Di Francesca Romana Reinero

TAPPA 1 – LA PAZ 

LA PAZ – 12 febbraio 2016… solo una parola risuona nelle nostre orecchie: Arcipelago di Revillagigedo. Siamo all’aeroporto di Roma Fiumicino, impazienti delle 15 ore di viaggio che ci attendono per arrivare a La Paz, in Messico.

Il tempo sembra remarci contro, rischiando di farci perdere la coincidenza per Città del Messico dall’aeroporto di Charles de Gaulle di Parigi! Dopo una corsa senza tempo eccoci finalmente a La Paz, la nostra prima destinazione sulla costa messicana di Baia California.

Dopo un guadagnato riposo, alle prese con le nostre prime uscite in barca, l’estenuante attesa di vedere le megattere si fa sempre più forte: sotto i nostri corpi sentiamo solo il profumo del mare e osserviamo attoniti il meraviglioso paesaggio desertico che ci circonda; le montagne rosate e il mare blu incitano i fotografi ad afferrare le loro macchine, pronti a scattare ricordi indelebili di questa vacanza. Ed ecco… il primo soffio di una balena e poi di un’altra ancora e un’altra ancora. Le megattere, con il loro nuoto sinuoso, aprono e chiudono l’enorme bocca ingurgitando tonnellate di plancton, danzando leggiadre e mostrando le loro pinne incrostate dai balanidi; fotografarle non è facile perché l’acqua è verde, ma il loro canto ci guida attraverso le onde, alla ricerca dello scatto perfetto tanto atteso, chi con la go pro o la videocamera e chi con le macchine fotografiche.

In seguito decidiamo di recarci alla ricerca degli squali balena, i pesci più grandi al mondo.Dalla superficie finalmente scorgiamo, appena sotto il pelo dell’acqua, i divertenti pois bianchi dello squalo: non sono poi così grossi di dimensione ma la loro lentezza nel nuoto e la loro tranquillità in nostra presenza ci consentono di filmarli e fotografarli al meglio.

Soddisfatti della nostra prima giornata, intraprendiamo la strada del ritorno, mentre un sole rosso fuoco tramonta dietro di noi.

Increduli di ciò che stesse per accadere, riponiamo la nostra attrezzatura fotografica ed ecco che le megattere iniziano a saltare come ballerine fuori dall’acqua mostrando tutta la loro maestosità! Gli spruzzi si elevano qualche metro fuori dall’acqua e se ne scorgono ovunque, da ogni lato della barca. Quante emozioni!

Messico subacqueo

TAPPA 2 – LOS CABOS

Il giorno seguente ci rechiamo leggermente più a nord, sempre nel Mare di Cortez, a vedere i leoni marini. Pronti ad immergerci, udiamo già i richiami di alcuni pinnipedi che oziano sugli scogli, sotto il sole, mentre altri si tuffano in cerca di prede e svago. A pochi metri di profondità incontriamo due simpatici leoncini che giocano e si divertono con le nostre bolle.. si girano e si rigirano su se stessi guizzando come delle meravigliose sirene, afferrando, per mordicchiarle,  le nostre pinne colorate e i nostri snorkel!

TAPPA 3 – SAN BENEDICTO

È ormai giunto il momento di partire per l’attesissima spedizione all’Arcipelago di Revillagigedo e ci aspettano “solo” 24 ore di barca dal porto di San Josè del Cabo, un paesino ad un centinaio di km a sud di La Paz.

Giunti al porto ci imbarchiamo sulla Southern Sport, una lussuosa barca  attrezzata per le attività subacquee. Fremiamo al desiderio di raggiungere al più presto le isole; il vento ed il mare ci sono a favore e ci guidano verso destinazione. Dopo una giornata di navigazione eccoci alla volta della nostra prima isola, San Benedicto, un enorme vulcano attivo che si erge dal mare in tutta la sua solennità. Neanche il tempo di calare i gommoni a mare e si avvicinano i primi squali, dei magnifici esemplari di Carcharhinus falciformis, più conosciuti col nome di  squali seta. Ansiosi di incrociare il loro sguardo anche sott’acqua, ci tuffiamo con le nostre attrezzature subacquee e fotografiche osservando dietro, sotto e davanti a noi gli squali, sempre più vicini, accompagnati da altre specie più piccole di squali pinna bianca (Triaenodon obesus). La biodiversità di questo luogo è stupefacente: troviamo enormi carangidi in branco, murene giganti, aragoste, tonni e tanto altro.

