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	<title> &#187; the chic trip</title>
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		<title>transiberién express</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 14:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia prima settimana di lavoro è stata divertente. A proposito, sono una “cool hunter”, una cacciatrice di tendenze. Lavoro con una mia amica stilista per una casa di moda (di cui non posso fare il nome perché quelli di “the trip” sono molto fiscali) e il mio ruolo è a dir poco fondamentale: devo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia prima settimana di lavoro è stata divertente. A proposito, sono una “cool hunter”, una cacciatrice di tendenze. Lavoro con una mia amica stilista per una casa di moda (di cui non posso fare il nome perché quelli di “the trip” sono molto fiscali) e il mio ruolo è a dir poco fondamentale: devo scoprire cosa andrà di moda con un paio di stagioni di anticipo.</p>
<p>In teoria dovrei girare per strada con una macchina fotografica ed immortalare qualsiasi cosa mi ispiri. In pratica salvo le foto che più mi piacciono da SartoriaList. D’accordo, non è ortodosso, ma fa troppo caldo in questi giorni per andarsene in giro a fare foto.</p>
<p>Comunque, domani si parte. Primo viaggio di lavoro… con il capo. So solo che andremo a Mosca e a Pechino alla ricerca di stoffe pregiatissime e “suggestioni orientali” (cito testualmente il boss).</p>
<p>Una volta a Mosca, una lunghissima limousine ci accompagna alla stazione e saliamo su un treno magnifico. Sembra di essere in un romanzo di Agatha Christie. Ok, confesso: ho solo visto i film. Quelli in cui c’è Jane Birkin, più bella che mai.</p>
<p>Tavoli di cristallo, tappeti persiani, divani in pelle e la cuccetta in cui vengo scortata da un cortese stuart è una vera e propria camera da letto dotata di ogni comfort.</p>
<p>“Signorina, saremo a Sua completa disposizione a bordo del Trans-Sibérien Golden Eagle durante i venti giorni di…” COSAAAAA?</p>
<p>Non stiamo andando a Mosca e a Pechino. Stiamo andando da Mosca a Pechino. In treno.</p>
<p>Non lo sapevo. Sono quasi certa che il mio capo non ne abbia fatto parola. Estraggo il palmare dalla custodia di Miu Miu e trovo subito tra le e-mail ricevute una comunicazione – non ancora letta – riguardo i dettagli del viaggio.</p>
<p>Fortunatamente ho con me, come sempre, tutto l’armadio. Si parte.</p>
<p>Volgograd. Triste e grigia. Deserto Kara Koum. Pare sia in Kazakistan o qualcosa che finisce per -stan. Il terreno sembra la pelle di Rita Levi Montalcini. Sosta a Khiva: ho letto su Wikipedia che questa cittadina dell’Uzbekistan (tutti uguali questi nomi!) era il centro del commercio tra la Mongolia, la Russia, la Cina e la Persia, per questo inizieremo qui le ricerche. Khiva sembra un enorme castello di sabbia, di quelli che fanno i bambini prodigio. Il mercato è una profusione di colori, le stoffe sono impalpabili e ricche. Questo viaggio inizia a piacermi, ma lo spazio a me concesso è sempre troppo poco (frecciatina al direttore) per raccontarne tutti i dettagli.</p>
<p>Il decimo giorno siamo a Samarcanda – ho evitato accuratamente di cantare “Oh oh cavallo”, ma il motivetto mi assilla – che è incantevole. Patrimonio dell’UNESCO, Samarcanda è sfarzo elegante, discreto, architettura sinuosa, volti in cui si mischiano occhi a mandorla e tratti arabeggianti.</p>
<p>Siamo stanchi, ma a bordo del treno questa sera è prevista una degustazione di cibi e bevande dell’Asia Centrale, a cura di uno chef dal nome impronunciabile.</p>
<p>Passata Almaty, entreremo in Cina, cambiando treno. Lo “Shangri-La Express” avrà comunque i rubinetti dorati?</p>
<p>continua…</p>
<p>La Miss</p>
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		<title>Amanyara, Turks and Caicos</title>
		<link>http://www.thetripmag.com/blog/2010/05/21/amanyara-turks-and-caicos/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 14:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Veronica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I panorami più affascinanti?
Quelli che si vedono dai grattacieli dei migliori alberghi.
Le escursioni più faticose?
