testo e foto di Giulio Di Mauro

A change of scene, with no regrets,
A chance to watch, admire the distance
“New Dawn Fades” – Joy Division

Un’accurata analisi di “The Guardian” sulla diffusione delle sottoculture giovanili in Europa ha stimato che ben il 5% della popolazione giovane della Germania è Goth. Si parla di circa duecentocinquantamila persone, sicuramente una delle identità subculturali nazionali più dense. Se la comunità Dance è spiccatamente trans-nazionale e nomade e, quella Hip Hop è diffusa su una superficie troppo ampia per tracciarne i confini, quella Goth ha invece una madre patria, la stessa in cui vissero i Goti. Una terra scura e ricoperta di boschi, dove le culture si sono stratificate l’una sull’altra come nel succedersi della flora in un sottobosco vivo, proprio perché marcescente.

Andai a Berlino la prima volta per lavorare su una tesina di antropologia culturale in cui si cercava di capire perché la capitale tedesca fosse anche la capitale continentale del suicidio. Al mio ritorno non avevo dubbi: nelle grandi città tedesche, ed in particolare lungo l’asse Amburgo-Berlino-Lipsia, la gente non riesce a costruire una propria identità e a mantenerla per più di venticinque anni. Ogni generazione è stata e continua ad essere testimone di costruzioni e crolli. Einsturzende Neubauten: grattacieli che crollano. Stratificazione e putrescenza, eleganza e durezza. Ogni nuova generazione porta il peso di un ulteriore strato, di una nuova cicatrice culturale. Per questa ragione ai ragazzi, allegri e pieni di energia come in qualunque altro posto, piace il nero. Il dinamismo e la spinta creativa che vengono dal basso, dall’adolescenza, hanno trasformato questo quadro solo apparentemente fosco in un disegno infantile, in sogno. Sì, perché ai gotici piace la vita, solo che la esaltano attraverso la rappresentazione grottesca (il più delle volte buffa) della morte. È una sottocultura estremamente semplice da capire perché fondata sulla rappresentazione stilistica della più ovvia semiotica del Romanticismo: amore e morte. Goti, romantici, gotici.

Se si vuole esplorare la Germania bisogna farlo da est verso ovest, come nelle migliori tradizioni. Partire da Lipsia, dalla Sassonia, a fine Maggio – quando ha luogo il Wave Gotik Treffen. Treffen significa raduno. Lipsia è, una volta l’anno, il teatro del più grande raduno subculturale giovanile: uniforme, commovente, molto scuro. Circa trentamila persone arrivano da ogni angolo della Germania e del mondo (da Roma parte un pullman che passa per Firenze e Verona), e la città con i suoi tramonti gialli e le sue aiuole colorate si tinge di nero.

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Il raduno è in realtà un festival diffuso: tre parchi cittadini, due piazze, due chiese, tre teatri, due sale da ballo dei primi del secolo, due parchi monumentali, un cinema, quattro pub, un absintheria e l’intero polo fieristico con i suoi due mastodontici hangar. Tutte le scene oscure sono presenti, e convivono gioiosamente, intrattenute da circa centocinquanta tra concerti, letture di poesie, rave party, picnic e spettacoli teatrali, e sebbene il dress code sia visto come garanzia di rispetto reciproco non è difficile socializzare. In quattro giorni è infatti possibile capire davvero una nazione, o almeno quel 5% costituito da punkabilly dalle creste viola, ragazze che vivono una seconda vita ambientata nell’Ottocento con tanto di trine e ombrellino, emo ribelli a cui non piacciono i Tokyo Hotel, uomini che indossano le più disparate uniformi e si tracannano bottiglie di met wein (vino di miele fermentato), vichinghi che arrostiscono maiali sulla brace, vampiri veri e falsi, raver nostalgici del più leccato cyber-punk anni ’90, sadomasochisti con i figli nel passeggino, e sosia di Robert Smith in ogni fase della sua carriera. Giorni che sanno di DDR, di Afri Kola, di architetture razionali e interni nostalgici, con infinite lastre di cemento pulito che incorniciano parchi bellissimi, asparagi bianchi e salsa olandese, gelato alla crema e rabarbaro, odore di cerone che cola, Poison Hypnotique e sudore. Giorni che sanno di cambiamenti, senza rimorsi.

Per info sul festival musicale Wave Gotik Treffen:

wave-gotik-treffen.de

Per assaporare la cucina sassone:

Restaurant Weinstock

restaurant-weinstock-leipzig.de