Il piccolo guaritore è un reportage su una storia ambientata in Madagascar.

Quattro povere case e la strada che le separa. Quella lunga che porta ad ovest, all’Allee de Baobab dove c’è una fermata d’autobus sempre full, spesso di sola andata. Qui passa il cammino di tante speranze, anche quelle che si sono incrociate con i responsi della medicina ufficiale e non hanno più appelli. Qui in un angolino anonimo d’Africa arrivano coloro che ignorano l’esistenza di Lourdes e Fatima, in un luogo nascosto dove la Santa Madre ha scelto, già da molti anni, la disperazione di un bimbo per dispensare buone parole, speranze e forse anche qualche miracolo. Questa è la storia di cui è protagonista Adil, il piccolo guaritore, conosciuto in tutta l’isola malgascia, del quale si narra sia dotato di poteri taumaturgici, sviluppati dopo un’apparizione della Vergine Maria.

Da quel giorno Adil si è dedicato, con l’assistenza dei genitori, a dispensare consigli e, si dice, anche a guarire coloro i quali avevano già perso le speranze. Ma sperare non è un delitto e da queste latitudini è una filosofia di vita e di morte, così donare una buona parola garantisce già l’inizio di un miglioramento. Qui si compiono miracoli per la povera gente, ma si fantastica anche del passaggio di pellegrini stranieri, studiosi e forse una testa coronata. Un vero miracolo però c’è stato realmente e questo lo testimoniano il rifacimento delle quattro case del piccolo villaggio,  l’indotto di micro commerci che stanno circondando il cortile, dove centinaia di persone attendono la venerata parola e i piccoli introiti della sua sua famiglia, la quale adesso vive raccogliendo erbe miracolose del bosco dell’apparizione.

Ma il piccolo guaritore è un ragazzo come tanti altri della sua età, quattordici anni e l’aria un po’ assente comune a tutti gli adolescenti, il quale senza troppe aspettative diverse dal presente ha scelto di regalarsi una motocicletta rosso fuoco. Forse per scappare da tanto dolore e male fisico, a tutto gas, rombando verso la foresta santa e forse … a riprendersi la leggerezza dei suoi anni.

Testo e foto di Donatella Penati M.

 

Per conosce il nostro autore clicca qui