testo di Ludovica Calò | foto di Melissa Mc Claren

Blogger romana, Ludovica Calò è una ventisettenne con radici ebraiche invitata a Tel Aviv dall’Ufficio Nazionale del Turismo Israeliano (www.goisrael.it) in occasione dell’Open House per testimoniare il boom che la città sta vivendo.

Sette giorni per vivere l’ecletticismo di una Tel Aviv passionale e innovativa, vulnerabile e forte al tempo stesso. Un’avventura incredibile in una metropoli che non ti abbandona mai. Che si sveglia con il rumore del mare, che vive nel fermento dei loft di creativi designer e finisce nei beat dei club notturni.

Una settimana a Tel Aviv. Una città divisa tra suoni techno e religiosi silenzi, tra infradito con i calzini e moda in evoluzione.

MANGIARE

«Ogni giorno sembra essere la migliore giornata di mare, ogni morso il sapore più sublime e ogni notte sembra essersi ritrovati nel miglior party sulla terra»

Charles Renfro

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(Market Namal) Shuk HaNamal di Tel Aviv, detto anche il mercato dei contadini. Si svolge al porto di Tel Aviv. Nato nel 2008 come farm market è il luogo dove si concentrano tutti i produttori locali che vendono direttamente al consumatore.

Gli abitanti di Tel Aviv chiamano la loro città The Bubble, la bolla, intendendo il lussureggiante stile di vita, il quasi surreale senso di distanza dai problemi politici, il modo innovativo ed entusiasmante di approcciarsi alle nuove tecnologie, alla musica e alla cultura culinaria.

Il Kimmel Restaurant è un rustico bistrot situato vicino all’elegante quartiere di Neve Tzedek. Le porzioni sono abbondanti e l’ambiente casereccio.
Da provare la dadolata di rape rosse, l’insalata di cipolle con radicchio e noccioline, il risotto al tartufo e i deliziosi dolci: tutti. Per rapporto qualità prezzo è consigliato il vino della casa. Alla conclusione del pasto vi verrà offerto il Nana tea, una bevanda calda al sapore di menta tipica della tradizione orientale che in una città come Tel Aviv, dove le temperature toccano anche i quaranta gradi centigradi, aiuta a sentire il clima meno rovente e vivere piacevolmente la città.

Catit, in ebraico, è associato alla qualità dell’olio che significa extra vergine di oliva e quindi considerato di altissima qualità. È per questo motivo che lo Chef Adoni , che oggi conta ben quattro ristoranti a Tel Aviv, ha chiamato l’ultimo aperto in Nahalat Binyamin proprio con il nome dell’olio. Catit ha un arredamento semplice ma elegante dove lo chef sperimenta cucine di culture diverse. Il gusto dei piatti è supremo: la qualità del pesce è ottima, la carne si scioglie in bocca e la presentazione delle pietanze merita un post su Instagram! Un tempio culinario che non si può non visitare, sia a pranzo che a cena.

Varcando l’enorme porta del Messa Restaurant si capisce immediatamente il livello del ristorante. Divani bianchi e tende lunghe fino al pavimento creano un’ambiente estremamente elegante e curato in ogni dettaglio; al centro scorre un lungo tavolo dove le persone possono sedersi l’una vicino all’altra. Nato dalla combinazione di quattro differenti personalità (un ristoratore, un imprenditore, uno chef ed commerciante di diamanti) il Messa è considerato uno tra i migliori di Tel Aviv. Cibo nella media, servizio di qualità e ottima lista dei vini fanno da contorno a un luogo dove l’apparenza è molto importante. Fortunatamente non ho dovuto pagare io il conto!

A Namal, passeggiando lungo l’ondulata costruzione di legno ispirata alle dune del deserto si arriva al Farmer Market. Il mercato è stato ideato e creato inizialmente da due donne ma giorno dopo giorno si è aggiunto un nuovo banco, un nuovo sapore, una nuova storia e oggi è possibile trovare frutta, verdura, spezie di ogni tipo, formaggi, oli, succhi freschi di frutta esotica e dolci tipici israeliani. Un luogo in fermento dove musica locale, odori e sapori si uniscono creando una magia unica in cui perdersi è un piacere e assaggiare un dovere!

