DELHIRIO

LUCA:

E vai, sono carichissimo!!!!! Dopo 9 confortevoli ore di viaggio con British Airways, dove siamo stati coccolati e straviziati, siamo finalmente giunti a Delhi. Non fa nemmeno  quel caldo insopportabile che immaginavo. Oddio, sembra di essere appena entrati in piscina, tanto l’aria è densa ed umida, ma ci saranno circa 25°, anzi, c’è pure una leggera pioggerellina che preannuncia il sopraggiungere del monsone… Sì, questo infatti non è il miglior periodo per visitare l’India. Tutti consigliano da ottobre a marzo, ma il viaggio non poteva più aspettare.

Il ragazzo dell’hotel che abbiamo prenotato, e che è venuto a prenderci all’aeroporto,  è già lì che ci aspetta sorridente. Saltiamo sul minivan bianco e ci tuffiamo nel caotico traffico di Delhi; dopo aver rischiato di investire, nell’ordine: una vecchietta con nipotino in braccio, signore con carrello carico di banane, 6 cani randagi, un paio di mucche ed una marea di motociclisti che si infilano ovunque, ed essere stati ad un soffio dall’essere travolti da un bus di linea e da un Suv, raggiungiamo sani e salvi il nostro albergo. Vi assicuro, dopo un giro in macchina a Delhi, apprezzerete molto di più la vostra vita!!! Qui la gente sembra essere perennemente ad un matrimonio; appena sale in macchina si attacca al clacson che, da queste parti, funge spesso da sostituto dei freni…quindi fate estrema attenzione a girare in Delhi, sia in macchina che a piedi, perché gli incidenti stradali sono molto frequenti.

Avendo lasciato il compito ad Aga di prenotare l’albergo in città, non ho mai posto domande a riguardo, sino in volo. Aga, tutta entusiasta ,mi dice: “Ho prenotato  un hotel davvero economico trovato sulla guida Lonely Planet, nel Main Bazaar, uno dei principali mercati di Delhi, vicinissimo al centro,  dove è possibile incontrare tanti backpackers (viaggiatori zaino in spalla)” Stupito dal basso prezzo della camera, 5€ la doppia per notte, ed anche incuriosito dalla descrizione di Aga, prendo la guida e leggo: – Zona di Paharganj. Paharganj brulica di alberghi economici, anche se, con la sua sordida fama di luogo funestato da traffico di droga e gente equivoca, non è certo un posto per tutti […] Paharganj vanta alcuni degli alloggi più economici, ma spesso si tratta di buggigattoli sporchi e privi di luce, con l’acqua calda che viene e va –  “Aaaaaaah, annammo bene”, ho pensato. Scoprì poi che alcuni dei termini utilizzati dalla guida non rientravano ancora nel vocabolario italiano di Aga (per chi non lo sapesse, lei è polacca), tra cui: sordida fama, funestato, gente equivoca e buggigattoli.  Vi dico solo che Aga è andata più volte vicino allo svenimento per l’agitazione, non appena ha visto l’albergo e l’area dove siamo alloggiati. Ha anche riscoperto la religione: l’ho vista pregare più di una volta la prima ora al Main Bazaar…mah, sarà la spiritualità dell’India, ho pensato!

Sinceramente, non aveva tutti i torti. L’hotel è situato in una strada polverosissima tra un agglomerato di centinaia di case fatiscenti, dove sorge il chiassoso Bazaar. L’aria e’ quasi irrespirabile, a causa delle spezie, degli incensi, dello smog, dei tanti cani randagi e mucche al pascolo nei viottoli del quartiere, degli sgradevoli odori dovuti alla mancanza di un sistema fognario funzionante, dei rifiuti sparsi ovunque. La miseria e le condizioni precarie in cui vivono molti degli abitanti dell’area straziano il cuore e verrebbe voglia di scappare e lasciarsi tutto alle spalle. L’impatto è davvero molto forte. E’ tutt’altra cosa che andare a spasso per l’Europa.

AGA

Non vedevo l’ora di arrivare a Delhi, ero emozionatissima. Convinta, dopo tutto ciò che ho letto, sentito e visto in TV, che l’India sarà il paese, tra quelli che visiteremo durante il nostro lungo viaggio, che mi impressionerà maggiormente. E avevo ragione.  Delhi, la prima città Indiana che visitiamo, fa davvero impressione.