Quelle per negozi e centri commerciali e vi giuro che farlo sulle mie Jimmy Choo è davvero un’impresa.
Usanze locali? Non è che abbia ben capito cosa intendeva quel tipo della redazione. Conosco bene i locali, non le usanze.
Anche un po’ di cultura quando vengo invitata ai vernissage (non ricordo bene di chi fosse l’ultimo ma si beveva ottimo champagne!)

la Miss]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/01/la_miss.jpg" rel="lightbox[990]"><img class="alignleft" title="the chic trip" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/01/la_miss-615x800.jpg" alt="te chic trip" width="198" height="258" /></a></p>
<p><em>I panorami più affascinanti?<br />
Quelli che si vedono dai grattacieli dei migliori alberghi.<br />
Le escursioni più faticose?<br />
Quelle per negozi e centri commerciali e vi giuro che farlo sulle mie   Jimmy Choo è davvero un’impresa.<br />
Usanze locali? Non è che abbia ben capito cosa intendeva quel tipo della   redazione. Conosco bene i locali, non le usanze.<br />
Anche un po’ di cultura quando vengo invitata ai vernissage (non ricordo   bene di chi fosse l’ultimo ma si beveva ottimo champagne!)</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>la Miss</em></p>
<p style="text-align: right;">
<p>Con ogni probabilità dal prossimo mese inizierò un nuovo lavoro. Un’amica stilista mi ha chiesto di aiutarla in un progetto decisamente interessante. Ma di questo, forse un po’ per scaramanzia, vi parlerò più avanti.</p>
<p>Il punto è che prima di diventare una donna in carriera (ho appena acquistato una valigetta portadocumenti in pelle di struzzo rosa che mi fa sentire rampante e ambiziosa come non mai) ho assolutamente bisogno di una vacanza.</p>
<p>Da Miami, che mi ha stancata e un po’ delusa con la sua caotica pacchianeria fatta di lustrini e silicone (v. “the trip” n°2), parto per Turks and Caicos, uno splendido arcipelago dei Caraibi nell’Oceano Atlantico che, stando a quanto dice il mio personal trainer, è un luogo incantevole e rigenerante, tanto che Madonna vi si rifugia spesso alla fine dei suoi tour internazionali.</p>
<p>Per quest&#8217;ultima vacanza da disoccupata, in assoluta solitudine e in completo relax, ho scelto il resort “Amanyara”, che si trova nell’isola principale di Grand Turk (che dall’aereo aveva chiaramente la forma di un fagiolo), nei pressi del parco nazionale marino di Northwest Point. Nonostante il resort offra la possibilità di affittare splendide ville private, ho scelto una camera con vista sull’oceano, che, fin dal depliant, sembrava un vero e proprio angolo di paradiso.</p>
<p>Appena giunta a Grand Turk, salgo su un’auto che la reception ha prenotato per me e sorseggio il miglior cocktail di frutta che abbia mai bevuto. Sembra infatti che la frutta dell’isola abbia un gusto straordinario, lontano anni luce dai prodotti trattati, lucidati e incellophanati che usiamo consumare nelle nostre case. Qui la vegetazione è rigogliosa: cactus e alberi di acacia (ok, non è farina del mio sacco, l’ho saputo dal mio gentilissimo autista) rendono l’isola coloratissima e profumata, un luogo ideale per fuggire lontano da orari e problemi. I colori del mare sono incredibili: la sabbia sembra cipria bianca e finissima, l’acqua un miscuglio di verdi e di azzurri che ricorda – beh, solo a me, in effetti – un abito di Emilio Pucci.</p>
<p>Amanyara è l’unione perfetta tra natura incontaminata e avanzatissimo design, con la sua struttura in elegantissimo tek che non sembra in alcun modo infastidire stormi di aironi e pellicani che la sorvolano disinvolti. Il mio appartamento è perfetto: ispirato alla struttura delle capanne rudimentali, è un capolavoro di modernità e comfort. Il televisore al plasma mi promette un po’ di svago, senza rubare il ruolo di protagonista alle tre enormi vetrate che si affacciano sul mare. Una brochure appoggiata sul comodino mi rassicura, ricordandomi che non avrò modo di soffrire la solitudine. Ho infatti la possibilità di usufruire di un team di terapisti e massaggiatori, un cuoco personale ed un cinema in cui si proiettano film in lingua inglese, oltre ad una vasta scelta di cd e dvd per trascorrere piacevolmente le mie serate.</p>
