Inviati n.1

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Tim Smit

da Bruxelles

Bruxelles in verità è un posto strano. In nessun altro luogo del mondo puoi camminare per strada e sentir parlare all’incirca ventisette lingue diverse nell’arco di un quarto d’ora. Bruxelles è davvero internazionale, cosa che la rende però anche schizofrenica. Le persone che lavorano alla Commissione (e sono tante, quasi 25.000) non si mischiano ai bruxellesi. E i belgi se ne stanno per conto loro.?Ma un punto di incontro c’è: le tante birrerie in giro per la città dove le due popolazioni di Bruxelles (“BXL” per gli eurocrati) si trovano faccia a faccia e bevono. Non insieme forse, ma almeno accanto.?Oltre alla ricchezza ed ai fastidiosi eurocrati, la Commissione porta a Bruxelles anche tanti giovani che vengono a fare stage e rendono la città molto viva. Tra i suoi jazz club (di alto livello), birrerie (di livello ancora più alto), pub e tanti negozi, gente in giro c’è sempre. E per finire una serata rigorosamente alcolica, non c’è miglior modo se non un bel sacchetto di “frites” che si trova anche nei posti più improbabili. Oggi però, a contrastare le frites, è arrivata la pizza, quella vera, al taglio, concetto sconosciuto fino a qualche tempo fa.

Matteo Tabacchini

da Berlino

Cos’ è freak. Camminare per strada vestiti di colori sgargianti, indossare grandi occhiali da sole mentre fuori piove, soffrire il jetlag anche se non ci si è mossi di un passo da casa. Siamo a PrenzlauerBerg, il luogo dove nessuno si somiglia ma tutti sono uguali, ombelico di quella freak life di cui Berlino e ormai simbolo mondiale. Un quartiere vecchio ed elegante, l’unico sopravvissuto all’invasione dell’armata rossa. Un rincorrersi di gallerie d’arte, caffè e negozi vintage che si offrono al pubblico come spazi poliedrici di espressione in cui ogni giorno succede qualcosa di diverso: concerti, dj set, proiezioni di film indipendenti, performance di ogni genere. Non importa il modo, l’importante è dare sfogo alla propria creatività. Sempre! Perche Pberg è movimento, energia e continua ispirazione. Al centro la Kastanien Allee (per gli amici Casting Alle) e il Mauerpark, il parco del muro, una volta zona morta, oggi sede di un mercatino dell’usato dove si acquista e si vende di tutto: macchine Polaroid, abbigliamento 60’s, porcellane e vecchi dischi psichedelici. Poi più in là: La Vinerie, luogo incantato dove sorseggiare vino italiano e francese gustando ottimo cibo homemade, al prezzo più giusto di tutti; quello che decidi tu, i soldi poi li lasci nel bicchiere. Oh si, questo è freak!.

Valeria Di Biagio

da Barcellona

Rinomata meta mondiale per gli addii al nubilato/celibato, la città di Gaudì sprigiona libertà. Uno su cinque abitanti è straniero, l’apertura mentale è pane quotidiano, al pari dell’efficienza dei servizi. Le strade non sono mai vuote. Si vive in mezzo agli altri, respirando all’aria aperta e con il sole in faccia, sempre. C’è il mare, i negozi aprono e chiudono tardi, e ristoranti e bar sono sempre aperti per offrire “cañas de cerveza” a volontà (la birra costa meno dell’acqua) e deliziose tapas (ahimè poco generose). Una curiosità: gli spagnoli escono “a cena” per bere, poi eventualmente spizzicano tapas “comunitarie”; noi italiani facciamo il contrario. Obiettivo: immergersi senza meta nelle viuzze del barrio gotico, la ribera, el born e la ciudad vella (anche evitando las ramblas), e lasciarsi trascinare dall’entusiasmo di una città sempre svegl