Il primo giorno siamo solamente riusciti a visitare il Main Bazaar, in cui si trova il nostro hotel, perché poi  ho cominciato a sentirmi male. Sporcizia ovunque, vacche magrissime vaganti per le vie affollate di gente e moto, cani con mille malattie che dormono in ogni angolo (tra l’altro, qui a Delhi ci sono solo due tipi di cani: bianchi e neri, poi per il resto sono identici), gente che dorme sdraiata per terra, buche gigantesche ovunque, muratori che buttano giù intere palazzine a martellate non avvisando nemmeno i passanti, neanche quando a cadere è un intera parete,  gli autisti di macchine, moto e risciò non rispettano nessuna regola, chaos infinito, rumore, puzza di cibo, feci e incensi, povertà, malattia, tantissima polvere che rende difficile respirare, gente pesante, che per  20 rupie ti accompagnerà in un posto di cui a te poi non importa niente, capaci anche di seguirti per chilometri continuando a parlare di quanto è bello quell’emporio, o quanto sono bravi in quell’agenzia di viaggi, tutte attività che speculano sui prezzi applicati ai turisti. Tutto questo  mi ha fatto venire voglia di scappare da li e cercare un minimo di calma, sdraiarmi un po’ e riordinare le idee. E’ molto diverso vedere tutto ciò in televisione, seduto sulla poltrona, dove tra te e ciò che osservi c’è uno schermo e migliaia di chilometri di distanza. E’ben altra cosa, invece, esserne realmente immerso, circondato, quasi inghiottito. Abbiamo quindi pensato di tornare in hotel…hmmmmm

L’ albergo è stata una mia scelta. Ho pensato che avremmo potuto risparmiare un po’ e prendere la camera standard, anche perché nessuno di due ha grandissime pretese e, già in passato, abbiamo dormito in posti decisamente spartani. Non saprei proprio come classificare il nostro hotel. La camera non ha finestre, è al 4° piano, quindi c’è un caldo insopportabile… proprio  mentre scrivevamo questo post è andata via la luce a tutto il quartiere. Mi ero premurata però di richiedere il bagno in camera. Ok abbiamo il bagno, peccato non ci sia l’acqua. Avrei dovuto richiedere anche quella, forse. In definitiva, non avevo alcun posto dove rifugiarmi. Ho iniziato, quindi, a sentirmi veramente male, mi girava la testa e le gambe sembravano dover cedere da un momento all’altro. Mi sembrava di svenire e, invece, mi sono solo addormentata (erano giorni che dormivamo pochissimo e l’ultima notte in aereo, non si era dormito per niente, tanta era l’eccitazione di iniziare il nostro viaggio).
Il pomeriggio stesso ho iniziato a stare un pò meglio; quello che inizialmente mi spaventava iniziava ad affascinarmi ed incuriosirmi. Così ho iniziato a porre minor attenzione ai buchi nella pavimentazione e guardarmi intorno. Ho visto che, anche la zona dove si trova il nostro albergo ha dei punti a suo vantaggio, per esempio, dei negozi con prodotti molto particolari: vestiti, sandali e borse costano molto poco e sono davvero originali; i cosmetici locali riescono a far vivere appieno  il rapporto con l’oriente: è possibile acquistare saponi ai fiori dell’Himalaya o dentifrici al gusto di cannella; di collane e braccialetti c’è solo l’imbarazzo della scelta, belli, molto originali e poco costosi (una collana di corallo costa qui meno di un rotolo di carta igienica…e questo spiega molte cose J). Delhi mi ha mostrato il suo vero volto. Non siamo ancora diventate amiche ma cercheremo di approfondire la nostra conoscenza!!

I PROCACCIATORI DI TURISTI.