<p>Scopro presto che il resort offre cibi squisiti a base di pesce freschissimo, che variano dalla cucina asiatica a quella mediterranea. Decido di mangiare al ristorante sulla terrazza dell’Ocean Pavillon, per godere della splendida vista e della brezza che, un po’ più forte dalle sette di sera, mi costringe ad indossare un leggero cashmere.</p>
<p>Il giorno seguente Marcel e Anie, una coppia di ragazzi del luogo, mi accompagnano a fare un giro in barca. Incredibile: so pescare. Beh, so tenere la canna da pesca in mano, loro hanno fatto il resto.</p>
<p>La barriera corallina è uno spettacolo da non perdere. Sulle spiagge, inaccessibili se non via mare, le tartarughe riposano al calare del sole. E le persone del luogo sono così affabili e gentili che non ho più voglia di andar via.</p>
<p>Ma presto sarò una lavoratrice instancabile, piena di responsabilità ed impegni.</p>
<p>E dovrò assolutamente comprare una maschera defaticante.</p>
<address><span style="color:   #ffffff;"><br />
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		<title>a Miami come a Riccione</title>
		<link>http://www.thetripmag.com/blog/2010/04/22/a-miami-come-a-riccione/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 17:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I panorami più affascinanti? Quelli che si vedono dai grattacieli dei migliori alberghi. Le escursioni più faticose? Quelle per negozi e centri commerciali e vi giuro che farlo sulle mie Jimmy Choo è davvero un’impresa. Usanze locali? Non è che abbia ben capito cosa intendeva quel tipo della redazione. Conosco bene i locali, non le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/01/la_miss.jpg" rel="lightbox[696]"><img class="alignleft" title="the chic trip" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/01/la_miss-615x800.jpg" alt="te chic trip" width="198" height="258" /></a></p>
<p><em>I panorami più affascinanti?<br />
Quelli che si vedono dai grattacieli dei migliori alberghi.<br />
Le escursioni più faticose?<br />
Quelle per negozi e centri commerciali e vi giuro che farlo sulle mie  Jimmy Choo è davvero un’impresa.<br />
Usanze locali? Non è che abbia ben capito cosa intendeva quel tipo della  redazione. Conosco bene i locali, non le usanze.<br />
Anche un po’ di cultura quando vengo invitata ai vernissage (non ricordo  bene di chi fosse l’ultimo ma si beveva ottimo champagne!)</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>la Miss<br />
</em></p>
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<p><span style="color: #ffffff;">..</span></p>
<p>Miami è stata sulla cresta dell&#8217;onda per quasi tutti gli anni ‘90, diffondendo la moda dei nightclub a South Beach. Da allora nuovi hotel e locali notturni sono spuntati come funghi insieme alla costruzione infinita di condomini altissimi. L&#8217;uragano Andrew del 1992 ha colpito poco l&#8217;industria turistica, che rappresenta la spina dorsale della città. Miami infatti continua ad essere considerata la terza città americana più popolare per il turismo internazionale, dopo Los Angeles e New York. Nonostante l&#8217;omicidio di Gianni Versace nel 1997 e il clamore generato dal caso di Elian Gonzales, il ragazzino cubano che fu salvato dal mare dopo che sua madre era annegata nel tentativo di condurlo in Florida, Miami continua a prosperare ma&#8230; in effetti non è un granché.</p>
<p>Secondo me è una specie di Riccione della East Coast. Anche se qualcosa da salvare c’è sicuramente, perché ci sono stata almeno sei volte e mi sono sempre divertita.</p>
