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	<title> &#187; libri</title>
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		<title>libri</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 14:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[sidebar]]></category>

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		<description><![CDATA[Il viaggio: da esperienza autobiografica a virtuosismo letterario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio: da esperienza autobiografica a virtuosismo letterario.</p>
<p><strong><em>Sulla strada</em> di Jack Kerouac</strong></p>
<p>Anno: 1959</p>
<p>Editore: Mondadori</p>
<p>Euro: 9,50</p>
<p>Pagine: 362</p>
<p>Il coast to coast epico, manifesto in “prosa spontanea” della beat generation, voce di quella generazione in attesa, i ribelli senza causa, poeticamente descritti nell’urlo di Ginsberg. Il racconto dell’amicizia tra l’autore e Cassady, approfondita dall’esperienza della strada. Non sapere dove, essere coscienti solo del perché non rimanere. L’impossibilità di adattarsi alla società conformista e borghese che li circonda, la continua ricerca di esperienze sotto l’effetto deformante di alcol e droga, a ritmo di jazz.</p>
<p><strong><em>Le vie dei canti</em> di Bruce Chatwin</strong></p>
<p>Anno: 1987</p>
<p>Editore: Adelphi</p>
<p>Euro: 12</p>
<p>Pagine: 390</p>
<p>In Australia ogni pietra, fiume, collina e bush raccontano la loro storia. Sono le vie dei canti, patrimonio, cultura e tradizione degli aborigeni. Chatwin le riporta così come le ha vissute nella sua esplorazione, che non si limita ad essere una conoscenza del posto, ma diviene una presa di coscienza sul perché del viaggio, e un approfondimento sul nomadismo, oltre ad una critica sull’occupazione selvaggia, sulla guerra e sul non rispetto. Ancora prima di scrivere il suo libro più famoso, “In Patagonia”, già lavorava su questo testo, affascinato dalla geografia totemica e dalla capacità comunicativa di questo popolo.</p>
<p><strong><em>L’arte di viaggiare </em>di Alain De Botton</strong></p>
<p>Anno: 2002</p>
<p>Editore: Guanda</p>
<p>Euro: 13,50</p>
<p>Pagine: 250</p>
<p>Scegliete come compagni di viaggio Hopper, Flaubert, Baudelaire, Huysmans, Wordsworth, Van Gogh. Dalle attese della partenza all’abitudine del ritorno, attraverso i mezzi di trasporto, l’arte non può che aprirci gli occhi ed insegnarci a vivere. Nelle opere d’arte ritroviamo infatti lo stesso processo di semplificazione o di selezione che caratterizza la nostra fantasia. Oltre al dove andiamo, dobbiamo domandarci il come ed il perché. Dobbiamo lasciarci sedurre da piccoli dettagli ricchi di significato e perderci, come i protagonisti dei quadri di Hopper, nell’assenza d’intimità dei luoghi pubblici. Meditare sull’insignificante fragilità umana rivolgendo l’attenzione ai luoghi del sublime e fermarci a pensare, come Pascal, sul perché essere qui, ora, piuttosto che altrove ed allora. “Chi mi ci ha messo?”</p>
<p><strong><em>Conoscerete la nostra velocità</em> di Dave Eggers</strong></p>
<p>Anno: 2002</p>
<p>Editore: Mondadori</p>
<p>Euro: 9,50</p>
<p>Pagine: 396</p>
<p>Il giro del mondo in una settimana. Magari non completo, visto che i primi intoppi s’incontrano già all’aeroporto. Ma se è Eggers a scrivere, potete anche aspettarlo, l’aereo. La sua narrativa, sperimentale, innovativa, geniale è la protagonista di questo romanzo. Un viaggio prima di tutto introspettivo nella mente del protagonista, che tocca in maniera ugualmente poetica picchi di pura scrittura e momenti di estrema ironia. Organizzazione: zero. Soldi: tanti, da spendere assolutamente, addirittura da regalare. Combattere contro l’archivio mentale andando così veloci da non pensare a nulla. Niente capitoli, perché il tempo passa senza pause. Benvenuti nel quarto mondo, dove scegliere di rimanere.</p>
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		<title>libri</title>
		<link>http://www.thetripmag.com/blog/2010/05/26/libri-3/</link>
		<comments>http://www.thetripmag.com/blog/2010/05/26/libri-3/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:33:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[sidebar]]></category>

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		<description><![CDATA[La letteratura di fantascienza del XX secolo: una descrizione apocalittica del futuro come lettura critica del presente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="1">
