testo di Rosalba Grassi | foto di Simona Ottolenghi | viaggiofotografico.it 

La natura non è mai matrigna a Praslin. Tutto è grande, perché risulti spettacolare essa stessa.

E lo dimostra producendo grandi Coco de Mer, frutti enormi con sembianze di organi genitali femminili e maschili che nascono solo nella Valle de Mai, un paradiso terrestre sito riconosciuto dall’Unesco. Lo dimostra anche con i suoi abitanti marini. Sono giganti le tartarughe e lo sono anche i pesci. Noi di Viaggio Fotografico lo abbiamo documentato.

Perché non è solo il sole a rendere splendida una giornata sull’Oceano Indiano.

Anche in giornate uggiose, apparentemente grigie, tutto si trasforma e al viaggiatore si presentano occasioni singolari legate alla vita di mare.

Quando non si parte come turista, ma alla ricerca del profondo significato del posto, ci si distacca dall’idea di distendersi in panciolle sulla spiaggia. Ci si sposta, invece, aprendo i canali della curiosità. È così che mentre si imprimono orme sulla sabbia, si aprono scenari che imprimono emozioni.

Io e Simona Ottolenghi, a piedi nudi con una penna, uno smartphone e una reflex non siamo proprio riuscite a soffermarci troppo al Paradise Island a Praslin, in un festival di sapori e artigianato dedicato agli ospiti. Ecco che, lasciato l’agio di tavolini da ristorante, balli folcloristici un po’ troppo cuciti addosso per turisti, abbiamo voluto sentire gli scrosci della pioggia tropicale addosso e ci siamo inoltrate a piedi lungo la spiaggia verso Berjaia Beach. Pochi passi soltanto e oltre le ghirlande di fiori freschi e latte di cocco offerti da autoctoni sotto una palma, si è aperto uno scenario autentico. Sembrava quasi che si fosse aperto il libro del Vangelo e si fosse renderizzato il miracolo della moltiplicazione dei pesci. Siamo riuscite a partecipare ad un evento coinvolgente insieme a centinaia di seyshellesi tutti impegnati alla miglior riuscita della Fishing Competition.

Una gara di pesca spettacolare, in cui proprio sotto i nostri occhi e l’obiettivo della Nikon, hanno partecipato dieci barche di pescatori con quattro o cinque persone a equipaggio. Tutti avevano salpato al mattino presto e, al tramonto, tornavano con le reti piene.

Una gara ben progettata, organizzata dalle tre squadre di calcio delle Seychelles per la ricerca di fondi. Una competizione sponsorizzata dalle strutture ricettive di Praslin – ci spiega Pierre Dogley, uno degli organizzatori – che mettono in palio un primo e secondo premio per ogni categoria, le categorie sono cinque e tutti i premi sono divisi, in questo caso, per tre barche vincitrici, su dieci. Sono poi gli stessi alberghi sponsor e altri ristoranti della zona di Berjaia Beach che acquisteranno il pesce freschissimo a buon prezzo per metterlo nei piatti dei loro ospiti. Si parla davvero di cifre irrisorie per noi europei: un chilogrammo di pesce viene acquistato a trenta rupie. Con il ricavo ottenuto dalla vendita, infine, si sostengono le squadre di calcio in questione. L’area sulla spiaggia, dedicata all’arrivo degli equipaggi, pullulava di spettatori che li accoglievano con urla di gioia e con sguardi di meraviglia. Ombrelli, non ombrelloni, a ripararsi dalla pioggia e non dal sole e scatti continui di macchine fotografiche a immortalare momenti di meraviglia di fronte alle dimensioni e alle quantità del pescato.

Principessa della Fishing Competition dello scorso ottobre a Praslin, è stata Peggy Boat con il suo capitano Julienne un giovane corpulento e con un sorriso coinvolgente, che è riuscita a far strabuzzare gli occhi di tutti i presenti.

Si proprio così, perché sulla spiaggia è arrivato un gigante del mare e, per di più, pescato a strascico. Mai avevamo visto un pesce di questa dimensione prima neanche io e Simona.

Un Black Marlyn grandissimo, portato in braccio, dalla barca verso la pesa, da tutti e 5 i componenti dell’equipaggio. A quel punto, sembrava di essere allo stadio, l’onda dei tifosi si alzava sempre più e scrosciavano applausi a segnare questo bel risultato. Immaginate cos’è accaduto quando il gigante è stato appeso al gancio di un’enorme statera ed è stato issato con una grossa fune per la pesa! Le foto parlano da sole. L’ago segnava ben 210 kg.

Intanto sotto una tettoia al riparo, tronfie per l’impresa dei loro uomini, tutte insieme ad aspettarli, c’erano le donne, mogli, compagne e figlie. Un’immagine indelebile.

La curiosità mi ha spinto ad intervistarle: erano preoccupatissime fino a quel momento delle sorti dei pescatori in gara, date le cattive condizioni meterologiche della giornata e del vento contrario alzatosi nel pomeriggio, tanto che un pescatore tedesco che si era cimentato in gara non è riuscito a far altro che a rientrare prima e a mani vuote.

Tra queste donne creole in costume e pareo, ne scorgiamo una giovane e più determinata di tutte, la avvicino e dopo aver familiarizzato, riesco a scucirle un segreto nascosto nel suo cuore e che ancora non voleva rivelare ai Seychellesi ma che volentieri regala ai lettori italiani con la notizia in anteprima: Rita Rose di Praslin, sarà il capitano del primo equipaggio femminile che entrerà in gara il prossimo 23 ottobre 2015 alla Fishing Competition di La Digue. E sarà da questo evento che partirà ufficialmente – dice Rita – la prossima edizione del Festival Creolo alle Seychelles.