Francesca Rosati

About the Author Francesca Rosati

Caporedattore di the trip magazine dalla prima uscita (2010), dopo la laurea in Scienze delle Comunicazioni consegue un master in Scrittura Cineradiotelevisiva allo IED di Roma e lavora alla Saatchi&Saatchi per due anni. Innamorata della scrittura in tutte le sue forme, ha una particolare ossessione per la virgola.

AsiaRacconti di viaggio

La SPA nel carcere di Chiang Mai

Il centro massaggi del penitenziario femminile si trova proprio di fronte alle mura del carcere. è un ampio locale pulito e ordinato, gestito da ragazze dall’aspetto impeccabile e dai modi soavi. Ogni cliente riceve ciabattine e kimono usa e getta e le chiavi di un armadietto dove poter lasciare i propri averi. Le ragazze sono tutte detenute ma le loro giornate le trascorrono fuori dalle sbarre, lavorando come qualsiasi persona onesta.

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Arte&culturaNord AmericaRacconti di viaggio

Detroit: magic trash

È grigia Detroit. Grigia di cemento e di grattacieli e di palazzi abbandonati, grigia di smog. La sua storia invece è sempre stata o bianca o nera, senza mezze misure. Da città simbolo del sogno americano in quanto capitale dell’industria automobilistica statunitense, si trasformò alla fine degli anni Sessanta in città fantasma per via della crisi industriale, delle tensioni razziali e delle rivolte del ’67 durante le quali venne messa al rogo e devastata.

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Interviste

la nostra vita nei boschi

Tobias Jones (classe ’72) è uno scrittore e giornalista inglese che ha vissuto a lungo nel nostro Paese. Dopo aver pubblicato “The dark side of Italy” (“Il cuore oscuro dell’Italia”), ha visitato diverse comuni d’Europa in un viaggio durato un anno, seguito dalla moglie Francesca e dalla piccola Benedetta, la primogenita, e ha raccolto i suoi racconti in “Utopian Dreams”. Ma non gli è bastato. Da più di un anno porta avanti un progetto radicale e gestisce una “casa famiglia” nei boschi del Somerset, in Gran Bretagna.

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Mateo Dineen
Arte&cultura

le domeniche di Berlino

È crollato da più di vent’anni ma lo si sente ancora respirare. Come quei fantasmi nostalgici che non riescono ad abbandonare la vita terrena e rimangono incastrati nelle loro dimore, per sempre. O semplicemente come quei ricordi – belli, brutti, drammatici o divertenti – che la mente sceglie di conservare, e che ci accompagnano per tutta la vita, sbucando quando meno te l’aspetti. Il muro di Berlino è così.

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01-favela-“Morro-da-Providência”-(Rio-de-Janeiro)
Arte&cultura

la donna su strada diventa arte

Dalle bidonville africane alle favelas sudamericane, dalle palafitte del sud est asiatico ai muri di importanti capitali europee, la sua arte appare dove non era stata invitata. In seguito, le sue opere vengono trasportate a New York, Berlino, Londra e ultimamente vendute a cifre interessanti. Con una certa fama arrivano i soldi ma JR assicura che non si monterà la testa: “Se osservate il mio lavoro, vedrete che è cresciuto man a mano che cresceva il valore delle mie opere alle aste. Non sto diventando ricco e non mi sto comprando una bella casa: quando vai in questi posti e stai con queste persone, non ci pensi nemmeno a diventare ricco. Penso sempre a come possiamo fare di più con questi progetti. Tutto il denaro alimenta il mio lavoro a venire”.

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