testo e foto di Saverio Scattarelli

Bari, Lungomare Nazario Sauro. Quello – per intenderci – delle scorribande in auto de La capa gira e Mio cognato. Ma anche la culla del Pensiero Meridiano e dei ricordi confusi e lucidi di Gianrico Carofiglio.

Qui, tra il passaggio continuo delle auto, a poche centinaia di metri dal buco verde di Punta Perotti, c’è una villa sul mare. Nessun gorilla all’ingresso, solo un cancello di ferro arrugginito. L’arrivo degli ospiti non è controllato, anzi. Quello di un fotografo fa sorridere e, per poche decine di euro, ci si sbottona un po’.

M e V si raccontano.

 

La storia

Le padrone di casa si chiamano M e V, due donne piazzate sulla cinquantina. Vestitini neri succinti. Non di Prada, non di Gucci. Più di un tatuaggio, tra quelli in inchiostro e quelli scavati nella pelle.

Professione: prostitute. Stato civile: vedove con figli (e nipotini).

M è la proprietaria della villa, ereditata alla morte del marito ventidue anni fa (un incidente grave con la moto).

V le corrisponde un affitto mensile, ma è solo un gesto di riconoscenza per la condivisione della sede in cui esercitare il mestiere.

“Qui nessuno ci dà fastidio. La casa è nostra”. In effetti di qui la polizia ci passa senza troppo stupore. Sono anni che la villa al mare è sede di festini, meno organizzati di quelli balzati agli onori della cronaca ma con le stesse linee guida: divertimento, piacere rubato, trasgressione.

M e V guadagnano dai 200 ai 300 euro al giorno. Neanche un rimborso spese perché – in questo caso – l’ospitalità la danno loro.

Del resto nelle vicinanze della villa si è sviluppata una concorrenza accanita. Tra i campi abbandonati e gli scheletri di palazzi occupati da immigrati, di ragazze ce ne sono per tutti i gusti. Ma M e V detengono il monopolio. Loro sono conosciute, fanno le cose per bene. La casa è sempre pulita e hanno una certa esperienza. Qualche volta – su richiesta – il preservativo resta chiuso nell’involucro.

La droga? “Non ci interessa, noi preferiamo questo lavoro. I nostri amici poliziotti lo sanno”.

L’identikit del cliente non esiste. Giovani, meno giovani, anziani. Gente per bene, professionisti, sposati, single, divorziati, nonni. Spesso portatori di handicap, anche gravi. Target eterogeneo. Orari di ricevimento: dal mattino alla notte. Ci si divide il lavoro. È più di un full time. Alcuni sono abituali ed entrano come fossero a casa loro. Altri sono di passaggio. Altri ancora non sono graditi e dunque vengono perentoriamente mandati via.

“Poi a volte li rivediamo per strada con le mogli, i figli” – raccontano M e V con sorriso rassegnato e con il tono di chi la sa lunga. Certo, perché dopo tanti anni se lo saranno domandate entrambe il motivo per cui, anche uomini ai quali non manca una vita apparentemente felice, si rivolgono a loro per qualche minuto di trasgressione, in una villa che non profuma di casa, in un letto dove hanno lasciato il proprio sudore migliaia di altri uomini, con due donne che sono di tutti, di tutti quelli che possono pagare 15/20 euro per un orgasmo ad ogni ora. Semplicemente qui il sesso si scambia solo col denaro. E questo non è un dettaglio.