Sydney

Siamo arrivati a Sydney il 30 gennaio, pomeriggio. Dormiamo a Woolloomooloo, in un vecchio molo abbandonato e poi ristrutturato, che si getta nel mare della baia tra il sito delle navi militari e l’orto botanico. E’ una posizione geniale perché siamo vicini ai posti da visitare di giorno e a King Cross, un quartiere pieno di ristorantini per la sera. Abbiamo solo il tempo di cenare e camminare qui, un quartiere pieno di case di epoca vittoriana deliziose. Il 31 finalmente ci avventuriamo per l’esplorazione della città. Appena saliamo al Domain, un grande parco pubblico, che diventa poi l’orto botanico, notiamo una fila lunghissima, un serpentone interminabile di gente con cestini da picnic che aspetta per entrare chissà dove. Scopriamo che stanno aspettando di entrare nelle aree dell’orto botanico attrezzate a accogliere le persone per i fuochi d’artificio che ci saranno stanotte. Non poco sorpresi dalla quantità di gente continuiamo la nostra passeggiata verso il centro e ci rendiamo conto che tutta quest’area è affetta da deviazioni di traffico stradale e pedonale per dirigere la gente verso le zone in cui si vedono i fuochi. Ma è ancora mattina!! Conosco bene questo tipo di partecipazione anglosassone agli eventi in cui regna il cestino del picnic (l’ho fatto anche io a Londra e è super divertente!), e comunque ogni volta noto che l’atteggiamento della gente rispetto al nostro approccio ha qualcosa di profondamente diverso: ho la sensazione fortissima che loro hanno l’abitudine, e forse la volontà, collettiva di collaborare con la parte coordinatrice perché l’organizzazione risulti impeccabile.Proseguiamo verso il centro città dove si mescolano gli stili architettonici di vecchi edifici e grattacieli. Incontriamo anche uno sparuto gruppo di Occupy Sydney a cui oggi nessuno degna di attenzione. In questa zona c’è il centro dello shopping, con una serie di grandi magazzini e mall che comunicano uno con l’altro. Camminando arriviamo al Darling Harbour, una baia completamente convertita alla vita cittadina, con il museo marittimo, l’acquario, il centro convegni, milioni di ristoranti per i grandi e playgrounds e fontane per i bambini. Da qui prendiamo il water taxi per tornare in albergo, che è davvero un utile strumento per osservare lo skyline della città da un altro punto di vista. Innanzitutto dal mare si ha una percezione della struttura della città diversa che di primo acchito può sfuggire soltanto camminando, essendo distribuita intorno a un continuo susseguirsi di piccole insenature; poi vediamo che ci sono molti vecchi moli ristrutturati e destinati a abitazioni e è bellissimo il contrasto con le costruzioni più moderne che gli campeggiano dietro. Passiamo sotto il grande ponte di Sydney (che, per chi non soffre di vertigini, si può anche scalare!) e finalmente davanti all’Opera House! E’ molto divertente rendersi conto che la gente si sta raccogliendo su tutta la superficie disponibile di questo lungomare, su entrambe le sponde, per vedere i fuochi e anche il mare è pieno di barche che hanno preso la postazione per la sera. Ci ritiriamo anche noi e ci prepariamo per uscire. Stasera andiamo al concerto dell’Opera di Sydney e così non solo sentiamo un concerto in questo posto così famoso, ma anche avremo una postazione doc da cui vedere i fuochi, che prevalentemente partono dal Sydney Harbour Bridge. La serata è veramente indimenticabile. Il concerto ci piace molto e l’atmosfera è molto simile a quella dei concerti a Londra, dove è la passione per la musica a riunire le persone piuttosto che un’affiliazione di tipo sociale, così come anche il party dopo-concerto, dove non c’è nessun tipo di formalità di abbigliamento o di comportamento e si mescolano persone di tutte le età. In questo devo dire che gli anglosassoni sono proprio geniali! E finalmente i fuochi d’artificio. Io non sapevo proprio che fossero un evento così sentito dalla popolazione. Sembra che si siano radunati tutti qui per vederli, e hanno fatto bene perché sono davvero stupendi!!

Gli altri giorni che passiamo a Sydney cerchiamo di visitarla e avere un’idea globale dell’atmosfera che c’è qui: a me sembra tanto di stare a Londra con il sole e il mare…niente male! Innanzitutto visitiamo il Giardino Botanico, che è un parco aperto al pubblico stupendo e molto grande. Oltre agli ibis che camminano indisturbati tra le persone, si contestano la proprietà degli alberi i bellissimi Sulphur Crested Cockatoos, che fanno un canto simile a quello di un gallo incavolato, e le raccapriccianti Volpi Volanti, con una colonia stabile e numerosa che sta causando molti danni agli alberi e per cui si stanno tentando mezzi di dissuasione naturale. Visitiamo la Art Gallery, un edificio neoclassico (ancora questa abitudine di tradurre i nomi dei nostri pittori!) a cui è stata addossata un’ala contemporanea molto bella. Visitiamo il Circular Bay, il Museo di Arte Contemporanea, che purtroppo è in parte chiuso per ristrutturazione, The Rocks, il quartiere storico con piccole costruzioni di epoca vittoriana e tanti locali carini, e la Chinatown locale che invece non troviamo affatto interessante. Poi visitiamo i graziosissimi Chinese Gardens: peccato che dietro incombono questi grandi edifici che proprio contrastano con la delicatezza del giardino. E poi ho la cattivissima idea di proporre la visita all’acquario, che mi aspetto sia un luogo di ricerca e sensibilizzazione scientifica, mentre invece è solo pienissimo di visitatori e le vasche mi sembrano proprio piccole e stipate di pesci, insomma una grande delusione. Infine non ci facciamo mancare una gita alla famosa Bondi Beach. Anche la strada per arrivare attraversa quartieri di Sydney molto belli e ti chiedi se davvero questi australiani non abbiano trovato la formula ideale per vivere bene in città! Certo sono avvantaggiati dalla posizione sul mare e dal clima… La spiaggia di Bondi è molto carina, super organizzata a livello pratico (cartelli, parcheggi, bagnini sulle moto d’acqua che si occupano di smistare il traffico marino di bagnanti e surfisti) e anche qui l’atmosfera è molto informale. Una panoramica passeggiata lungo la costa collega poi diverse spiagge. Con il sole e il mare salutiamo questa città e l’Australia. Domani abbiamo un aereo per Auckland.

About Eleonora Pecorella

Sono nata e cresciuta a Roma dove ho studiato storia dell'arte e dopo laurea e scuola di specializzazione ho lavorato nel campo dell'arte contemporanea. Nel 2008 sono andata a vivere a Londra dove ho iniziato a dedicarmi completamente alla fotografia. Qui ho studiato alla St. Martins School of Arts.
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