La Francigena di Assassin’s Creed – San Gimignano tribute

testo di Maria Celeste Meschini | foto di Gabriel Stabinger
il video è stato realizzato da So What s.r.l. in collaborazione con Hexa Video

Non ho scelto io il mio destino. Sono io a essere stato scelto. All’inizio credevo che la vendetta sarebbe stata facile. Per trent’anni ho vissuto nell’ombra, donando la morte a chi la meritavae poi svanendo nel nulla. Non so chi ha dato inizio alla cospirazione, ma so chi vi porrà fine.
Io sono Ezio Auditore da Firenze. E come mio padre prima di me sono un Assassino.

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Ricordo, come fosse passato un solo istante, il momento in cui la fune spezzò l’osso del collo di mio padre Giovanni Auditore, accusato di tradimento e giustiziato in piazza insieme ai miei fratelli per volere della famiglia de’ Pazzi in lotta da sempre contro i Medici, nostri alleati.
Il Gonfaloniere da tempo tramava contro gli Auditore ma ero troppo giovane e ingenuo per sapere. Allora non conoscevo il mio destino e non sapevo che grazie al torto di Uberto Alberti, quel bastardo che trucidò i miei cari, avrei trovato la mia via.

La sera prima di essere giustiziato mi arrampicai fino in cima alla torre dove era stato rinchiuso mio padre che mi parlò di un passaggio segreto all’interno del suo studio. «Usa il tuo istinto e scoprirai chi sei» mi disse, e non poteva avere più ragione.

Fu grazie al buon Leonardo che riuscii a riparare la mia lama celata, un vecchio meccanismo che al tempo dei miei
avi prevedeva l’amputazione dell’anulare per il corretto funzionamento e per la totale dedizione asserita all’arma. Ma quel pazzo di Da Vinci perfezionò il congegno e mi risparmiò il dito. Fu per proteggere lui che uccisi per la prima volta.
Era una guardia, mi stava cercando, tutti a Firenze mi stavano cercando, per questo dovevo fuggire e portare in salvo mia madre e mia sorella, uniche sopravvissute al massacro.

C’era solo un posto dove potevo andare, dove avrei trovato rifugio e la giusta preparazione per affrontare quelle imprese che di lì a poco avrebbero sconvolto il mio futuro. Trasformandomi in ciò che sono. Un Assassino.

Fuggimmo di notte e, grazie all’arte della mimetizzazione appresa dalle maliziose cortigiane fiorentine, riuscii a portare in salvo le mie donne nella casa di uno zio, in una villa situata nelle campagne limitrofe a Monteriggioni. Fu un periodo di duro allenamento, sia fisico che mentale. Lo zio mi istruiva costantemente all’arte del combattimento, all’uso delle armi e al perfezionamento delle mie doti acrobatiche.

Aumenta la velocità.
Picchia.
Agguanta.
Attacco Speciale.
Scatta.
Corsa acrobatica.
Occhio dell’aquila.
Spingi.
A terra.

E mi spiegava con rispetto la rivalità tra i Cavalieri Templari e la Confraternita degli Assassini, quest’ultima legata indissolubilmente alla mia famiglia e quindi al mio destino.

Accarezzo la cicatrice che porto sul mio labbro e non posso fare a meno di sorridere beffardo al ricordo di Vieri de’ Pazzi che soccombe strozzandosi con il suo stesso sangue per mano della mia lama. Fu la mia prima vera missione. Dovevo introdurmi nella città di San Gimignano per stanare il rampollo della seconda famiglia più nota di banchieri fiorentini e mettere fine alla sua vita. Ricordo il rumore dell’erba calpestata dai miei passi veloci. Ricordo la collera che prende il sopravvento guardando la cima della Torre Grossa. Il mio saluto va alla Tomba dell’Assassino che lì riposa in pace. Forse anche io un giorno avrò una tomba dove poter riposare, o forse no.

