testo di Riccardo Melito | immagini di Ilaria Di Biagio

Risalendo lungo la via Francigena, nella tappa che va da Aulla ad Avenza, verso il confine con la Liguria, è d’obbligo sostare qualche ora nel sito archeologico di Luni, antico insediamento romano.

La città, situata alla foce del fiume Magra, non distante da Sarzana, venne fondata nel 177 a.C. dai Romani, come avamposto per la campagna militare contro i Liguri. Originariamente chiamata Luna, ebbe il suo periodo di massimo splendore sotto l’impero di Augusto, quando divenne il principale porto del Mar Ligure.

La sua crescita continua era stimolata dalla ricchezza di materie prime, soprattutto marmo e legno, e culminò nella costruzione di un grande anfiteatro da settemila posti, ancor oggi visibile. La fortuna della città continuò fino al VI secolo dopo Cristo, quando i barbari, attirati dalla sua opulenza, iniziarono a saccheggiarla. Pur rimanendo un centro importante, durante il Medioevo, i fasti di Luni volsero verso un costante declino.

ilaria-di-biagio-lost-in-luni-the-trip-magazine (2)Ultima notevole dimostrazione della sua importanza è l’elogio che Dante Alighieri gli tributa nel Canto XVI del Paradiso. Ora Luni è divisa in tre località nella più classica tradizione italiana: Luni Mare, Luni Stazione e Luni Scavi, quest’ultima dedicata all’area archeologica che comprende l’anfiteatro, parte dell’originaria città romana di Luna e un museo archeologico. Purtroppo la zona è piuttosto fatiscente e poco valorizzata.

La città ha dato il nome alla zona geografica della Lunigiana, tornata agli onori della cronaca come possibile nuova regione italiana con il nome di Lunezia, che dovrebbe accogliere al suo interno le province di La Spezia, Massa e Carrara, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Mantova, nonché una parte di quelle di Cremona e di Lucca. Si dice che ammirare il tramonto dalle rovine dell’originaria città romana sia un’esperienza unica dalle forti tinte psichedeliche e i più entusiasti si sbilanciano affermando che addirittura sia meglio che assistere a un concerto dei Pink Floyd a Pompei.

TAPPA N. 3 DA AULLA AD AVENZA

A Luni visitate il Museo archeologico e i resti della città romana: il foro, la casa degli affreschi, l’anfiteatro. Proseguendo si rientra in Toscana e si raggiungeAvenza, in prossimità di Carrara.

tappa numero 3 da Aulla ad Avenza

tappa numero 3 da Aulla ad Avenza

Partenza: Aulla, Abbazia di S. Caprasio
Arrivo: Avenza, Torre di Castruccio
Lunghezza Totale (km): 32.4
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 8.00
Dislivello in salita (m): 718
Dislivello in discesa (m): 768
Quota massima (m): 539
Difficoltà: Molto Impegnativa
Strade pavimentate: 63%
Strade sterrate e carrarecce: 15%
Mulattiere e sentieri: 22%
Ciclabilità: 90%