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Cornetto continua a invitare tutti coloro che amano le emozioni intense e travolgenti a partire insieme al motto di ENJOY THE RIDE. LOVE THE ENDING: se ti godi ogni momento del viaggio, amerai ancora di più il finale! Un viaggio sorprendente e ricco di sensazioni che questa volta ci porta a Los Angeles,per visitare il Museo della Tecnologia Giurassica.

il gabinetto delle meraviglie di Mr. Wilson

foto concesse dal MJT © mjt.org

Nel suo significato originario, il termine Museo designava un luogo dedicato alle muse, un luogo dove la mente dell’uomo può raggiungere uno stato d’animo di distacco dalle vicende di tutti i giorni. Con l’avvento del Medioevo il Museo è caduto nel dimenticatoio, insieme a tutte le istituzioni di apprendimento. Tuttavia, in questi tempi bui, la raccolta di oggetti rari da parte di chiese e monasteri ha permesso al suo spirito di continuare ad ardere come le famose lampade sepolcrali etrusche che seguitavano a bruciare nonostante la mancanza di aria e di olio nel buio delle tombe. Reliquie e oggetti rari potevano essere trovati in ogni chiesa parrocchiale, anche nella più piccola. Tuttavia, le vere origini del museo pubblico di storia naturale si possono ritrovare solo fino ai secoli XVI e XVII. Fu con la diffusione dell’Umanesimo che gli oggetti della natura animata e i fenomeni del mondo materiale cominciarono a essere guardati con interesse scientifico. Collezioni di oggetti naturali diventarono comuni quanto le raccolte di opere d’arte, e spesso entrambe venivano sistemate in un unico spazio.

 

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo i viaggiatori, che tornavano dai luoghi che si andavano rivelando ai loro occhi uno dopo l’altro per il mondo, erano soliti adibire stanze delle proprie case con tutte le stranezze che riportavano con loro. Queste camere prendevano il nome di Wunderkammern, i gabinetti delle meraviglie. Musei pioneristici. Ma anche di più. Luoghi catartici, ambienti assegnati a restituire alla gente quel senso del meraviglioso che pervase tutto il secolo delle grandi scoperte. Con il viaggio di Colombo si inaugurò infatti un secolo di intenso stupore. Provate a immaginare la sensazione che si provava di fronte a realtà fi no ad allora sconosciute. Credibilità e innegabilità si scontravano sul piano dell’esperienza generando, appunto, meraviglia. In Italia alcuni esempi furono le collezioni di Francesco Calzolari a Verona, di Ferrante Imperato a Napoli, di Manfredo Settala a Milano e, soprattutto, del gesuita Athanasius Kirchen a Roma. Dalla seconda metà del XVIII secolo e nel XIX secolo divenne consuetudine donare queste collezioni alle istituzioni pubbliche nascenti. I primi musei pubblici erano quindi semplicemente delle vetrine di collezioni private di oggetti rari o curiosi. Queste istituzioni, pubbliche solo di nome, erano accessibili esclusivamente a piccoli gruppi di intenditori, previo appuntamento, e per periodi di tempo limitati. Col passare del tempo queste collezioni private furono sostituite con i Musei pubblici come li intendiamo noi ancora oggi.

Ma se un giorno vi dovesse capitare di perdervi per le strade di Culver City, California, e vi ritrovaste nel 93° isolato di Venice Boulevard, ecco, potreste avere la sensazione di essere tornati indietro nel tempo. «Ma che roba è questo Museum of Jurassic Technology?» Al che rispondevo: «Be’, intanto che cosa sembra a voi?» Tal quale la psicoanalisi. Il MJT fornisce uno splendido terreno di proiezione e transfert; è l’equivalente di un museo, della critica dei musei, della celebrazione di musei – tutto fuso insieme. C’è la formica zombie, la ricostruzione dell’Arca di Noè, la parete delle corna, molti esempi di micro miniature (noccioli di frutta intagliati, papa Giovanni Paolo II all’interno della cruna di un ago), ma anche riproduzioni di metodi salutari arcaici, come il fiato d’anatra per curare i bambini dal mughetto, o due mani di cera che stringono un volatile impagliato, la memoria secondo Platone. Tutto questo e molto altro ancora è raccontato nel libro di Lawrence Weschler, tradotto in Italia dalla casa editrice Adelphi. A me è apparso vagando in una libreria dell’usato nel centro di Roma. Il mio occhio incantato si è posato su di lui e il mio braccio non ha potuto fare a meno di prenderlo. Benvenuti nel Gabinetto delle meraviglie di Mr. Wilson, dove niente è troppo meraviglioso per essere vero.

la redazione di the trip

“Il gabinetto delle meraviglie di Mr. Wilson”
di Lawrence Weschler
Edizioni Adelphi (1999)
Pagine 165
Euro: 13,60