a cura di Claudia Bena

Sono le tradizioni qualcosa di così legato alla nostra esistenza che spesso ci dimentichiamo di rifletterci su. Le abbandoniamo, le rimuoviamo, le contestiamo, ma poi ci rendiamo conto della loro ineliminabilità. È solo allora che la curiosità si fa più vicina alla ricerca ed allo studio, ma non c’è approfondimento migliore che la partecipazione. In Italia ci sono moltissimi riti, credenze, superstizioni, feste e tanto altro che da una parte uniscono il continente, se si tratta di festività nazionali, dall’altra caratterizzano paesi e località per la loro particolarità. Queste ricorrenze, strettamente legate alla religione cattolica, spesso se ne distaccano talmente tanto da risultare al limite della accettazione della Chiesa, anche se neanche la sua grande potenza è mai riuscita a sradicarle. È per questo che ci si può ritrovare ad assistere a possessioni, rituali magici, flagellazioni, che al giorno nostro provocano le reazioni più disparate. Così come per la discussa santificazione di Padre Pio e la beatificazione di Madre Teresa, spesso è il popolo a scegliere cosa è sacro e cosa non lo è; la Chiesa osserva e accondiscendente accoglie tra le sue grandi braccia il volere del suo gregge. Quest’abbraccio, soffocante come un nodo scorsoio ancora ai giorni nostri, che impedisce il progresso, rallenta la ricerca scientifica e l’avanzamento di paesi meno sviluppati, si trova ora a fare i conti con l’inevitabile processo di secolarizzazione della società italiana, a partire dal libero pensiero. Capita spesso di rimanere interdetti di fronte allo iato evidente tra i grandi teologi e studiosi ecclesiastici e queste antiche tradizioni. Mi avvicino quindi con estrema attenzione, lungi dal volerci capire qualcosa, ma speranzosa di riuscire ad emozionarmi. Non troverò di certo Dio, ma le radici di un paese che ancora non ho capito e le testimonianze dirette di chi ci crede ancora…

2 Febbraio. Avellino.

Solo per un giorno, la candelora, la chiesa apre le porte ai femminielli. Omosessuali e transessuali offrono la propria identità al signore rafforzando una tradizione là dove si cerca di negarla, rendendo omaggio a quella madonna che nel tredicesimo secolo salvò dal martirio due giovani ragazzi, rei di essere amanti. Perché la madonna di Montevergine non discrimina. Il Papa si.