In un approccio interdisciplinare che coinvolge artisti, architetti, fotografi e teorici, THE MIDDLE SEA delinea un tragitto verticale e uno orizzontale, fra il Mediterraneo e l’Europa, l’Oriente e l’Occidente. Un moto circolare di andata e ritorno, di arrivi, contatti, migrazioni, contaminazioni, propagazioni infinite.

L’acqua è l’elemento naturale che al contempo unisce e divide le terre che si affacciano sul Mediterraneo. Al centro del progetto c’è il mare, che da sempre ricopre un ruolo fondamentale nella quotidianità delle città rivierasche, influenzandone colori e profumi, attività e relazioni, bene prezioso e punto di riferimento per la vita dei suoi abitanti.

Le immagini e i racconti spiegano, con un linguaggio artistico, il tramonto delle tradizioni e lo svilupparsi di nuove megalopoli, i crescenti flussi migratori e le rotte del turismo, le antiche vie mercantili e le grandi infrastrutture, il ruolo ibrido e complesso delle città e dei grandi porti mediterranei, con i loro cicli produttivi e ludici, le connessioni sociali e le relazioni con il territorio circostante.

THE MIDDLE SEA/IL MARE DI MEZZO propone una sorta di video-marathon nello spazio della biblioteca del Museo Madre, con letture di testi provenienti da diversi Paesi della regione. La città di Napoli si trasforma così in galleria di immagini e di racconti sul Mediterraneo, che potranno essere fruiti da un ampio pubblico

Le opere sono state realizzate e raccolte nell’ambito del programma internazionale GOING PUBLIC, progetto decennale di valorizzazione delle culture e dei territori del Mediterraneo e dei Balcani.

Le città e gli autori:

MARSIGLIA, di Maria Thereza Alves (Brasile): The Seeds of Change (12’), è un’opera che riflette sui confini geografici e sociali, sulla migrazione, sull’appartenenza e sull’identità nazionale, concetti analizzati attraverso le antiche rotte marittime mercantili e la loro relazione con la biodiversità.

TUNISI, di Zineb Sedia (Algeri/Londra)The Middle Sea (16’) racconta di un viaggio in nave nel Mediterraneo, di un uomo che diventa emblema e simbolo del viaggiatore, dell’esule, del vagabondo, della speranza attraverso quel mare che a tratti sembra unire e a tratti divide popoli, Paesi e culture.

PALERMO, di Marcello Maloberti (Italia): Il mare e la superstizione dei marinai (21’) è un viaggio nel porto di Palermo attraverso una serie di interviste ai lavoratori portuali sullo sfondo di un telo blu mare; veri e propri ritratti della quotidianità in cui si percepisce, grazie a una particolare tecnica di montaggio, la realtà circostante con i suoi rumori e colori.

TEL AVIV, di Ofri Cnaani (Tel Aviv/NYC)The Floating Simmetry (11,30’) pone al centro della narrazione il Mar Mediterraneo, origine degli assi di quattro linee immaginarie che collegano Paesi che oggi sono il fulcro di conflitti geopolitici (Cipro e Israele, Grecia e Turchia, Marocco e Spagna, Slovenia e Croazia). Una visione ampia e approfondita, che apre nuove prospettive e nuovi angoli di osservazione.

TANGERI di Yto Barrada (Marocco): La Cinémàteque de Tanger (14’) descrive lo spazio culturale d’artista nato sulle ceneri del Cinema Rif, una vecchia struttura degli anni Trenta nella Medina di Tangeri. Il progetto, unico nel suo genere sulle sponde del Magreb, propone una programmazione quotidiana di film d’autore, una raccolta di video d’artista e una piccola biblioteca pubblica.

BEIRUT, di Ali Hassoun (Libano): Beirut Memories (3,30’) sfumando i confini tra la realtà e l’esperienza personale, esplorando i concetti di memoria e percezione spazio-temporale, ricostruisce con poesia e creatività i contorni della città, tra ricordi e attualità.

ATENE, di Zafos Xagoraris (Grecia): Port AMPs (3’) presenta una versione acustica del rapporto dialettico tra città e mare, spingendo la città di Atene ad ascoltare i suoi suoni e i suoi silenzi. Tutto questo attraverso una serie di sculture sonore create in loco con materiali semplici che amplificano i rumori del mare.

Infine, Deniz Gul (Turchia) con poetiche e incisive istantanee racconta le difficoltà di Istanbul, città cerniera tra est e ovest, crocevia di suoni, sapori e culture tra l’Oriente e l’Europa.

Progetto a cura di Claudia Zanfi, Direzione aMAZElab, Arte, Cultura,Paesaggio
www.amaze.it
 In collaborazione con: Fondazione Donna Regina – Museo Madre, Napoli (www.madrenapoli.it)
In occasione della mostra personale di Walid Raad.

Proiezioni fino al 19 Gennaio 2015

Per info e orari aperura: www.madrenapoli.it