di Tess Amodeo-Vickery
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A country where everyone believes they can be President. This is where I grew up. America. A land so ambitious to be the next great thing, we fonde 17 Romes. I come from a state which has no Rome and whose motto is Live Free or Die, yet never felt free to be myself before I left it behind. Maybe I couldn’t handle the heat, so I had to get out of the kitchen where the Great American Melting Pot can become a pressure-cooker. Or maybe I just had to fi nd my empire. When I fi rst moved to Rome, I felt safe. Safe in the way New York City makes you feel safe at night in Union Square as thousands of people spread their electricity around your cozy anonymity. In Italy, my frenetic American energy was balanced by a sea of piano, piano, and I could slip into my thoughts while others conversed in a foreign language. I learned to appreciate the little things: fresh produce; quiet Sundays; living in the moment.

But now, I dream of America. I long for the lives of my friends who have moved West to follow their Manifest Destinies. My ambitious comrades who under stand my desperation to be great and do everything, with selective regard to anything that stands in the way. I watch the future being built by the hands of my peers. Americans can be arrogant, but arrogant the way children can be arrogant. We believe in ourselves and are sure that with hard work and dedication anything is possible. We have an insatiable desire to learn, earn, explore and achieve, and you can see it written across our country.

Take the Empire State Building for example, constructed in just over a year by 3400 workers to become the then-tallest building in the world, despite the Great Depression. Or the Hoover Dam, which not only controls fl oods and creates renewable energy, but was in action two years earlier than promised. It’s sometimes comical how in America everything is larger- than-life, from our soda bottles to our personalities. Cut directly into the Black Hills of South Dakota, Mount Rushmore boasts busts of four U.S. Presidents, which loom 18m high! Most importantly, everyone can lay claim to these accomplishments: immigrants and natives, artists and politicians, individuals and conglomerates, all played indispensable roles in the development of our nation.

Hallmarks of American culture may be everywhere, and you can drink Coca Cola, swear by Apple systems, or have a strong opinion about our politics, but until you’ve stepped foot on American soil, you are missing the essential elements that make the U.S. a remarkable place. So enjoy your cross-country Trip through the United States. Look for relatives, count the Romes along the way and remember: America will be whatever you make of it.


la Terra delle 17 Rome

Un paese dove tutti credono di poter diventare presidente. Qui sono cresciuta. L’America. Una terra tanto volenterosa di essere la cosa più grande da fondare ben diciassette Rome. Vengo da uno stato che non ha una Roma e il cui motto è Vivi Libero o Muori, ma dove non mi sono mai sentita libera di essere me stessa finché non me lo sono lasciato alle spalle. Forse non ho saputo gestire tutto quel calore, e sono dovuta fuggire dalla cucina dove il Great American Melting Pot può diventare una pentola a pressione. O forse dovevo semplicemente trovare il mio impero.

Quando mi sono trasferita a Roma mi sentivo al sicuro. Sicura come ti senti a New York di notte a Union Square, mentre migliaia di persone diffondono la loro energia intorno al tuo confortevole anonimato. La mia frenetica energia americana è stata bilanciata da una marea di piano, piano, tra i quali potevo scivolare nei miei pensieri mentre gli altri conversavano in una lingua straniera. Ho imparato ad apprezzare le piccole cose: prodotti freschi, domeniche tranquille, vivere nel momento.

Ma adesso sogno l’America. Agogno la vita dei miei amici che si sono trasferiti a Ovest per inseguire il loro Manifest Destiny. Compagni ambiziosi che capiscono la mia urgenza di essere grande e riuscire a fare tutto, con sguardo selettivo verso ciò che sta nel mezzo. Guardo alla materializzazione di un futuro costruito dalle mani dei miei amici. Gli americani possono essere arroganti, ma arroganti nel modo in cui possono esserlo i bambini. Crediamo in noi stessi e siamo sicuri che con lavoro e dedizione tutto sia possibile. Abbiamo un insaziabile desiderio di imparare, guadagnare, esplorare e realizzare, e lo si può vedere scritto in tutto il nostro paese.

Prendi l’Empire State Building, costruito in poco più di un anno da tremilaquattrocento lavoratori e diventato l’edificio – allora – più alto del mondo, nonostante la Grande Depressione. O la diga di Hoover, che non solo controlla le inondazioni e crea energia rinnovabile, ma che fu messa in attività ben due anni prima del previsto. A volte è comico che in America tutto sia larger-than-life, dalle nostre bibite alle nostre personalità. Intagliato direttamente nelle Black Hills del South Dakota, il Monte Rushmore vanta busti di quattro presidenti che si stagliano per ben diciotto metri. E tutti possono ritenersi fieri degli obbiettivi raggiunti: immigrati e nativi, artisti e politici, individui e conglomerati, tutti hanno contribuito indispensabilmente allo sviluppo della nazione.

I tratti distintivi della cultura americana si trovano ovunque. Puoi bere Coca Cola, venerare prodotti Apple, o avere un’opinione forte sulla nostra politica, ma fin quando non metterai piede sul suolo americano ti mancheranno gli elementi essenziali che lo rendono un luogo straordinario. Quindi goditi il tuo Viaggio attraverso gli Stati Uniti. Cerca i parenti, conta le Rome lungo la strada e ricorda: l’America sarà ciò che tu ne farai.

T. A. Vickery