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/11.jpg" rel="lightbox[1029]"><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1030" title="ultracorpi" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/05/ultracorpi-146x221.jpg" alt="ultracorpi" width="146" height="221" /><br />
</a></td>
<td style="text-align: left;"><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>L’invasione degli ultracorpi</strong><br />
di Jack Finney</p>
<p>Editore: Marcos y Marcos<br />
Anno: 1955<br />
Euro: 13,50<br />
Pagine: 215</p>
<p>Dallo spazio scendono dei baccelli e prendono lentamente le sembianze e il posto degli esseri umani. Le persone care restano identiche, ma senza emozioni né sentimenti. Il perturbante arriva a Mill Valley, e il sensazionale irrompe nella vita quotidiana. Ma c’è ancora una speranza, nell’America degli anni Cinquanta, e l’umanità può ancora farcela. Il futuro non è tutto nero… o rosso, secondo una libera interpretazione del film di Don Siegel, che vede nell’invasione aliena il “pericolo” comunista.</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/22.jpg" rel="lightbox[1029]"><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1032" title="2" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/05/2-139x221.jpg" alt="2" width="139" height="221" /><br />
</a></td>
<td style="text-align: left;"><strong>L’uomo che cadde sulla terra</strong><br />
di Walter Tevis</p>
<p>Editore: Minimum Fax<br />
Anno: 1963<br />
Euro: 9,50<br />
Pagine: 231</p>
<p>Icaro ci ha insegnato a non volare troppo in alto. Così Cristo non dimentica quello che subì nel tentativo di aiutare gli uomini. “Bastano pochi pazzi, al posto giusto” e non c’è più salvezza. Se sulla terra dovesse cadere un uomo con l’intento di evitare l’olocausto nucleare del pianeta, verrebbe torturato, reso cieco, per poi annegare, come Icaro, ma in un bicchiere di gin. La figura autobiografica di Thomas J. Newton, abilmente portata sullo schermo da David Bowie, rappresenta l’incomunicabilità e la solitudine dell’essere umano verso la propria, amara, fine: una compiaciuta autodistruzione.</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/31.jpg" rel="lightbox[1029]"><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1033" title="dik" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/05/dik-142x221.jpg" alt="dik" width="142" height="221" /><br />
</a></td>
<td><strong>Ma gli androidi sognano pecore elettriche?</strong><br />
di Philip K. Dick</p>
<p>Editore: Fanucci<br />
Anno: 1968<br />
Euro: 11,90<br />
Pagine: 224</p>
<p>Quando abbandoneremo la terra, quando l’aria non sarà più respirabile, e una selezione naturale escluderà i “cervelli di gallina” dalla salvezza su altri pianeti, a chi ci appiglieremo, se non all’ennesima divinità che ci promette salvazione in cambio di dolore? Quando le macchine da noi costruite si ribelleranno, vorranno avere una propria vita o, in alternativa, rendere vana anche la nostra? Se noi, con il nostro romanticismo, potessimo anche innamorarci di loro, riuscirebbe un androide a fare lo stesso? Potrebbe sognare? Quando i dubbi su “cos’è l’altro” diventeranno così forti da non essere semplici aporie? Il libro che ha ispirato “Blade Runner”, un capolavoro del secolo scorso.</td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/41.jpg" rel="lightbox[1029]"><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-1034" title="4" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/05/4-141x221.jpg" alt="4" width="141" height="221" /><br />
</a></td>
<td><strong>Mattatoio n. 5</strong><br />
di Kurt Vonnegut</p>
<p>Editore: Feltrinelli<br />
Anno: 1969<br />
Euro: 7<br />
Pagine: 196</p>
<p>La guerra è una “crociata di bambini” che, mandati a combattere, tornano in patria psicologicamente instabili per ciò che sono stati costretti a vivere, fare e subire. Tema quanto mai attuale. È necessario trovare una via di fuga al disagio, anche solo mentale. Rapiti da alieni, viaggiando nel tempo, l’importante è evadere dal presente. Scampato al massacro di Dresda nel 1945, Billy Pilgrim salta dal passato al futuro, conosce già la sua morte e può rivivere momenti lontani. L’autore racconta la propria esperienza bellica dal suo punto di vista antimilitarista. Ogni cosa avviene perché deve accadere, ogni persona fa ciò che deve fare, e il lento declino della terra è inevitabile. Finiremo esemplari in via d’estinzione in uno zoo fantascientifico su Tralfamadore, lontani anni luce dalla terra. Così va la vita.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>libri</title>