 Oltre al difficile impatto iniziale, appena messo il naso fuori dall’hotel, ci troviamo immediatamente accerchiati da individui dal fare amichevole che cominciano a darci indicazioni su che direzione prendere per raggiungere la miglior agenzia di viaggi o l’ufficio informazioni turistiche; agenzie che, invece, applicano prezzi altissimi e raggirano i turisti. Sono davvero molto insistenti e ci seguono per chilometri. E’ impossibile liberarsi di loro e, quando ci si riesce, ne arriva immediatamente un altro. Abbiamo notato che si danno addirittura indicazioni telefoniche per rendere il tutto più reale. Praticamente funziona così: una o più persone approcciano il turista, fingendo di voler essere d’aiuto. Attaccano bottone sempre con le solite domande: Hello!!da dove vieni? Da quanto sei in Delhi?Quanto ti fermi in India? e poi partono subito con le varie indicazioni e suggerimenti. Nonostante gli venga detto più volte di non essere interessati, loro non mollano. Se il turista è un osso duro si dileguano ma non prima di aver contattato un compare che, facendo finta di non aver niente a che fare con il rompiscatole precedente, finge di trovarsi in zona per caso e offre il suo aiuto consigliando, guarda un po’, la medesima agenzia…tutto ciò può andare avanti per ore. Appena arrivati in hotel, conosciamo immediatamente 4 ragazze francesi, ci uniamo a loro, ma le ragazze si fanno convincere da questi “procacciatori” ed iniziano a richiedere informazioni su quale strada seguire per raggiungere Connaught Place, il centro economico della città, pieno di locali, alberghi, grattacieli e attività commerciali. Io ed Aga cerchiamo di metterle in guardia ma, anche loro stordite dall’impatto iniziale con la città, decidono di ascoltare i consigli della gente del posto che si offre continuamente di farci da guida. Quando giungiamo in uno squallido quartiere fatto di baracche, con un paio di negozi e alcune agenzie di viaggio, che ci viene presentato come Connaught Place, io ed Aga riteniamo di averne avuto abbastanza e ci dirigiamo verso l’hotel, abbandonando le ragazze francesi sulla soglia di una di quelle agenzie. Il sistema è così ramificato che coinvolge centinaia di persone in ogni area della città, inclusi tassisti e receptionist di alberghi. In Delhi è praticamente impossibile richiedere un’informazione a qualcuno perché quasi sicuramente ti porterà da tutt’altra per il proprio tornaconto. Non è nemmeno possibile consultare una cartina od una guida turistica, si attirerebbe l’attenzione dei procacciatori ed, in pochi secondi cominceresti a sentire da più parti: “Hello…da dove vieni? Dove stai andando? L’agenzia turistica è da questa part e bla bla bla”. L’unico modo è richiedere informazioni all’interno dei negozi, se ve ne sono, oppure alla polizia, ma sempre cercando di dare nell’occhio il meno possibile.

This entry was posted in Luca. Bookmark the permalink.

16 Responses to DELHIRIO

  1. Gianna Mantovan says:

    Ciao Luca, ciao Aga. Mi emoziona tantissimo comunicare con voi e sapervi così coraggiosi. E’ pur vero quello che dice Fabio che ci vuole forza ad abbandonare il sicuro per l’inceto; credo che sia anche vero che da certi posti non si vorrebbe più ripartire. L’ altra parte di emozione che provo guardando le vostre foto e ascoltando i vostri racconti è che un pochino mi sembra di esserci anch’ io. Sono molto felice per voi. ciao alla prossima Gianna

    • Luca says:

      Ciao Gianna,
      che bel messaggio che ci hai mandato!!
      Non immagini che piacere ci fa ricevere i vostri commenti e sapere che ci state seguendo.
      Un grossissimo bacio

  2. Fabs says:

    Ciao Luca&Aga,

    grazie del pezzo, molto apprezato!
    Soprattutto perche’ fra 5 giorni saro’ anche io a delhi e ho visto previsioni di 43gradi….mi rinfresca l’idea che non sia cosi caldo…

    Un suggerimento di cuore, sono stato parecchie volte in india: lasciate Delhi e andate a pushkar oppure a jodphur/Udaipur/Jaisalmer in rajastahan, sono posti che vi incanteranno…

    Anche la stazione termini a roma la sera non e’ la faccia migliore della citta’.
    Le grandi citta’ sono toste. Parecchio.

    BRave, non filatevi mai i procacciatori.
    Ma sappiate anche che e’ pieno di indiani che genuinamente sono curiosi e non vogliono farvi comprare nulla. Magari fuori delhi pero’ :)

    Continuate a aggiornarci ! State una settimana avanti a me…cosi’ vedo quelo che m’ aspetta a sto giro.

    Daje:)
    Fabs

  3. Massimo says:

    Ciao Aga & Luca,
    devo ammettere che per un attimo mi avete ricordato l’esperienza di Nairobi, le sensazioni che si provano sono davvero innumerevoli e cambiano ad ogni nuovo scenario che si presenta. Forza e coraggio!!
    Massimo

  4. Simona says:

    WOW… Delhi-rio davvero!!!
    certo che dovete avere una guida un po antiquata, perchè io sono italiana ma il termine ‘buggigattoli’ non l’ho MAI sentito! ahahh
    mi fa venire in mente più un giocattolo che un tugurio ;-)
    che bello, è una città da CONQUISTARE! non ci sono mappe della metro super-stilizzate, segnali su ogni strada…è una sfida!
    Aga&Luca VS I Procacciatori Di Turisti/La Città-Delhirio
    resistete e la sfida diventerà interessante!!!!