Tommaso Clemente

da Colonia

La Germania non è certo quel paese di persone fredde e distaccate di cui ho spesso sentito parlare. ?Chi fosse di quest’idea si ricrederebbe subito se dovesse visitare Colonia, una tra le città più vive e allegre di tutta la Germania. Città poliglotta, multiculturale e multi culinaria. Città dove la notte è più ospitale e accogliente del giorno. Non mancano infatti locali notturni di ogni genere, per ragazzi di ogni età, nazionalità e… orientamento sessuale! Tra gli eventi da non perdere c’è il carnevale che celebra il suo inizio l’11/11 alle 11:11 (numero matto in questa parte del paese) a Heumarkt, una delle piazze più belle della città. La festa prosegue poi fino a notte fonda lungo le strade della città vecchia. È davvero qualcosa che vale la pena vedere e vivere. E questo è solo l’inizio, il momento più importante del carnevale è a febbraio e questa volta i festeggiamenti durano per cinque giorni. Vivo a Colonia da appena tre mesi e aspetto quel giorno con impazienza, in questa magnifica città che fino ad oggi, non ha ancora smesso di stupirmi.

Elisabeth Mladenov

da Helsinki

Il mare circonda e definisce Helsinki - avvolgendola con i suoi porti, i suoi parchi sul lungomare, le spiagge di città e le sue linee di costa cangianti. La penisola del centro si immerge verso sud nel Mar Baltico ed è accerchiata da un arcipelago esteso. Nelle sue zone interne, la città è un ricamo di imprese e aziende culturali: bar alla moda, locali musicali, negozi di design che si sovrappongono all’architettura storica ed ai paesaggi urbani. Viste le sue dimensioni ridotte, Helsinki è geograficamente e socialmente molto affiatata ed unita. Creativi indipendenti hanno un punto d’appoggio saldo nella scena culturale e gli standard che fissano sono elevati.

Ilaria Agueci

da Londra

Dopo aver vissuto e lavorato a Berlino, Finley Quaye ritorna in gennaio sulla scena inglese, al Jazz Café di Camden Town, un famoso bar di Londra che dal 1990 ospita artisti Jazz, Soul, Funk, World, Dance e Hip Hop. Finley Quayle debutta sulla scena musicale britannica nel 1997, con l’album “Maverick A Strike”. Una fusione melodica di elementi soul, rock, electronic e reggae che gli permette di affermarsi tra gli artisti innovativi del momento. Riesce ad impressionare il pubblico e la critica con i brani “Sunday Shining” e “Even After All” per il suo originale tono di voce e la forte vocazione soul. Nel 2000 pubblica “Vanguard”, un nuovo album composto da dodici brani, e si afferma per le sue qualità di vocalist, accompagnato spesso solo dalla chitarra acustica. Nello stesso anno, con il singolo “Spiritualized” in versione rock con elementi di house - dance, travolge il pubblico con temi autobiografici sulla vita, l’amore e la crescita.

Ginevra Foderà

da Madrid

“De Madrid al cielo”: molto spesso i madrileni esordiscono così per parlare della propria maestosa ed elegante città. Madrid è una capitale giovane, industrializzata da troppo poco tempo per possedere una forte appartenenza al territorio: il madrileno da tutta la vita non esiste, dicono, e se esiste, ha una maniera di relazionarsi al visitatore, che sia straniero, che viva o sia in vacanza a Madrid, che apre il cuore. La metropolitana, qui, è piena di gente dalla domenica pomeriggio, in cui il quartiere preferito da turisti e studenti, madrileni e non, sembra essere da sempre La Latina, con il suo celebre e autentico Mercato del Rastro (delle pulci), al giovedì notte, in cui la movida inizia ad aprirci i suoi colori e le sue voci. Da Malasaña, con i suoi mille bar affollati, a Lavapiés, multietnico e bohemien, passando per il quartiere gay di Chueca e la più tradizionalmente turistica Puerta del Sol, scopriamo le mille scritte sull’asfalto di letteratura spagnola. Siamo nel quartiere de Las Letras: Huertas.Una città che durante tutto l’anno offre la fortuna di godere di festival e occasioni di incontro che attraversano diverse realtà culturali, dal teatro, alla danza, alla musica: Madrid ci incanta di bellezza e passione. Uno spettacolo vero, per occhi e cuore.