		<link>http://www.thetripmag.com/blog/2010/05/03/libri-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 14:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lolita di Vladimir Nabokov Anno: 1955 Editore: Adelphi Euro: 10,00 Pagine: 395 Russo d’origine ma americano d’adozione, Vladimir Nabokov viene giustamente considerato il padre del post modernismo americano. Il suo romanzo più famoso, Lolita, è un viaggio per la provincia statunitense del dopo guerra. E’ tante soste in squallidi motel, a caccia di statue e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="1">
<tr>
<td>
                    <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/11.jpg" rel="lightbox[929]"><br />
                    <img class="size-medium wp-image-930" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/11-142x221.jpg"/><br />
                    </a></p>
</td>
<td style="text-align: left;">
<p>                    <strong>Lolita</strong></p>
<p>                    di Vladimir Nabokov<br />
                    Anno: 1955<br />
                    Editore: Adelphi<br />
                    Euro: 10,00<br />
                    Pagine: 395</p>
<p>                    Russo d’origine ma americano d’adozione, Vladimir Nabokov viene giustamente considerato il padre del post modernismo americano. Il suo romanzo più famoso, Lolita, è un viaggio per la provincia statunitense del dopo guerra. E’ tante soste in squallidi motel, a caccia di statue e monumenti, sfuggendo alla polizia, alla ricerca di una sensazione infantile non compiuta che crea nel protagonista traumi irreparabili. La ninfetta più famosa dello schermo è il tragico specchio della precocità preadolescenziale contemporanea.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
                    <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/22.jpg" rel="lightbox[929]"><br />
                    <img class="size-medium wp-image-930" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/22-138x220.jpg" /><br />
                    </a></p>
</td>
<td style="text-align: left;">
<p>                    <strong>Disturbo della quiete pubblica</strong></p>
<p>                    di Richard Yates<br />
                    Editore: Minimum fax<br />
                    Anno: 1975<br />
                    Euro: 10,00<br />
                    Pagine: 285</p>
<p>                    Per fortuna c’è Yates, che con i suoi drammi ci trascina fino al limite estremo delle esperienze umane, si ricopre di fango per noi e, soffocandoci dentro, ci purifica.<br />
                    I suoi libri sono a un senso solo. Non c’è liberazione, né lieto fine. È l’ineluttabile capitolazione dell’uomo fino all’autodistruzione. A metà racconto c’è uno spiraglio, una luce, un momento di positività attraversato dal protagonista, ma non v’illudete: serve a rendere la caduta più spettacolare, il tonfo più forte.<br />
                    Ci presenta il personaggio quando ormai è troppo tardi. È già andato.<br />
                    E noi riusciamo ugualmente ad affezionarci.</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
                    <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/31.jpg" rel="lightbox[929]"><br />
                    <img class="size-medium wp-image-932" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/31-160x221.jpg" /><br />
                    </a>
                    </td>
<td>
                    <strong>Di cosa parliamo quando parliamo d’amore</strong><br />
                    di Raymond Carver</p>
<p>                    Editore: Minimum fax<br />
                    Anno: 1981<br />
                    Euro: 12,00<br />
                    Pagine: 151</p>
<p>                    Maestro indiscusso del minimalismo americano, con i suoi racconti ci inserisce in medias res nelle vite dei protagonisti, americani medi, che non hanno bisogno d’introduzione. Nelle loro esistenze il dramma è già in atto: la realtà stessa. La situazione è comune: il disagio. Familiare o lavorativo. Solitudine o vuota compagnia. La soluzione è la stessa: l’alcol. Diciassette racconti sulla provincia americana che ci conducono attraverso l’irreversibilità del declino dell’essere umano fino alla rovina della società. Non c’è via di scampo: questa è l’america oggi!</p>
<p>                    Nel 1993 Altman traduce i racconti di Carver nel film “Short Cuts”, leone d’oro al festival di Venezia come miglior film.
