reportage

Il lavoro di Tonellotto, presentato negli spazi di Label201, riprende il progetto fotografico proposto sulla rivista, la registrazione della realtà sotto forma di visione geometrica, un’indagine che si perde nelle linee, nella composizione, ma questa volta invece del formato polaroid ci saranno grandi foto a colorare l’ambiente della galleria.


Copenaghen, Settembre 2010 Avvolti da linee, immersi in vuoti urbani dai limiti mutevoli.


Tra il 1960 e il 1970 il governo jugoslavo del presidente Josip Broz Tito avvia la costruzione di una serie di monumenti commemorativi, detti “Spomenik”, per ricordare le vittime della seconda guerra mondiale e celebrare la forza e l’unità della Repubblica Socialista.


I tuk-tuk più famosi sono quelli che sfrecciano per le strade rumorose e affollate di Bangkok, importunando qualsiasi turista. Ma esistono anche ad Herat, dove di turismo ce n’è davvero poco. Apette dai colori sgargianti, solitamente sprovviste di tassametro e decorate con immagini religiose si muovono in un paese in guerra, sotto gli sguardi penetranti e spesso ostili degli uomini e quelli invisibili delle donne, coperte dal mistero dei burka.


Un villaggio dal ritmo lento e pacifico come il fiume che lo attraversa, nasconde un cuore ferito, fatto di discariche a cielo aperto, baracche e consapevolezza di vivere come rifiuti della società. Sensazioni dell'arrivo a Parque Estevao, comunità carente di Parnaiba.


reportage fotografico di Francesca Tosarelli francescatosarelli.com Coney Island è un leggendario luogo sul mare, a un’ora di distanza da Manhattan, conosciuto anche come “La sodoma del mare”. All’inizio del secolo passato, alcuni italiani costruirono un grande parco divertimenti, chiamato “Astroland” e Coney Island divenne un’attrazione per i suoi show bizzarri. Dopo lo splendore dei primi [...]


Nel Gennaio del 2010 mi sono recato in Kosovo al fianco del contingente italiano (missione EULEX) per documentare i risultati del duro lavoro dei contingenti internazionali impegnati nella missione di pace e ricostruzione sul territorio dopo undici anni dalla fine della guerra. Nel raccontare questa storia intendo rendere il più possibile leggibili le conseguenze della guerra e la costante presenza della morte, che sul territorio kosovaro è ricordata costantemente da un numero elevatissimo di cimiteri.


“I want to wake up in the city that doesn’t sleep To find I’m king of the hill Top of the heap These little town blues Are melting away I’ll make a brand new start of it In old New York”


Reportage fotografico di Gerald Bruneau blackarchives.it “It ain’t a juke joint without the blues.” (Carl Sims)


È difficile spiegare a parole cosa sia il Burning Man a qualcuno che non c’è mai stato. Sarebbe un po’ come provare a descrivere un colore ad un cieco. Per comprendere meglio l’evoluzione di questa comunità sperimentale che ogni anno si riunisce per una settimana nel Black Rock Desert nello Stato del Nevada, creando la [...]


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