Messico subacqueo

TAPPA 4 – ROCA PARTIDA

Il giorno seguente, giunta l’ora di addentrarci nel cuore di questo viaggio, raggiungiamo l’isola di Roca Partida… tutti voi penserete che sia un’isola di dimensioni normali.. e invece no… è uno scoglio di 80 metri di lunghezza e dieci di altezza nel mezzo del Pacifico, un antico vulcano ormai quasi interamente sprofondato. Sopresi dalla modestia di quest’isoletta, consapevoli della corrente che avremmo incontrato e della risacca di più metri, partiamo per le nostre 3 immersioni quotidiane. Messa la testa sotto l’acqua, ecco che, lungo la parete del vulcano, si intravedono una serie di nicchie rocciose che attirano la nostra curiosità. Lungo queste “terrazze” osserviamo decine di squali pinna bianca, gli uni ammassati sugli altri, maschi e femmine, gravide e non. Molti di loro dormono serenamente o riposano dopo un’estenuante battuta di caccia. Improvvisamente la corrente ci prende e ci trasporta, come “turisti” su un pullman, lungo tutta la costa dello scoglietto di Roca Partida, imbattendoci, cosí, negli squali delle Galapagos (Carcharhinus galapagensis), negli squali seta, nel silvertip (Carcharhinus albimarginatus) e dulcis in fundo….in un branco di un centinaio di squali martello (Sphyrna lewini). È impressionante come si muovano tutti allo stesso “ritmo” e come mantengano tutti la stessa distanza.  Ma altre soprese ci arrivano inaspettate: branchi di carangidi, tonni di dimensioni spesso maggiori degli squali e, da ultimo,  abbiamo modo di gustarci la presenza di 3 o 4 mante (Manta birostris) di diversi metri che oscurano il sole sopra la nostra testa. Queste giganti del mare tuttavia non erano sole, bensì accompagnate da remore di dimensioni notevoli. Per tutto il tempo, hanno danzato e piroettato intorno a noi, convogliando cibo con i loro grossi rostri posti all’estremità del capo.

Per ben tre giorni questi sono stati i regali di Roca Partida.

TAPPA 5 – SOCORRO

A fine settimana decidiamo di recarci a Socorro, l’isola più grande dell’arcipelago, abitata solo da una base militare. Anche qui le sorprese non sono mancate e, a fine immersione, un simpatico delfino ci ha salutato saltando tutto il tempo sotto il gommone, guidandoci fino al rientro in barca. Non ancora soddisfatti abbiamo trascorso il nostro ultimo giorno nuovamente a San Benedicto dove, come al solito, una volta calata l’ancora, 3 o 4 squali seta hanno girato per ore intorno alla nostra barca. Ci siamo immersi al Boyler, una secca al largo dell’isola dove abbiamo potuto gustare la danza delle mante giganti e, infine, al Canion, dove ci eravamo immersi al nostro arrivo, all’inizio della crociera.

Arriva il momento di rientrare, di riaffrontare nuovamente il Pacifico fino alla terra ferma…solo che questa volta è diverso… i venti a sfavore e il mare non favoriscono la nostra crociera…siamo comunque soddisfatti di aver catturato scatti unici di quei posti così remoti e così affascinanti. Sfiniti dalla traversata e non contenti, abbiamo trascorso l’ultima notte a terra a Cabo San Lucas, un paesino a pochi chilometri da San Jose del Cabo. La gioia e la soddisfazione dei nostri incontri marini viene coronata da un’ottima cena alla Marina di porto di San Lucas accompagnata, come di rito, da una squisita tequila messicana sale e limone…e da tanto shopping! La sveglia di Martedì 23 febbraio chiude la nostra spedizione di 12 giorni.

Siamo tutti un po’ affranti ma felici di aver visitato uno dei posti più remoti, emozionanti e unici al mondo: l’Arcipelago di Revillagigedo, le “Galapagos messicane”.

 

Foto di Sergio Riccardo