                    </td>
</tr>
<tr>
<td>
                    <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/41.jpg" rel="lightbox[929]"><br />
                    <img class="size-medium wp-image-933 alignleft" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/41-140x221.jpg"/><br />
                    </a></p>
</td>
<td><strong>Considera l’aragosta</strong><br />
                    di David Foster Wallace</p>
<p>                    Editore: Einaudi<br />
                    Anno: 2006<br />
                    Euro: 15,50<br />
                    Pagine: 382</p>
<p>                    Se ci fermassimo a pensare alla sofferenza dell’aragosta bollita viva, crollerebbero le deboli basi dell’esistenza contemporanea. Wallace lo ha fatto per noi. L’autore di “Infinite Jest”, romanzo fondamentale del XX secolo, affronta il fardello delle contraddizioni made in U.S.A., dall’industria del porno (saggio che ogni donna dovrebbe leggere per far pace con l’universo maschile) a McCain, anticandidato alle elezioni presidenziali del 2000; dalla sagra dell’aragosta nel Maine ad una lezione su Dostoevskij che fa venire voglia di rileggerne i libri.</p>
<p>                    Ultimo grande rappresentante del post modernismo statunitense, Wallace è il tragico simbolo del prodotto americano. Genio ironico nei testi, non sostiene il peso della sua conoscenza. La scelta di morire è il suo racconto finale, riflesso del disagio.</td>
</tr>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>libri</title>
		<link>http://www.thetripmag.com/blog/2010/04/22/libri/</link>
		<comments>http://www.thetripmag.com/blog/2010/04/22/libri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 17:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[sidebar]]></category>
		<category><![CDATA[helena]]></category>
		<category><![CDATA[malet]]></category>
		<category><![CDATA[manchette]]></category>
		<category><![CDATA[quadruppani]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginate una fonte di luce diretta a rischiarare la notte. Tutto ciò che resta nell’ombra è nero, conosciuto ma nascosto nell'oscurità. È qui che si aggirano gli antieroi, rappresentati sempre dai giusti. Questo è il noir francese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="1">
<tr>
<td>
            <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/MANCHETTE-cover1.qxd.jpg" rel="lightbox[723]"><br />
            <img class="size-medium wp-image-728" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/MANCHETTE-cover1.qxd-204x300.jpg"/></a>
            </td>
<td style="text-align: left;">
            <strong>Piovono morti</strong><br />
            di Jean-Patrick Manchette<br />
            anno: 1976<br />
            editore: Einaudi<br />
            euro: 9,50<br />
            pagine: 157</p>
<p>            &#8220;È amaro dare la caccia a dei poveri imbecilli quando i trafficanti siedono in parlamento”, ragiona tristemente nel finale il protagonista, due braccia rotte e una dose robusta di droga nelle vene.<br />
            Antieroe leale e disincantato, l’investigatore privato Tarpon è coinvolto in due casi che nascondono un pesante segreto. Si tratta di eroina, anticipando la violenta incursione in Europa della fine degli anni Settanta, e di sette semi-mistiche che occultano ben altro. La scrittura è lineare e sintetica. Militante di sinistra, situazionista, Manchette usa perfettamente il mezzo del noir per il proprio scopo: una fredda critica della società, che affiora attraverso le azioni e i comportamenti dei suoi personaggi.</td>
</tr>
<tr>
<td>
