di Pietro Salvatori
foto di Monica Forss

Una credenza popolare ortodossa vuole che agli onori degli altari della chiesa d’Oriente possano ergersi solamente coloro il cui corpo sia rimasto integro dopo la sepoltura. Fu così che uno dei primi provvedimenti che assunse Lenin per demolire la sovrastruttura religiosa della grande madre patria russa fu quello di scoperchiare le tombe dei venerati dal popolo, per dimostrare la fallacità di una bizzarra credenza antiscientifica. In Italia il buon Vladimiro fece tappa, ma si fermò a Capri. Se fosse sceso nella barocca e porporeggiante Palermo, forse la storia delle Repubbliche Socialiste dei Soviet avrebbe preso un’altra direzione. Merito (o colpa, fate voi) dei frati cappuccini, che dal 1500 coltivano l’usanza di seppellire i morti en plein air. O meglio, con un soffitto sulla testa, ma senza quel pratico involucro di legno che ha reso così accettabile la consunzione dei corpi nelle società contemporanee. Una lunga, macabra e aspra teoria di ossa, in uno strano e allegorico gioco di simboli sacri che da sempre hanno stuzzicato la fantasia dei profani. Luoghi che farebbero un figurone in un capitolo del melmoso e intricato Pendolo di Foucault di Umberto Eco. Ma sarebbero anche l’ideale per i roboanti complotti alla Dan Brown. E se il convento dei Cappuccini di Roma è il famosissimo monito alla caducità dei fuochi fatui della via della Dolce Vita, più affascinanti ancora sono le catacombe della capitale sicula. I cunicoli palermitani si raggiungono addentrandosi per le navate della chiesa che li sovrasta. Un’aspra ironia della storia ha voluto che, ancor prima che i frati creassero il proprio macabro caleidoscopio di cadaveri, il luogo consacrato fosse dedicato alla Madonna della Pace. Ma le ottomila salme ricordano piuttosto l’inesorabile e inutile guerra contro il passare del tempo, a cominciare da frate Silvestro, il cui cranio pestato spunta da sotto il saio dando per primo il benvenuto all’avventore. E guarda la scritta apposta da un tecnico burlone, garante delle normative comunitarie: Allarme Antincendio. Superato l’impatto che più che al mistero della morte rimanda agli scheletri danzanti di Nightmare Before Christmas e agli enigmi di Monkey Island, la cupa allegria della girandola di ossa si infrange incrociando il (non) sguardo della piccola Rosalia Lombardo. Aveva due anni quando il suo corpo fu mummificato e, fra gli ultimi, posto a riposare nel fresco della cripta. Aveva due anni, le guance paffute incorniciate da boccoli castani e da un fiocco rosa. E si risale a respirare una boccata della tumida aria cittadina, con in testa un motivetto agrodolce…

Devoto come un frate cappuccino

con gli amici del mattino

chi me lo preparerà

mi chiedo ora che cosa ne farò

dei tuoi capelli d’oro

volati sul comò

(Brunori Sas)