Jessica Lacombe

da New York

New York è una giovane metropoli se paragonata alle altre grandi città del mondo. È un posto definito tanto dal suo ritmo quanto dal suo potenziale stimato. Spesso mi ritrovo ad osservare persone che danno all’urgenza frenetica dei loro lavori un posto troppo importante nel quadro generale. Allo stesso tempo - e anche nel periodo successivo al crollo economico che si è concentrato su questa città - c’è un senso di grandi possibilità per l’individuo a New York. Anche se non è mai un percorso facile, esiste una strada ineguale e irregolare per artisti, imprenditori, intrattenitori, proprietari di piccole aziende (etc - la lista prosegue) che vogliono lavorare per loro stessi. Ed avere successo. Come artista, l’abilità di concentrarsi sui propri interessi e sulle proprie passioni per vivere, invece di essere pagati per creare la visione di qualcun altro, è un sogno che inseguo. Ed in tanti modi, questo è possibile a New York. Ovviamente ci sono tanti altri elementi, alcuni deliziosi, altri profondamente viziati, che danno vita a questa città complessa - troppi da discutere in una manciata di frasi. Ma, a volte, le personalità ruvide sono le più interessanti da guardare perché, come osservatori esterni, non le capiremo mai fino in fondo.

Chicca de Paoli

da Parigi

Io, me e voi Se decideste di partire per un week end e sceglieste come meta Parigi, la prassi è facile, quasi scontata. Internet, ricerca su google voli low cost, hotel o bed & breakfast. E magari il passo successivo sarebbe quello di comprare una guida per Parigi per avere suggerimenti più dettagliati su musei, ristoranti e zone da visitare. Ma se a tutto questo si aggiungesse un dettaglio fondamentale, come quello di avere con voi un bambino? Parigi allora è il posto giusto. Dentro una città fascinosa e viva come questa esistono mille attività ricreative ed eccitanti per i bimbi. Dai grandi e verdi parchi con i loro animali, mucche, asini, maiali, pecore, ponies sui quali è possibile effettuare passeggiate lungo il parco, alle gite in barca sui ruscelli ai trenini che attraversano il bosco o spettacoli di marionette. “Le Jardin d’acclimatation” ne è un magico esempio! E se foste in giro ormai da tante ore e i vostri figli iniziassero ad essere stanchi del vostro shopping, ecco a voi “La poussette” un caffè per adulti e bambini che presenta un menù per i più piccoli a base di omogeneizzati e composte di frutta, e piatti più sfiziosi per i più grandi, con un grande angolo giochi per dar libero sfogo ai vostri figli. Cosi è anche il brunch domenicale da “Apollo” a Danfert Rocherou, dove una equipe di animatori intratterrà i vostri figli mentre voi potrete godervi il vostro pranzo! Questa è Parigi vista con gli occhi di un bambino!

Tyler Andre

da Portland

Anelli e ciambelle voodoo Portland è un mix eclettico di stili di vita sofisticati ed alternativi, condito con l’amore per l’ambiente e per la gastronomia. I cittadini di Portland consumano più letteratura, caffè e birra di qualsiasi altra città nel mondo. In effetti, Portland è la capitale mondiale della birra, in quanto ospite di trentotto fabbriche all’interno dei confini della città. È anche la città più verde degli Stati Uniti. Lo slogan ufficioso della città recita “Mantieni Portland strana” (“keep Portland weird”) ed è tenuto a cuore dai “Portlandesi”. Ad esempio, con 200$ una coppia può invitare 24 amici in chiesa e mangiucchiare insieme i deliziosi “Voodoo Doughnuts” (“ciambelle voodoo”), sorseggiare il famoso caffè “Stumptown” e festeggiare lo scambio dei voti. Non vi preoccupate: le ciambelle sono vegane. Dopo tutto, questa è Portland.

Luis Ignacio Villa

da Santa Cruz De la Sieraa

Avventure amazzoniche Non ci sono problemi a Santa Cruz de la Sierra. In effetti, è il motore agricolo ed industriale del paese più povero del Sud America. Uno dei nove stati della Bolivia, sta crescendo velocemente sia in termini di popolazione che di economia, portando una vasta ondata di turismo. La resistenza all’estremismo radicale della parte occidentale del paese ha fatto di Santa Cruz de la Sierra un’alternativa per i visitatori della Bolivia. Dal suo vecchio quartiere pittoresco alla cittadina senza tempo di Cotoca, la città di Santa Cruz è localizzata proprio nel centro dello stato, ed è quindi la destinazione ideale per quei viaggiatori alla ricerca del brivido, di strade sterrate e di avventure amazzoniche inesplorate.

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