Ricordo la paura svanire al primo appiglio trovato sulla roccia, che mi permette di salire sempre più in alto fino al punto di osservazione migliore. Dalla Torre Cugnanesi osservo i movimenti dei miei nemici dall’alto, sapendo che grazie alle abilità acquisite in allenamento ora sono invisibile. Mi lancio in un carro pieno di foglie secche, sgattaiolo fuori e mi introduco in via del Quercecchio, proprio a ridosso dell’Arco dei Becci. Sono vicino al mio obiettivo. Qualcuno si avvicina, sento delle voci venirmi incontro ma in un attimo balzo al di sopra di un tetto e torno a mimetizzarmi nell’oscurità. Continuo dritto per via San Giovanni tenendo un occhio puntato sulla Porta Sud, che collega la città alla Francigena, la mia via di fuga a missione compiuta. Osservo un manipolo di uomini attraversare piazza del Duomo sotto la sguardo minaccioso della torre più alta. Non ho più paura, il timore ha lasciato posto all’adrenalina. Sono pronto per compiere la mia impresa.

Vieri de’ Pazzi è di fronte a me, lo guardo attraverso il cappuccio che mi copre il volto. Lui riconosce la cicatrice che mi ha procurato in una lite di gioventù. L’infame urla il mio nome tentando di brandire la sua spada. Ma io sono più veloce. La lama celata donata da mio padre in un attimo scatta sulla gola di Vieri. I miei occhi gelidi sono su di lui. E con tutta la forza che mi rimane affondo la presa recidendogli la giugulare.
E ora muori maledetto, muori per mano di Ezio Auditore.

Un brivido attraversa le mie ossa al ricordo del sangue di Vieri de’ Pazzi che cola lungo gli scalini di San Gimignano.
Molte lune sono passate dall’impresa che mi consacrò alla Confraternità che ancora oggi onoro. Ho vissuto come meglio ho potuto, senza conoscerne fino in fondo lo scopo ma attratto come una falena da una luce distante.

E qui, infine, scopro una strana verità. Sono solo un tramite per un messaggio che elude la mia comprensione.

Ezio Auditore

Ezio Auditore (Firenze, 24 giugno 1459 – Firenze, 30 novembre 1524) è un personaggio immaginario protagonista di Assassin’s Creed, una serie di videogiochi di avventura dinamica a carattere storico creata dalla Ubisoft che ha venduto oltre 76 milioni di copie in tutto il mondo. Nella II edizione Ezio compie diverse missioni in varie città italiane tra cui San Gimignano.

TAPPA N. 10 DA SAN GIMIGNANO A MONTERIGGIONI

L’’acqua e i punti di ristoro sono disponibili solo presso i centri abitati.

TAPPA NUMERO 10

la tappa numero 10 da Monteriggioni a San Gimignano

Lunghezza Totale (km): 29.8
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 7.30
Dislivello in salita (m): 513
Dislivello in discesa (m): 563
Quota massima (m): 320
Difficoltà: Impegnativa
Strade pavimentate: 19%
Strade sterrate e carrarecce: 70%
Mulattiere e sentieri: 12%
Ciclabilità: 96%

turismo.intoscana.it

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Un grazie speciale a Leon Chiro che ha interpretato magistralmente il ruolo di Ezio Auditore. 

E ancora grazie a Cristina Vatielli per l’ideazione del servizio Ippolito Simion di So What s.r.l , Federico Marchi e Valerio Vinotti  di Hexa Video per la realizzazione. 

 

 

 

 

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So What si occupa di produzioni video, dalla progettazione alla post-produzione, mettendo a frutto le esperienze in ambito di motion graphic, ripresa, produzione e video editing. Lavora al fianco di agenzie di comunicazione, network tv e produzioni cinematografiche offrendo risorse creative e conoscenza tecnica, collaborando con professionisti affermati e giovani talenti.

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Hexa Video nasce dall’incontro tra Valerio Vinotti, tecnico informatico con la passiamo per il modellismo, e Federico Marchi, futuro architetto, progettista, disegnatore CAD, grafico, modellista 3D nonché video maker e fotografo professionista. Valerio è il responsabile dell’aerea tecnica/operativa dei droni e sistemi di stabilizzazione mentre Federico è il direttore creativo e responsabile di tutto il settore Fotografia e Produzione.

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