Quando si parte per un festival, si parte pronti a tutto. Anche a cambiare tutto. Arrivare un giorno più tardi senza valigia, senza computer, senza occhiali da sole, senza la lista dei gruppi da vedere e senza più nessuna consapevolezza che quello che avevi programmato effettivamente accadrà fa parte del gioco.

Io sono atterrata mercoledì ma la mia valigia era scomparsa, giovedì mi sono innamorata prima di arrivare al Forum e per un giorno, tra la musica e la filosofia, ho scelto la filosofia. Il mio Primavera Sound è incominciato realmente venerdì quando mi sono lasciata trasportare dalla folla, i colori, i suoni e i cattivi odori del festival. Per non raccontarvi solo le mie avventure e disavventure, ho chiesto ad alcuni personaggi che ho incontrato nel cammino di raccontarci il meglio e il peggio dell’ ultima edizione del Primavera Sound.

Kem Lalot – Eurockeennes & Generiq festival

Il meglio: l’eccletismo della programmazione, la spendida location, lo stage ATP la migliore programmazione del festival, l’Auditorio perfetto per progetti intimisti.

Il peggio: il Mini Stage troppo lontano e con un suono terribile, “l’inquinamento acustico” tra lo stage Pitchfork e Vice.

Stacey Wilhelm – South By Southwest festival

Aspetti positivi:

– La delocalizzazione delle attività del Primavera Pro all’Hotel Zero dall’Hotel ME. La vicinanza al forum ha reso più facile a più persone poter partecipare alle attività del Pro e avere accesso rapido al festival.

– Come sempre, l’area Pro al Forum, luogo ideale d’ incontro, intenzionale o casuale, per i gli addetti ai lavori.

– I numerosi paesi rappresentati nella programmazione musicale.

Aspetti negativi:

– Il MINI stage troppo lontano

– Alcuni panel del Primavera Pro erano di un livello molto superficiale, sarebbe stato interessante approfondire alcuni argomenti.

– Più ore al giorno così il festival non finisce così in fretta!

Fredrik Sandsten – Goderborg&Co

Aspetti positivi del Primavera:

–       Il Forum, location pratica e bella

–       Lineup grandiosa

–       È aperto fino a tardi!

–       Gli spazi Pro del Primavera, sia all’albergo che al Forum

–       Incontrare persone da così tanti paesi diversi

Aspetti negativi del Primavera:

–       Lo scontro acustico tra i palchi Pitchfork e Vice

–       Il Ministage era troppo lontano

Oscar Broc – giornalista, scrittore

Mi è piaciuto Dj Coco e la sua sessione. Mi sono piaciuti gli shorts indossati dalle ragazze. L’MDMA quest’anno era di ottima qualità. Ma la cosa che più mi è piaciuta è senza dubbio l’inferno scatenato di Araab Muzik, il mio idolo. Direi che l’unica cosa che non mi è piaciuta è che ci siano cosi pochi taxi a partire dalle 4 a.m.

Gema del Vale – Subterfuge

Adoro il festival. La sua location, l’organizzazione e la lineup sono sempre eccellenti. Visto il crescente successo, il Primavera Sound ha anche una parte di pubblico che va tanto per andare, senza avere un artista in particolare da voler seguire. Questo fa sì che alcuni non si sappiano comportare, ma per fortuna si tratta di una piccola minoranza.

Barnaba Ponchielli – Sangue Disken

Top: Afghan Whigs, Liturgy, Refused, Michal Gira, Milk Music.

Worst: Franz Ferdinand, Real Estate, Bleached, Foam Lake, A$AP Rocky, Iceage, Mayhem.

Cibo: il Godflesh Burger. Luci: Justice. Suoni: Forest Swords. Droghe: MDMA

Valentina Nervi –  Roberto Cavalli

Tra il meglio del festival assolutamente il live dei Beach House sia per il concerto che per il palco che gli hanno dato. Tutto a dir poco magico.

Il peggio… dovrei pensarci perche non mi viene in mente nulla di brutto su questa edizione del festival!

Daniel Verdù – El Pais

Il meglio musicalmente: Beach House e John Talabot. Mi è sembrato ci fosse molta gente, ma è ancora un festival relativamente comodo per vedere i concerti.  A parte lo stage Pitchfork, gli altri palchi avevano una buona acustica pur essendo vicini al mare. La zona Pro è una delle migliori tra i festival spagnoli (si mangia bene, sei accanto al mare e la birra costa 1 euro…)

Mahala Marcet – Playground Magazine

Tra le cose più divertenti: conoscere a A$ap Rocky, Benga, poter essere nel sottopalco a scattare le foto e innamorami di un ragazzo che poi è risultato essere gay…

Valentina Cassano – Lantana Editori

ll meglio: i Girls con le coriste, le bellezza lunare dei Mazzy Star e l’invidia per gli smaglianti 46 anni di Hope Sandoval, la potenza sonica di Lee Ranaldo, l’atmosfera eterea dei Siskiyou, il sole sempre presente, il pop sbarazzino dei Real Estate, il basso funky del Pop Group, l’acidità cazzuta di Sharon Van Etten, il vestito rosso di Pepe le Moko (bassista dei wedding present), le file scorrevoli.

Il peggio: le groupie dei Japandroids, il live “solo novità” dei Death Cab For Cutie, i Franz Ferdinand (sempre e comunque), gli hipster (chiunque essi siano) e il loro abbigliamento fuori-tempo-massimo, il cibo ammazzafegato e i prezzi troppo alti, le troppe band “del momento” che non vedremo mai più.

Ci vediamo al Sonar!

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Per l’ interesse verso la natura delle relazioni interpersonali, la passione per la musica e la curiosità per le avanguardie, nella primavera del 2009 nasce il progetto TravellingAroundMusic: un viaggio attorno all’anima e l’essenza degli eventi più emblematici della cultura musicale indipendente.

A tre anni dalla sua nascita, TravellingAroundMusic torna nella città che ne ha ispirato la sua creazione: Barcellona.

Anna Mastrolitto e Alessia Laudoni, le ideatrici del progetto, saranno in giro per raccontare mood e atmosfere del festival Primavera Sound e del Sonar.

Primo appuntamento con TravellingAroundMusic:

31.05.12 – PrimaveraPro – Hotel Zero: “Big Benefits: The Positive Role of Festivals in Their Cities and Communities

Partecipanti: Fredrik Sandsten (Way Out West), Kem Lalot (Eurockéennes), Peter Smidt (Eurosonic Noorderslag), Chris Smith (Womad), Mota (Porto City Council), Stacey Wilhelm (SXSW), Anna Mastrolitto ( TravellingAroundMusic).

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