testo e foto di Alessandra Iodice

Qui a Melbourne l’arte è qualcosa che si consuma e che fa parte della giornata. Negozi, bar e ristoranti curano i locali con grande attenzione all’aspetto.

L’usato e il vintage sono molto di moda e la domenica mattina ogni sobborgo della città si riempie di mercatini che ripropongono qualsiasi forma li richiami.

C’è il Rose Market nella bohemien Fitzroy, dove giovani artisti trovano spazio per offrire la loro arte nella produzione di accessori e vestiti. Non solo dipinti e sculture, ma anche collane, spille, mollette, cuscini e vestitini per bambini. Da vecchie scatole e bottoni ricavano graziosi bracciali e collane, con vecchi vinili simpatici portafoto. Come in un quadro di Warhol gli scaffali e i banchi vengono riempiti in stile pop art.

Domenica scorsa siamo stati al Camberwell Market nell’omonimo quartiere, dove abbiamo incontrato tre giovani cinquantenni alla ricerca di divertimento e stravaganza. Diana, una di loro, ci ha raccontato come questo mercatino sia eccentrico per questo posto. Lei e le sue amiche vivono lì da quando erano bambine e amano la domenica mattina perché possono stare sedute a bere il caffè in mezzo a mille persone affaccendate nella ricerca di un oggetto o di un vestito insolito.

Camberwell Market è infatti un grande parcheggio dove chiunque può prenotare uno spazio e sostare con la sua macchina per la vendita di vecchi oggetti. Caratteristico lo sportellone del bagagliaio delle auto aperto, utilizzato come bancone o vetrina. La nostra amica ci racconta infatti, che la gente va lì per vendere “garage stuff”, ossia tutte quelle cose che mettiamo in cantina perché non ci servono più. Ancora più interessante è stato incontrare ragazzi che venivano dalla capitale australiana di Canberra solo per trovare un abbigliamento o un accessorio che li rendesse diversi dagli altri.

Tutti gli australiani conoscono bene questo mercato perché è ormai da trent’anni che si ripete nonostante le lamentele dei negozi intorno e la sua atipicità rispetto al luogo. Camberwell è un sobborgo tra la middle e la upper class – ci dicono ancora Diana e le sue amiche – ed è davvero una diversità ospitare qualcosa di vecchio e sporco in un posto così ordinato ed elegante. Ma nessuno sa farne a meno, perchè con molto poco riesci a portare a casa borsette e cinture davvero cool.

Noi abbiamo trovato vecchie pentole e vecchi telefoni ma, soprattutto ci ha divertito scovare, tra vecchi dischi, un successo nostrano, San Remo 1967, Little Tony e Cuore Matto! Gli australiani sono pazzi per l’Italia e qualsiasi oggetto la rappresenti diventa un cult.

Le buste per la spesa, le spille da attaccare ai cappotti, il giornale, l’organizzazione di un evento come quello del mercato domenicale, il caffè e il piatto del giorno sono cuore pulsante di un’attività popolare che cerca la scoperta di uno stile e la creazione di uno spazio che arricchisca il valore artistico della città.

Camberwell Market è forse l’unico spazio di Melbourne dove non si vende arte ma dove si comprano strumenti per farne. C’è chi si diverte a venderli e chi a racimolarli. Tutto in un puzzle perfetto, dove la merce è il pezzo necessario per comporre il quadro del folclore urbano. Gli oggetti si sponsorizzano da soli per la loro atipicità, e anche delle vecchie bambole possono essere interessanti per dare colore al dipinto giornaliero. Il mercatino di Camberwell non impegna nessuno, diverte chi vende a fingersi mercante ed entusiasma chi compra, facendolo sentire speciale. L’oggetto viene valorizzato non dal prezzo ma dall’acquisto, dalla capacità di scovare un surrogato di arte popolare.