testo di Mariano Papolino | foto di Alessandro Marchese

E tra cielo e terra nacque un’idea rotonda, bianca come una nuvola, ma pesante come una roccia. Era come un punto che segnava la fine dei pensieri del cielo e l’inizio di quelli della terra o viceversa, perché si era in una palindrome, l’idea era rotonda, senza inizio e senza fine.

Era una creazione dell’uomo. Come Dio creò il cielo e la terra e poi gli abissi del mare, così l’uomo misura il tempo e lo spazio con le sue idee. Travolge la natura come un bimbo che cresce e che anno dopo anno impara a dominare il proprio corpo, a coordinare muscolo e mente, idea e passione.

La storia dell’uomo è in bilico tra queste due forze, la passione del mare e la solidità della terra dove sono le nostre convinzioni.

Sotto un cielo libero, una folla di piante è chiusa in prigione. Ma alacri lampioni svettano in alto per cingere il cielo.

Solo l’ombra irride al cemento con ironia, ne segue il profilo come un marito fedele va a puttane.

E’ questo rapporto tra l’uomo e l’ambiente che sembra irrealizzabile senza che l’uno vinca sull’altro. E’ definito dall’idea che l’uomo ha della natura e del posto in cui vive: la terra.

Come un cercare l’impossibile compromesso tra prosa e poesia. Come dar vita ai sogni dei bimbi.

Sono i sogni dei bimbi che fan muovere le giostre, senza quei sogni tutto è fermo, come morto, la giostra in letargo aspetta quei sogni per vivere ancora.

E l’uomo sfidò il tempo con un’astuto giogo, lo chiuse nella ruota dell’orologio, ma l’illusione durò poco perché fu il tempo a ingannare l’uomo fino alla fine dei tempi.

E’ la forza creativa che spinge la vita e fa nascere le idee nell’uomo, sono tutt’uno.

Inscindibili. Senza pace, senza requie come un moto perpetuo. Da questa esplosione di energie l’uomo dovrà trovare la sua pace. Oppure l’oblio. Un muro di cemento ferma il vento creativo delle idee, forma l’incomunicabilità invalicabile che imprigiona la natura e con essa l’uomo.

Vietato pensare, dire o fare, parlare finché gli imperi dell’uomo vendono e comprano le idee e le trattengono in prigioni, in caveau, in sotterranei, in teche di musei, i libri proibiti.

Vietato amare se l’egoismo muove le mie parole, se tutto quel che voglio è vivere da predatore e non da compagno.

E’ l’uomo che con i suoi dubbi ha cambiato l’ordine delle cose, scegliendo una strada alternativa a quella dell’istinto. E’ la natura la sua compagna, non più madre o figlia ma della sua stessa matrice, compagna di vita.