    Fate sapere se riuscite a vedere Connaught Place (o qualche posto che vi viene spacciato per quello…sarebbe sempre una conquista!)
    PS voglio assolutamente il dentifricio alla cannellaaaaa!

  5. Ciao Luca e Aga,
    sono Andre di UAI Brasil, che bello leggere il vostro resoconto, non che gioisca del fatto che l’impatto con l’India sia così “traumatico”, ma sono contento che abbiate iniziato questa esperienza! Sicuramente Delhi”Rio” è un qualcosa di incredibile, è l’impatto con qualcosa che la descrizione anche del più accurato romanziere o documentarista non è in grado di esprimere, quando si dice che certi sistemi di vita si capiscono solo guardandoli con i propri occhi, toccandoli, annunsandoli non è affatto sbagliato..
    In bocca al lupo per questi giorni e aspetto il prossimo report! :-)
    Un abbraccio
    Andre

  6. Fabio says:

    Coraggio! prima o poi ci farete l’abitudine e tra i procacciatori di turisti si spargerà la voce che voi non andate dove dicono e non date mance… lo dico per esperienza… Resistere, resistere,resistere…….

    Dura la vita nelle grandi città dove regna la povertà……………. Vedrete che se vi spostate in paesi mooooolto più piccoli la situazione migliora, anche perché la voce che siete squattrinati si sparge prima.

    Buon viaggio

    • Luca says:

      Ciao Fabio,

      hai perfettamente ragione.
      Abbiamo gia’ visitato un paio di cittadine medio/piccole e l’atmosfera e’ radicalmente diversa.
      Finalmente iniziamo a goderci la vera India.

      Grazie mille

  7. rocco muro says:

    ma aga scrive in italiano meglio di luca… mi puzza un po’… Di la verita luca, sei partito con un’altra e aga l’hai nascosta in cantina dai tuoi… appena ho un attimo di tempo vado a portargli delle teste di pesce così si sfama un po’… Oppure Visnù ha fatto già il miracolo?! ciao belli!

  8. Eléna says:

    Cavoli ragazzi, già solo la vostra descrizione è di fortissimo impatto, non riesco a immaginare come sia “dal vivo”… vi abbraccio forte in attesa di aggiornamenti!

    • Luca says:

      Ciao e grazie mille per il commento.
      L’impatto e’ stato decisamente forte ma iniziamo ad abituarci ad usi e costumi locali.
      Comunque, tutti i viaggiatori che abbiamo incontrato sin ora hanno confermato di aver provato le medesime sensazioni appena arrivati a Delhi.
      Ora siamo in giro per il Rajastan, una regione molto arida ad est di Delhi. Il viaggio sta andando benissimo e a breve riassumeremo il tutto con un nuovo post.
      Grazie di nuovo.
      L&A

      • Fabs says:

        Brave !!

        Allora mi raccomando Pushkar e Jaisalmer.
        Sono le perle.
        la prima senza auto e solo con il tempio in cima alla montagna.
        La seconda, un incredibile castello in mezzo al deserto..e poi i cammelli e qualche notte all’aperto coi cammellieri nel deserto…
        Aaahhhh…quanto mi manca.
        Ma moh arrivo pure io !

        • Luca says:

          Ciao Fabio,

          grazie mille per i commenti e per le dritte!!
          Mi spiace deluderti ma le condizioni meteo sono decisamente cambiate…fa un caldo bestia. Sono ormai giorni che si va ben oltre i 45 gradi…quindi shorts e canotte!!!!
          Immagino tu sia gia’ arrivato in India. Dove sei esattamente?
          Noi ora siamo ad Agra. Siamo arrivati oggi.
          Avevi ragione riguardo a Puskar, bellissima!!! la nostra meta preferita sino ad ora. Sfortunatamente non riusciamo ad andare a Jaisalmer…ma per questa volta va bene cosi…siamo soddisfattissimi di quanto visto sin ora e ci riteniamo decisamente fortunati perche’, essendo bassa stagione in Rajastan, ci sono pochissimi turisti ed e’ piu’ semplice relazionarsi con la gente locale, che e’ davvero di una gentilezza estrema!!!

          Ti auguriamo il meglio dalla tua visita in India e attendiamo tue notizie!!!

  9. Leonardo Caradonna says:

    Ah …Ah ,dai ragazzi non vi scoraggiate,troverete qualcosa di interessante anche a Delhi,confesso che mi sarebbe piaciuto molto vedere Aga che prega…. esiste una foto?certo che dev’ essere stato devastante l’ impatto iniziale con la città ! buon viaggio amici.

Lascia un Commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>