la strana storia della vedova Sarah

di Simone Bracci

La disperazione è un’emozione potente, drammatica, che talvolta può far compiere gesta che normalmente definiremmo inconsuete, curiose. Come insolita è la storia di Sarah Winchester, passata agli onori della cronaca per un evento che le ha regalato suo malgrado fama planetaria: la costruzione della Winchester Mystery House.


Leggenda vuole che la signora Sarah, vedova ed erede delle industrie dei fucili “western”, si ritrovò con un enorme vuoto creato dal lutto familiare e con tanti soldi da spendere. In questi casi ognuno elabora la perdita nella maniera più opportuna e personale. Il metodo scelto dalla vedova fu assai particolare.
Per mettersi in contatto con il marito nell’aldilà, si lasciò convincere dalla sua medium che le anime delle vittime causate dall’artiglieria Winchester l’avrebbero perseguitata, se non avesse cominciato a dar loro dimora terrena. Una storia paranormale che, partendo da una base macabra, arriva ai giorni nostri quale parabola sulla debolezza della psiche umana. L’inizio di questo strano viaggio portò la vedova a cominciare la costruzione di un enorme complesso edilizio che continuò ad ampliare per trentotto lunghi anni: era il 1884 quando l’idea fermentò. Oggi la sua casa è divenuta un’attrazione turistica degna di nota, stando al volantino pubblicitario “una delle case spiritate d’America che vanta il maggior numero di avvistamenti”, suoni, rumori ed inspiegabili cali di temperatura a cui (forse) potrete assistere se sarete di passaggio nella cittadina di San Josè, in California.
La superstizione verace e il terrore reale che si erano insinuati nella mente di Sarah ebbero come conseguenza la realizzazione di un progetto mastodontico. La sua tenuta, nata già come grande casa aristocratica, diventò sotto ogni punto di vista un’abitazione enorme, spropositata nella sua vastità e nella complessa architettura, fatta di corridoi e scale, camere e anticamere, salotti e passaggi segreti che rendono il mito ancora oggi molto appetibile dal punto di vista turistico e commerciale. Sono centinaia i visitatori che ogni giorno percorrono i luoghi dove ha vissuto per decenni la signora Winchester senza avere il coraggio di uscire all’aria aperta o provare a riprendere una vita che fino a quel momento le aveva regalato solo amarezze. Probabilmente, al termine della sua esistenza, lei stessa si legò in maniera indissolubile a quelle mura, come ogni storia tenebrosa che si rispetti, intrappolata nei ricordi e nella sofferenza di una proprietà trasformata in gigantesco mausoleo, che tutt’oggi si perde a vista d’occhio nella tenuta di famiglia. Stando alla piantina e alle sue fotografie panoramiche si tratta di un complesso ampio e raccolto, asimmetrico e irrazionale, a tal punto da sconfinare nei lussuosi giardini ornamentali; un ponte da cui Sarah era decisa ad osservare il lento scorrere del tempo e sentirsi al sicuro, riparata da pareti amiche. Uno spettacolo edile sicuramente affascinante e allo stesso tempo inquietante, un luogo da visitare con lo spirito ottocentesco del timore reverenziale verso l’ignoto, alimentato dai racconti enigmatici ad esso legati.
La sensazione, una volta sull’uscio, è quella di essere di fronte ad un luogo sospeso, in cui fede e mistero si sposano con la speranza di salvezza, all’interno di un labirinto inestricabile. Sconsigliamo di perdere la via d’uscita. Ritornare alla luce potrebbe rivelarsi un viaggio decisamente prolungato.