arte, musica e cultura


“Ho visto dei romani passare intere ore in muta contemplazione, affacciati a una finestra della villa Lante, sul Gianicolo” Stendhal. Passeggiate romane. 1829


Diplomato all’Accademia di Belle Arti a Roma al corso di scenografia di Toti Scialoja, Gianni Dessì muove i primi passi in Via degli Ausoni, alla fine degli anni Settanta e, insieme a Ceccobelli, Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella e Tirelli, dà vita alla ‘Nuova Scuola Romana’. Definiti anche anarchici individualisti, seppur diversi fra loro, formano un importante gruppo alternativo dell’arte contemporanea. Le sue opere lo portano presto in giro per il mondo: Roma, Parigi, Berlino, New York, Rio de Janeiro, Istanbul, Venezia, Milano, San Paolo, Tel Aviv, Helsinki, Basilea e tante altre città. Insomma, la sua ricerca trova spazio in ogni senso e in ogni luogo.


È grigia Detroit. Grigia di cemento e di grattacieli e di palazzi abbandonati, grigia di smog. La sua storia invece è sempre stata o bianca o nera, senza mezze misure. Da città simbolo del sogno americano in quanto capitale dell’industria automobilistica statunitense, si trasformò alla fine degli anni Sessanta in città fantasma per via della crisi industriale, delle tensioni razziali e delle rivolte del ’67 durante le quali venne messa al rogo e devastata.


Il 7 settembre 1860 Napoli aspetta Garibaldi. Orfana del suo re, il quale ha preferito ritirarsi piuttosto che vedere il popolo combattere, è già pronta ad accogliere il rosso esercito dei Mille, mentre sarà restia a lasciarsi conquistare da Vittorio Emanuele II.


Sfiziosissimi piatti accompagnati da un buon vino, un viaggio attraverso la storia del cinema nella Mole Antonelliana, un giro tra capolavori dell’arte contemporanea in occasione di Artissima o il Contemporary Art, le passeggiate illuminate dalle Luci d’Artista, e poi?


Una voce fuori dal coro, un approccio tutto personale verso l'architettura, che finalmente si lascia dietro limitativi dogmi accademici per riscoprirsi accattivante e - perchè no - divertente. Lo studio B.I.G. (Bjarke Ingels Group) rappresenta una ventata d'aria fresca in un dibattito architettonico che da troppi anni ormai indugia all'autoreferenzialità.


di Alexandra Rosati Nell’artista Benjamin Beker sia la vita che l’arte sono e sono sempre state in perenne movimento. Nasce a Bonn, in Germania, e cominciando fin da piccolo a far viaggiare le sue mani nel disegno segue il babbo, per metà tedesco e per metà ucraino, nei suoi spostamenti di lavoro. Vive a Hong [...]


Un pomeriggio d’estate mi sono inoltrata nel bosco toscano, e vagando mi sono imbattuta in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, una realtà altra racchiusa da spesse mura, un giardino misterioso. Al suo interno i ventidue Arcani maggiori dei tarocchi marsigliesi sono rappresentati sotto forma di grandi e colorate sculture, e fontane e specchi e parole completano un quadro di per sé già meraviglioso. Come nei sogni, qualcosa mi sembra fortemente conosciuto, qualcos’altro terribilmente nascosto. Vedo Bomarzo e Parc Guell a Barcellona, sento Breton e tutta la sua carica surrealista.


I palazzinari romani degli anni '50 e '60 hanno risparmiato fino all'ultima lira per poter intascare utili maggiori. Ogni ettaro di campagna doveva fruttare il massimo. Palazzi brutti, progettati da oscuri architetti o peggio direttamente dai geometri, nessuna cura, nessun senso estetico, massima razionalizzazione e una palese assenza di scrupoli. Tanto poi a vivere sulla Tuscolana o sulla Tiburtina non ci dovevano certo andare loro.


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