, di quelle che i nonni raccontano ai propri nipoti accendendo la loro fantasia. Prendetevi il giusto tempo, perché questo libro non concede pause. Vi sedete accanto a un vecchio uomo che ha tanto da raccontare e il tempo per farlo. Davanti ai vostri occhi prenderanno forma le storie di un padre e di un figlio, le storie di un popolo, la storia del mondo. Vi racconterà di quando l’uomo si è staccato dalla simbiosi con la natura per approfittarsene, della lotta dell’essere umano contro la bestia prima e contro se stesso dopo, fino al raggiungimento della pace. E ve lo racconterà in un nuovo modo, lontano e antico, come l’Oriente.

Io in Thailandia non ci sono mai stata. L’ho letta sui libri. Ho letto di stranieri che hanno scelto di viverci, di thailandesi che sono andati via e poi sono tornati, ma che per raccontare il proprio paese usano la lingua imparata da grandi. E poi ho letto Saneh Sangsuk. Scrive nella sua lingua, e leggerla anche tradotta è una prima dichiarazione della distanza che c’è tra noi e loro. Il suo è uno stile antico, pieno di ripetizioni che ricordano i poemi greci, pieno di giri di parole per esprimere un unico concetto. Non ci sono capitoli, ma un unico lungo flusso narrativo che faticherete a interrompere. Ed è stata proprio la forma a colpirmi, e a stupirmi il ritrovarmi a ragionare sulla costruzione di una frase, sul modo in cui un concetto viene espresso, su come un susseguirsi di parole possa risultare, ancora oggi, inaspettato, magico.

«Se voi foste entrati nella giungla tutti soli di notte, con quei rumori silenzi oscurità e ombre, e se voi vi foste interrogati, vi sareste resi conto che in pratica non vi conoscete affatto, anche se vi frequentate fin da quando eravate piccolissimi» dice il reverendo padre Tian, la voce narrante, e nello stesso modo questo viaggio nella letteratura thailandese vi scoprirà a voi stessi come mai prima e approfondirà, arricchendola, la vostra conoscenza e il vostro percorso culturale di lettori. Senza nulla togliere alla storia, una storia vecchia come la pioggia.

La casa editrice O barra O unisce da dieci anni l’Oriente e l’Occidente attraverso un ponte invisibile che porta da queste terre ormai non più estreme le differenze, le trasformazioni, le contraddizioni e le contaminazioni. Realtà culturali, storiche e politiche riportate direttamente da autoctoni che invitano all’esplorazione consapevole, quella che segue la conoscenza e l’approfondimento dei luoghi e dell’altro, un’esplorazione grazie alla quale ci riscopriamo anche noi, una volta allontanati dalle nostre tradizioni, dimenticati i nostri canoni, liberi di accogliere il diverso come qualcosa da aggiungere e di cui fare tesoro.

Una storia vecchia come la pioggia
di Saneh Sangsuk
O barra O edizioni
150 pagg. – 12€