racconti di viaggio

Dalla finestra della camera d’albergo in pieno centro storico non c’è vista. L’affaccio, asfittico, è su un altro palazzo. Niente tramonti suggestivi, dunque, né viste mozzafiato sulla città. Meglio, un motivo in più per confondersi tra la gente nelle strade di Cracovia. Il centro storico è di una bellezza che stordisce, e non è un caso se fa bella mostra di sé tra i siti tutelati dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità fin dal primo elenco del 1978.



testo e foto di Francesca Magistro É colpa di Pietro se sono qui.  “E poi che ci vai a fare in Galles?”. “Londra non m’innamora, non so perché”. Al The Old Truman Brewery si portano i jeans arrotolati su, le paillettes ricordano fiacche il glam-rock, il tinto è pessimo e sono esposte tante foto mediocri. [...]


Ci immaginiamo un Brasile pieno di colori vivaci che si muovono al frenetico ritmo di suoni pulsanti. Colori che si muovono su persone, bandiere, strumenti musicali. E in alcuni momenti si può trovare questo, ma i colori che troviamo io e Lella sono fermi, silenziosi, storici, potenti e magici. Piove tutti i giorni. Le gocce arrivano senza preavviso e con furore. Le nuvole viola sovrastano un oceano grigio per 10 minuti, poi il sole torna a colorarci la pelle. A Joao Pessoa siamo ospiti di due ragazzi tramite couchsurfing.com. Siamo come a casa.


È grigia Detroit. Grigia di cemento e di grattacieli e di palazzi abbandonati, grigia di smog. La sua storia invece è sempre stata o bianca o nera, senza mezze misure. Da città simbolo del sogno americano in quanto capitale dell’industria automobilistica statunitense, si trasformò alla fine degli anni Sessanta in città fantasma per via della crisi industriale, delle tensioni razziali e delle rivolte del ’67 durante le quali venne messa al rogo e devastata.


A trip with my brother Neri accross two cities of Marocco, Fez and Marrakech.


Alla fine degli anni ’70, il visionario architetto Yu Zi progettò un villaggio vacanze “retrofuturista” a Taiwan. Mai completato (a causa di misteriosi incidenti) né abitato, divenne famoso come la “UFO ghost town” di San Zhi. Francesco Zingoni racconta queste rovine (definitivamente demolite nel 2010) con uno spin-off del suo romanzo, "Demian Sideheart", che vede il protagonista vagare nell'isola di Taiwan, alla ricerca di una donna scomparsa.


In molte cartine questo luogo non viene neanche menzionato. Non si tratta di una delimitazione politica in quanto tale, ma piuttosto di una regione storica che comprende porzioni di varie province: la Cappadocia.


Quella stessa notte faccio un sogno che sembra vero. E in questo sogno – che sembra vero come vera è la realtà o anche di più – io sono un’astronave che cavalca veloce lo spazio e addosso mi vengono luci di tutti i colori, anche colori che non esistono, ma che da quel momento per me esistono eccome.


La prima tappa del mio viaggio in Siria è stata la richiesta del visto. Strana sensazione chiedere il permesso per entrare in un paese che non è il tuo. Per chi ama viaggiare, un ostacolo psicologico da superare, il primo segnale che il paese non ti sta dando il benvenuto nel modo più convenzionale del termine. La sensazione di ospite indesiderato dura fino all’arrivo in aeroporto, dove oltre ai documenti devi presentare un modulo accuratamente compilato con le motivazioni del viaggio, il luogo e la durata della permanenza.


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