Per grazia di Dio sono uomo e cristiano, per le mie azioni gran peccatore, per condizione un pellegrino senza tetto della più umile specie, che va girando di luogo in luogo. I miei averi: un sacco sulle spalle con un po’ di pane secco, e una Sacra Bibbia che porto sotto la camicia. Altro non ho.

La via di un pellegrino
Anonimo russo
1972, Adelphi

 

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la grotta all’interno del santuario di San Michele Arcangelo | Agenzia PugliaPromozione | viaggiareinpuglia.it

Chissà perché non facciamo così fatica a dare per verosimili avvenimenti accaduti secoli fa. Il tempo regala radici ai fatti, così mentre sorridiamo alla notizia dei miracoli ai giorni nostri, ci ritroviamo senza nessuna fatica a raccontare di apparizioni angeliche nella Puglia del 500 d.C. Ci sono tante di quelle pubblicazioni contro Padre Pio o Madre Teresa di Calcutta, ma nessuno che si accanisca contro l’Arcangelo Michele. Così per secoli si è tramandata questa storia: si dice che… «Io sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra, è una mia scelta; io stesso ne sono il vigile custode». Così si fece udire l’Arcangelo da dentro la caverna di Monte Sant’Angelo.

Piccola interruzione sulla scelta del luogo: una caverna all’interno di una montagna ha un significato ben preciso, in quanto entrambe rappresentano simboli dei centri spirituali. La montagna ha un carattere più primordiale, poiché visibile dall’esterno, e rappresenta il periodo originario dell’umanità terrestre, durante il quale la verità era accessibile a tutti. Una volta abbracciato invece il principio di iniziazione, quando la stessa verità diventò nascosta alla maggior parte degli uomini, appannaggio di una élite, fu scelta la caverna come simbolo più appropriato. Riprendiamo il nostro racconto:

Per tre volte è apparso Michele. La prima nel 490, quando sulla montagna era ancora vivo il culto pagano, motivo che fece desistere San Lorenzo, vescovo di Siponto, a consacrare la grotta al culto cristiano. Due anni dopo, durante l’assedio di quelle terre da parte del re barbaro Odoacre, ecco giungere l’angelo in difesa del suo popolo costringendo alla fuga gli invasori. Ancora incerto sul da farsi, San Lorenzo chiese consiglio al Papa, e subito dopo gli si manifestò per la terza volta l’angelo del Signore, dichiarando già consacrata al suo culto la grotta. Al suo interno infatti trovarono un altare coperto da un panno rosso e l’impronta di un piede infantile, da sempre simbolo della presenza di Michele. Il 29 settembre del 493 fu costruita all’entrata della Celeste Basilica – così venne chiamata la grotta – una chiesa a lui dedicata.

Insieme a Mont Saint-Michel in Normandia e alla Sacra di San Michele in Val di Susa, Monte Sant’Angelo rappresenta una linea diretta che giunge fino a Gerusalemme. La Val di Susa era percorso obbligato dei pellegrini che intraprendevano la via Francigena per giungere a Roma. Una volta nella capitale per visitare la tomba di Pietro, alcuni proseguivano fino al porto di Brindisi per imbarcarsi verso la Terra Santa, non prima però di essere passati per Monte Sant’Angelo. Anche i crociati passavano per questo luogo sacro prima di raggiungere Gerusalemme. Il culto dell’Arcangelo Michele è trasversale. Dalla religione ebraica fino a quella musulmana passando per i Longobardi, che quando occuparono le terre di Puglia identificarono in questo angelo le caratteristiche di Odino. C’è da dire che i convertiti veneravano con più facilità i santi piuttosto che un unico Dio poiché venivano da religioni politeiste, dedite al culto di più dei.

Tornando al mio dubbio iniziale, mi rispondo che le tradizioni sono sacre, e in quanto tali vanno rispettate, senza troppe domande. Mi viene in mente quando da piccola ti ritrovavi a parlare con qualche prete illuminato, che alle tue timorose domande sulla reale esistenza del diavolo, dell’inferno dalle fiamme eterne, del paradiso terrestre, ti rassicurava accarezzandoti, dicendoti che no, non esistono realmente, ma come tutti i miti arrivano dove non può la ragione.

Quindi, se vi ritrovate nelle Puglie e sentite il bisogno di un po’ di spiritualità, non andate a San Giovanni Rotondo da un uomo che ha avuto la sfortuna di nascere in un periodo illuminato, ma lasciatevi suggestionare come se viveste nel Medioevo. Approfittate di questa carezza della Chiesa come se foste bambini di nuovo.