foto di Roberto Grassi

Con il pettine nascosto nella giacca di pelle o dimenticato nella tasca dei jeans (rigorosamente Levi’s 501) dai risvolti alti, ciondolano sui loro stivali a punta sistemandosi le basette e il ciuffo a banana. Osservano le gonne plissettate, le labbra rosso fragola e le ciglia extra volume che si sfidano tra loro a ritmo di Rock’n Roll. La parola d’ordine è brillantina. È il popolo dei Rockabilly.

Non ci troviamo sul set di qualche revival del film “Grease”, siamo nel centro di Tokyo.

Dagli anni ’70 i cancelli dello Yoyogi Park sono diventati il punto di ritrovo di un gruppo di nostalgici della musica di Elvis, del look di Battie Page e delle pettinature “pomp”. Questa comunità giapponese si riunisce da anni all’interno del parco, che si trova vicino la stazione di Harajuku, a sud del Santuario Meiji di Shibuya, per scatenarsi in performance da veri rocker.

Il Rockabilly altro non è che una delle prime forme di Rock’n Roll. Tutto comincia con la fusione tra Blues, R&B, Bluegrass e Country agli inizi degli anni ’50, quando la chitarra di Chuck Berry diventa lo strumento principale nelle sue canzoni. Si differenzia dal puro rock per le sue origini. Infatti, mentre il rock’n roll era considerato in America un tipo di musica leggera a carattere nazionale, la musica Rockabilly nasce nel sud degli Stati Uniti ed ha origini popolari.

La canzone di Elvis “All shoock up” apre le porte al genere e, insieme ad artisti come Eddie Cochran e Roy Orbison, il nuovo stile musicale comincia ad espandersi anche in Europa.

Nel 1978 John Travolta e Olivia Newton John, nei panni di Danny Zuko e Sandra Dee, diventano l’icona di quello che negli anni è diventato uno stile di vita. I vestiti, la musica, i modi di interagire, i calzini bassi, la pelle nera, la lacca nei capelli, le magliette colorate o a pois, il fazzoletto intorno al collo, le moto, la Corvette, i sandali dal tacco alto sono gli elementi fondamentali di uno stile che nasce dagli anni Cinquanta, si mescola con le tendenze più cool dei nostri giorni e mantiene vivo l’amore per un tempo forse durato troppo poco o forse mai esistito. Quello appunto di “Grease”.

Band, community, fan club nascono in tutto il mondo arrivando sino al paese del Sol Levante.

Conosciuti come gli zoku Takenoko, fino agli anni ’80 assediavano letteralmente il Parco Yoyogi con stereo in spalla e musica a tutto volume. Mecca della moda giovanile per gli studenti di Tokyo, adolescenti ribelli per le autorità. Tanto che la polizia attuò diversi sgomberi nel corso degli anni ’90, aiutata anche dalle denunce dei genitori e dall’opinione pubblica scandalizzata dall’atteggiamento di questi ragazzi, che fumavano sigarette e ballavano in gruppo nel parco che nel 1964 aveva ospitato l’apertura dei Giochi Olimpici di Tokyo.

Oggi sono rimasti in pochi, e i veri Billy si sono mescolati con le ragazze Lolita, le pin up o semplicemente con personaggi dai gusti stravaganti. La zona del parco dove si riuniscono si è trasformata in una vera e propria attrattiva turistica. Ma la domenica pomeriggio, se vi capita di passeggiare per lo Yoyogi Park con il vostro cane (è l’unico parco in tutta Tokyo dove esiste uno spazio per lasciare i cani liberi senza guinzaglio), potete imbattervi in questa razza morente che continua a resistere. Perché i vecchi T-Bird insieme alle loro Pink Ladies non passano mai di moda. Soprattutto in Giappone.