di Diletta Bellotti

note del viaggiatore:

Non sono un’economista e dunque semplificherò, forse in maniera eccessiva, il discorso economico con lo scopo di spiegare dei fenomeni sociali.

 

Dalla prima lezione di Economia che ho seguito, mi sono resa conto di quanto i suoi principi si possano riscontrare in moltissimi aspetti della realtà. Una delle ultime epifanie è avvenuta non troppo tempo fa tra le strade di Friedrichshain. Ero con la mia cara amica Chantal ed eravamo appena uscite da un locale. Era domenica notte.

In microeconomia, impariamo di come gli attori economici massimizzino la loro utilità nel fare acquisti. Con il termine utilità, s’intende la soddisfazione derivata dal consumo di un certo prodotto. Con massimizzare s’intende una situazione in cui, per esempio, al supermercato compreremo il miglior succo all’arancia; il migliore secondo le nostre preferenze. Gli economisti ci dicono inoltre che gli attori economici sceglieranno sempre il prodotto migliore viste le proprie risorse economiche. In queste scelte, sono considerati essere razionali.

Tornando al discorso di Berlino-Est, c’eravamo io e Chantal che mangiavamo un Falafel quando lei ha iniziato a raccontarmi delle sue fiamme amorose. C’era qualcosa che mancava nei rapporti interpersonali a Berlino, diceva lei. Sia io che lei eravamo due Berlinesi acquisite e venivamo da due paesi diversi dell’Unione Europea. Potevamo dunque, confrontare la nostra esperienza con quelle passate. “A Berlino,” diceva lei, “sembra che le persone cerchino di meglio mentre ti si fanno,” poi continuava, “come se guardassero altrove mentre ti baciano.” Capivo esattamente ciò che intendeva. La parte affascinante è che anche io e lei avevamo avuto in passato un qualche tipo di relazione che era scivolata via in qualche modo. Forse proprio ed esattamente per ciò che stavamo discutendo in quel momento. Eravamo state vittime ignare, e solo in quel momento ce ne rendevamo davvero conto.

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Due domande sorsero spontanee. Il capitalismo e i suoi principi di mercato avevano l’egemonia sulle relazioni amorose? Se sì, perchè ci eravamo lasciate comandare?

L’amore è prima di tutto una scelta e sembra ovvio che scegliamo ciò che è meglio per noi: ciò che crediamo essere meglio. Questa ricerca sfrenata, alimentata da Tinder, Wapa e Grinder, rendeva tutto più surreale. Senza dubbio allora, applicavamo alle nostre scelte amorose ciò che avevamo inconsciamente imparato dal mercato. Ma perché? Certamente le nostre libertà si sono moltiplicate. Forse ci piace esasperare le nostre libertà nell’oppressione della libertà altrui. Nel far sentire la loro libertà sottomessa alla libertà degli altri. Quindi meno liberi. Più oppressi. Per far sentire gli altri più insicuri e meno menomati nei rapporti interpersonali. Una bottiglia di succo all’arancia non si prende a male se scegli la bottiglia proprio accanto a lei. Nelle relazioni umane, ci siamo forse adattati ad una specie di mancanza di rispetto nell’amare gli altri. Questo atteggiamento da un lato include, dall’altro esclude. E’ forse un’interpretazione malfatta dell’amore libero.

Berlino è speciale per un numero infinito di ragioni, ma la più lampante è sicuramente la sua eccezionalità come metropoli. Berlino è mondo e paese. E’ nascostamente mondo e nascostamente paese. E’ in un eterno stato di rinascita e decadenza, che si affiancano, ma non si escludono. Rinascere e decadere dovrebbero essere dei movimenti, ma a Berlino sono movimenti immobili e silenziosi. Berlino ti assorbe e ti risputa fuori diverso. A seconda di quanto puoi dare alla città, lei ti risputa vuoto o super-vuoto. E’ Berlino stessa in fondo, che ti tratta come i Berlinesi trattano i loro amori. Berlino ti ama finché la fai apparire migliore.

 

Love in the City – How Berlin Loves

Note of the traveller:

I am not an economist and therefore here the economic discourse will be oversimplified in the sake of an explanation a social phenomena

Since I had the first class of Economics I realized how crazily its principles apply to such a wide number of situations. One of the latest epiphany occurred not too long ago around the streets of Friedrichshain just out of a club at late Sunday night with my dear friend Chantal.

In economics, one learns that economic actors, that is all of us that purchase any kind of product on the market, maximize their utility. By utility is meant the satisfaction derived by the consumption of a certain good. By maximize is meant that when, for instance, we go to the supermarket we will get the best (best according to our preferences) package of chips with the money we have. Economists tell us that economic actors will always get the best they can spending the less they can. They are assumed to be rational in these choices.

Going back to East-Berlin, Chantal and I were eating a Falafel when she started telling me about her lovers. There was something it was missing, she argued, in Berlin dates. Being both acquired-Berliners and from two different countries of the EU, we could compare the situation with previous experiences. “In Berlin” she said “it seems that people are looking for something better while making out with you”, she continued “as they turned their eyes to that girl behind you while they are kissing your lips”. I felt her. The fascinating part is that we also used to have a kind of love affair which blew up somehow and maybe exactly for the reason we were just in that moment acknowledging. But we avoided talking about us: the concept was applying to any relationship we had since we moved to that city.

Two questions came to our minds: Did capitalism and its market principles applied to love? If yes, why did we conform with those?

Love is first of all a choice and seems natural that we choose what is better for us: what we feel is better for us. The unstoppable research, powered by Tinder, Wapa and Grinder, made all surreal. Indeed, we surely applied what we unconsciously learned from the market to our love choices. Why did we? For sure, the conception of freedom we hold has broadened. We like to exacerbate our freedom in the unfreedom of others. In making them feel insecure and unloved so that we can feel secure and loved. A bottle of orange juice does not stress out because you chose another brand. In human relations, we conformed to a sort of disrespect in loving the others that is comprehensive and exclusive at the same time. We misinterpreted what the pioneers meant with free love.

Berlin is special for a number of reasons, but the more clear one is its exceptionality as a metropolis. It is a city in an eternal status of decadence. Decaying should be a movement, but Berlin is somehow still. It absorbs you and spits you out changed. Depending how much you had to give the city you found yourself empty or emptier. Berlin itself, in the end, treats you as Berliners treat lovers. Berlin loves you as long as you make her appear better off.