EAT LOCAL:
Se volete provare un vero falafel andate da Falafel Mevorach. Un’esperienza culinaria nella tradizione israeliana.
Il miglior Humus della città dal 1966 è quello di Abu Hasan presso l’Ali Karavan Restaurant, a Jaffa.

MODA

Tel Aviv è la città dei giovani e delle startup, ovunque si respira l’aria di un posto libero, felice. Le persone si vestono come vogliono senza badare al giudizio altrui ma la moda locale c’è e si nasconde nei loft dei designer e nei piccoli negozi dei quartieri più eleganti.

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HATachana Compound, il complesso di edifici ristrutturati sulla vecchia stazione ferroviaria di Tel Aviv, con negozi di design e marchi artigianali molto caratteristici

«Essere fashion designer a Tel Aviv vuol dire sentirsi parte di un’emozione contagiosa in evoluzione» dice Tal Arbel, proprietaria del negozio Norman & Bella.
Il negozio di Tal è un workshop che si trova a Jaffa vecchia, una delle aree più trendy della città, in cui lavora e vende scarpe realizzate personalmente utilizzando materiali pregiati italiani.
Tal ha avuto le sue prime esperienze di lavoro proprio in Italia, paese di cui si è innamorata e che ha evidentemente influenzato il suo stile: tagli d’avanguardia e una selezione di materiali senza compromessi. La mood board della sua prossima collezione donna? Maschile, con tacchi tozzi e materiali grezzi.

Nel restaurato quartiere di Sarona, in una casa di legno che risale al periodo della colonia tedesca, si trova lo showroom di Maskit, brand di alta moda fondato da Ruth Dayan nel 1945. Le magnifiche collezioni fatte a mano, lo hanno velocemente portato a collaborare con marchi importanti come Dior, Givenchy e Yves Saint Laurent e attualmente la head designer, Sharon Tal, produce splendidi abiti dalle linee strutturate, fatti di lino e seta e ricamati con perle e metalli preziosi. Oggi Maskit è una pietra miliare nella storia dell’arte e della cultura israeliana e continua a essere un modello di successo in tutto il paese.

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Tali Kushnir nel suo Atelier Apartment nel cuore di Tel Aviv

Tali Kushnir ha un Atelier Apartment nel cuore di Tel Aviv dove vive e vende i suoi abiti. Ispirata dalle arti di Diego Rivera e cresciuta con il mito della Russia e del realismo sociale, Tali Kushnir mostra una collezione coerente e definita, realizzata in un unico materiale (il cotone) e in due colori (il bianco e il nero). Blue Collar è una linea per gli uomini e per le donne, fatta di gonne e vestiti anni Quaranta che affiancano pantaloni e giacche unisex con forme comode e maschili, adatta a tutte le stagioni. Una capsule collection fatta di pochi pezzi che mostra il coraggio e la motivazione della designer. Inoltre è perfetta per le temperature e le atmosfere eclettiche che si vivono a Tel Aviv.

Per trovare il meglio della moda israeliana c’è Comme il Faut: un concept store che si trova a Namal, il porto di Tel Aviv, dove coesistono moda, arte, benessere, cultura e food. Un luogo che, nonostante il nome francese, è nato da un’idea tutta israeliana, in cui si respira un’aria quieta e rilassante dove le donne si sentono libere di leggere un giornale sui divani di design, fare un massaggio alla Spa, provare abiti di alta moda anche senza comprarli, spulciare tra le curiosità del sexy shop (Sister’s) o di entrare anche solo per bere un caffè sui tavolini del bar con vista mare.

 

Un ringraziamento particolare a EL AL, la compagnia di bandiera di Israele. 
Fondata nel 1948 è diventata una prestigiosa compagnia internazionale, le cui linee guida sono la creatività, l’efficienza, la puntualità e la professionalità, al fine di soddisfare le esigenze dei propri passeggeri in ogni luogo e momento. Scopri come volare in Israele con EL AL.
www.elal.com