<p>Lo shopping è l’argomento che preferisco, quindi inizierò da quello. I mall di Miami sono più o meno tutti uguali, pieni di catene (Abercrombie &amp; Fitch, GAP, Forever XXI) e di ristoranti dai menu ipercalorici. Vale la pena di fare un salto a Bal Harbour, una Via Condotti al chiuso frequentata da signore con cagnolini ingioiellati, in cui ogni volta non posso fare a meno di capitare “per caso”.</p>
<p>Il mio negozio preferito si trova al 650 di Lincoln Road, la minuscola Fly Boutique, praticamente il regno del vintage. Lì una volta sono addirittura riuscita ad aggiudicarmi una deliziosa e minuscola pochette di Chanel anni ‘80!</p>
<p>Per quanto riguarda gli alberghi, fino a qualche tempo fa il più prestigioso era il Delano, ma ormai il Setai ha decisamente conquistato il primo posto. La Spa di questo splendido hotel in stile orientale è qualcosa di incredibile. I loro trattamenti di bellezza hanno nomi complicatissimi che sanno di mistico e rilassante (adorabile il Tibetan Elements Ritual). Cedete alla tentazione di provarne uno!</p>
<p>Stavo quasi per dimenticarmene: ha aperto da poco il W South Beach, ancora più lussuoso del Delano e del Setai messi insieme. Da vedere assolutamente!</p>
<p>A cena o anche solo per bere qualcosa bisogna assolutamente provare il B.E.D., strano ma divertente. Si mangia sdraiati su comodi divani bianchi praticamente al buio (così nessuno può vedere quanto magnifico budino ai tre cioccolati hai divorato!). Il Chakra<strong> </strong>invece ospita sempre eventi esclusivi, concerti dal vivo (attenzione perché una volta sono capitata ad un concerto di quella cariatide di Gloria Gaynor) e sfilate di moda, ovviamente accessibili solo con invito. No categorico a Nikki Beach, ormai frequentata da turisti e donne troppo siliconate.</p>
<p>Cosa manca? Monumenti non ne ho visti. Giuro, neanche uno. Credo a Miami non ce ne siano proprio.</p>
<p><strong>Delano vs Setai</strong></p>
<p><a href="http://www.delano-hotel.com/#/home/" target="_blank">Delano</a><strong>: </strong>1685 Collins Avenue, Miami Beach</p>
<p>Gruppo: Morgans Hotel Group</p>
<p>Prezzo camera doppia standard: $ 650 circa</p>
<p>Ristorante: il Blue Door Restaurant offre piatti di cucina francese abilmente combinati dallo chef Claude Troisgros con sapori provenienti dal Brasile. Splendida la parte di ristorante all’aperto che affaccia sull’Oceano.</p>
<p>Spa: Agua è situata sul tetto del Delano, dunque la sola vista vale più di qualsiasi trattamento estetico.</p>
<p><a href="http://www.delano-hotel.com/#/home/">delano-hotel.com</a></p>
<p><a href="http://setai.com/" target="_blank">Setai</a>:<strong> </strong>2001 Collins Avenue, Miami Beach</p>
<p>Gruppo: the Leading Hotels of the World</p>
<p>Prezzo camera doppia standard: $ 1.150 circa</p>
<p>Ristorante: Cucina asiatica thai, cinese, indiana e malese rivisitata dallo chef Jonathan Wright; ottima la cantina e la selezione di sushi e sashimi.</p>
<p>Spa: The Setai Spa unisce la tradizione asiatica della cura del corpo con il lusso tipico di South Beach.</p>
<p><a href="http://www.setai.com/">setai.com</a></p>
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		<title>Jaipur: un paradiso che puzza di curry</title>
		<link>http://www.thetripmag.com/blog/2010/01/26/jaipur-un-paradiso-che-puzza-di-curry/</link>
		<comments>http://www.thetripmag.com/blog/2010/01/26/jaipur-un-paradiso-che-puzza-di-curry/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 15:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I panorami più affascinanti?
Quelli che si vedono dai grattacieli dei migliori alberghi.
Le escursioni più faticose?
Quelle per negozi e centri commerciali e vi giuro che farlo sulle mie Jimmy Choo è davvero un’impresa.
Usanze locali? Non è che abbia ben capito cosa intendeva quel tipo della redazione. Conosco bene i locali, non le usanze.
Anche un po’ di cultura quando vengo invitata ai vernissage (non ricordo bene di chi fosse l’ultimo ma si beveva ottimo champagne!)