            <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/20100224-08-smichelmalet.jpg" rel="lightbox[723]"><br />
            <img class="size-medium wp-image-724" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/20100224-08-smichelmalet-200x300.jpg"/><br />
            </a>
            </td>
<td style="text-align: left;">
            <strong>Morte a Saint-Michel</strong><br />
            di Léo Malet<br />
            Anno: 1957<br />
            Editore: Fazi<br />
            Euro: 12,00<br />
            Pagine: 161</p>
<p>            La massima espressione dello sciovinismo francese come risposta al belga Maigret è Nestor Burma, ex poliziotto poi detective privato, che fa del suo lavoro la sua vita. Anarchico e politicamente scorretto, si aggira per i cosmopoliti arrondissements parigini, inciampando, più che rincorrendo, casi apparentemente semplici da cui emergono amare realtà. Nevica e fa freddo. Incontra bellissime donne e scazzottate ad ogni angolo, dove spesso scappa il morto. La città, elemento fondamentale nel noir metropolitano, in questa serie è protagonista. La Senna, dall’aria così tranquilla, sta lì proprio per nascondere cadaveri.</td>
</tr>
<tr>
<td>
            <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/il-buon-dio.jpg" rel="lightbox[723]"><br />
            <img class="alignleft size-medium wp-image-778" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/il-buon-dio-195x300.jpg" /></a>
            </td>
<td>
            <strong>Il buon Dio se ne frega</strong><br />
            di André Héléna<br />
            anno: 1945<br />
            editore: Aìsara<br />
            euro: 14,00<br />
            pagine: 191</p>
<p>            Può un uomo riprendere la propria esistenza dopo l&#8217;esperienza del carcere? Può fuggire dalla galera e ritrovarsi imprigionato nella vita? In tutto ciò che fa Dio, invece di aiutare i deboli? Se ne frega. Sta a guardare mentre tutto va a rotoli, aspetta la fine dei conti, tanto tutti tornano a lui. Non certo a lieto fine, il finale buonista un po’ stride con il cupo esistenzialismo dell&#8217;autore, dove il carnefice è vittima di se stesso prima che della società.</p>
<p>            È arrivato in Italia il maestro del noir francese.</td>
</tr>
<tr>
<td>
            <a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/20100223-quad.jpg" rel="lightbox[723]"><br />
            <img class="alignleft size-medium wp-image-779" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/04/20100223-quad-202x300.jpg"/></a>
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            <strong>Y</strong><br />
            di Serge Quadruppani<br />
            anno: 1991<br />
            editore: Marsilio<br />
            euro: 16,00<br />
            pagine: 255</p>
<p>            Una videocassetta rubata che richiama la lettera di E. A. Poe. Una nuova droga sul mercato che interessa arabi, politici francesi, mafia italiana, ex gendarmi e una giovane giornalista d&#8217;inchiesta, tutti convinti che Claude ne sappia più di quanto faccia credere. Peccato che per il giovane il problema quotidiano si riduca all&#8217;eroina. In balia degli eventi, tra visioni apparentemente inspiegabili e gazze che volano in cielo, il protagonista si ritrova a combattere contro tutti e contro se stesso. Cade e si rialza innumerevoli volte fino alla fine, che risulterà essere una prova d’amore estrema. L&#8217;autore, traduttore di grandi classici americani e importatore del New Italian Epic in Francia, riscrive i racconti del genere inserendoli nel mondo attuale, consacrandosi tra i più importanti scrittori del neo polar francese.</td>
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