editoriale

“Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari [...]


Quando ho cominciato a fare questo mestiere ho scoperto diversi aneddoti e luoghi comuni del settore ma c'è sempre stata una frase che mi ha colpita più di tutte: “Fare il giornalista è sempre meglio che lavorare”. Poi ho scoperto che veniva attribuita proprio a Barzini e mi sono trovata improvvisamente in piena sintonia.


In realtà basta poco. Ti carichi un po’ di cemento, sposi un ingegnere, smonti il motore di una Fiat 500, scegli una lingua tipo l’Esperanto e fondi il tuo Stato! La parola “utopia” mi è sempre stata simpatica. È una di quelle prime parole difficili che impari quando sei ragazzino e che ricordi grazie al [...]


Guardo la mia città. Roma è davvero incredibile. In lontananza spuntano le cupole di San Pietro. Immagino Piazza Navona e la maestosità dei Fori Imperiali. I vicoli di Trastevere e i sampietrini di rione Monti. Ma è qualcos’altro che cattura la mia attenzione. Il rubinetto ricurvo in ferro, l’acqua che sgorga ininterrottamente, centoventi chili di ghisa che occupano l’angolo del marciapiede. È una delle duemila fontanelle che popolano la Capitale. I cosiddetti “nasoni”.