la Miss]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/01/la_miss.jpg" rel="lightbox[138]"><img class="size-large wp-image-139 alignleft" title="the chic trip" src="http://www.thetripmag.com/wp-content/uploads/2010/01/la_miss-615x800.jpg" alt="te chic trip" width="198" height="258" /></a></p>
<p><em>I panorami più affascinanti?<br />
Quelli che si vedono dai grattacieli dei migliori alberghi.<br />
Le escursioni più faticose?<br />
Quelle per negozi e centri commerciali e vi giuro che farlo sulle mie Jimmy Choo è davvero un’impresa.<br />
Usanze locali? Non è che abbia ben capito cosa intendeva quel tipo della redazione. Conosco bene i locali, non le usanze.<br />
Anche un po’ di cultura quando vengo invitata ai vernissage (non ricordo bene di chi fosse l’ultimo ma si beveva ottimo champagne!)</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>la Miss<br />
</em></p>
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<p><span style="color: #ffffff;">..</span></p>
<p>Il mio primo viaggio in India, lo scorso anno, è un’esperienza da dimenticare. Mi sono fatta trascinare da un gruppo di amiche zaino-in-spalla a Jaipur, per fare un bel giretto culturale tra puzza di curry e mercatini scadenti. Non dovete giudicarmi subito. Ero molto depressa dopo la fine dell’ennesima relazione difficile. E le mie amiche, le Chanel-in-spalla, erano tutte a Parigi per la settimana della moda. Avrei potuto raggiungerle? Certo che no, dato che all’ultimo momento la mia personal shopper non poteva aiutarmi a scegliere i capi giusti da indossare per l’occasione. Una tragedia. Beh, mi sono rattrappita sul sedile di un aereo per Delhi in classe economica. Dopodiché, alla sei di mattina, senza neanche aver avuto il tempo per una maschera rigenerante, sono stata costretta a prendere un treno per Jaipur. Si dice che le donne rimuovano dalla memoria i ricordi del parto, o di altre sensazioni orrende. Io quel treno l’ho rimosso.</p>
<p>Una volta a Jaipur mi rendo conto che gli indiani hanno uno stile strepitoso. Abiti coloratissimi, stoffe pregiate, decorazioni, hennè, kajal. Sicuramente qui John Galliano va per la maggiore.Convinco le mie amiche a prendere un taxi fino all’albergo che hanno prenotato, l’Hotel Classic Holidays. Oh mio Dio. Che nome. Che hall squallida. È un incubo.</p>
<p>Dopo essermi fatta forza, trascino i miei due trolley di Prada in cima alle scale (di un facchino neanche l’ombra!) fino alla mia stanza.</p>
<p>No. NO. NOOO!</p>
<p>Mi precipito in strada, prendo un taxi al volo e dico: “Mi porti nell’albergo più bello di Jaipur, per favore”.The Oberoi Rajvilas è il paradiso. Sembra di trovarsi in una favola in questo parco incantato fatto di intrecci di vegetazione e corsi d’acqua. Lontano dal caos, dai bazaar della città, dal curry.</p>
<p>Alla reception mi informano che l’unico alloggio disponibile è la Kohinoor Villa, con piscina privata e tre camere da letto. Non me ne importa niente. Voglio restare qui, voglio una stanza con la sauna. Voglio un massaggio “Touch Therapy”, che dall’illustrazione sulla brochure della Spa sembra sublime.In effetti mi è costato caro, ma ho invitato le mie amiche zaino-in-spalla a cena nel gazebo a bordo piscina. Ci siamo fatte portare del cibo squisito dal ristorante dell’albergo, il Rajmahal, abbiamo bevuto un ottimo Indage Chardonnay del 2006 e poi, dato lo spazio a disposizione, si sono fermate a dormire in due invitanti letti a baldacchino. E si sono divertite.</p>
<p>Il giorno seguente siamo andate a vedere l’osservatorio astronomico di “Jantar Mantar” (ho addirittura cercato il nome sulla guida!) e il Palazzo di Amber. Ovviamente dopo una full immersion di architettura e storia avevo bisogno di un po’ di shopping. Sulla M.I. Road ho trovato un negozio di gioielli incantevoli. Si chiama Amrapali, è una boutique coloratissima che realizza gioielli per il cinema. Sono sicura di aver visto uno di quei collier addosso a Nicole Kidman alla Notte degli Oscar…<br />
Con quello potrei anche volare subito a Parigi…</p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><a href="http://www.jaipur.org.uk/" target="_blank">jaipur.org.uk</a></p>
<p><a href="http://oberoihotels.com/oberoi_rajvilas/index.asp" target="_blank">oberoihotels.com</a></p>
<p>E perché no…</p>
<p><a href="http://johngalliano.com/" target="_blank">johngalliano.com</a></p>
]]></content:encoded>
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