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Mario Cimarosti è nato a Puos d’Alpago (BL) e vive a Marcon, in provincia di Venezia. Lavora da oltre vent’anni con Tour Operator come responsabile dell’organizzazione di gruppi estero e accompagnatore turistico. Da dieci anni svolge il ruolo di Responsabile Commerciale del Triveneto per la Columbia Turismo, con sede a Roma. Dal 1994 è casco blu dell’ONU con cui ha partecipato alla Missione Albatros in Mozambico per mantenere la pace nel corridoio di Beira sull’Oceano Indiano. È anche relatore per conferenze di viaggi in diverse città d’Italia.

Con il libro “Ai confini dell’Asia” Ediciclo editore Mario Cimarosti ci racconta un viaggio attraverso 14 fusi orari diversi nelle terre incantevoli lungo la Via della Seta, riscoprendo un angolo della sua Venezia in ognuno dei luoghi visitati.

“Prendendo appunti di viaggio, emozioni quotidiane, incontrando persone di popoli lontani e genti accoglienti ed ospitali, ho raccolto in oltre 20 anni esperienze straordinarie che mi hanno insegnato ad abbattere le barriere dei pregiudizi.

Poi 2 anni fa esattamente a settembre del 2018 ho pensato che fosse giunto il momento di raccogliere in un libro le mie esperienze vissute tra questa gente, per far conoscere a più lettori possibili le meraviglie all’ombra di Zar, Sultani e maioliche, un viaggio inteso, ricco di emozioni e di incontri, un percorso straordinario di 24.441 km.

Mi sono seduto ho chiuso gli occhi ed ho  cominciato un altro viaggio personale, riportando alla luce i ricordi dei volti, le gesta, la vita emozionale tra popoli ricchi di storia, cultura, paesaggi incantevoli attraversati dai più grandi conquistatori di tutti i tempi: da Alessandro Magno a Gengis Khan fino a Tamerlano. Ho trascorso due settimane nel mitico treno lungo la Transiberiana superando i paesaggi bucolici della Siberia, solcando le dune del deserto del Gobi in Mongolia, e ancora dalla muraglia cinese all’esercito di terracotta, attraversando tutta l’Asia Centrale fino a Samarcanda, continuando il mio viaggio nel Caucaso nelle terre dei guerrieri del fuoco in Azerbaijan, in Georgia e in Armenia dove ho condiviso il dolore del popolo armeno e del suo genocidio ed ho scoperto il grande orgoglio di questa gente che si è saputa rialzare.

Il mio viaggio è proseguito ancora fino al Mar Mediterraneo, sfociando nelle acque tra il Mar di Marmara e il Mar Nero lungo il corno d’oro sul Bosforo, visitando e facendomi persuadere dai Palazzi dei Sultani nella storica Costantinopoli, l’attuale Istanbul.
Sono partito dalle mie origini, dall’isola di Murano dove è nato ed ha vissuto mio padre Ernesto (era artista vetraio), ispirandomi al mitico mio conterraneo Marco Polo ho viaggiato per tanti anni nelle Terre d’Oriente.

Tutte le emozioni vissute in queste terre lontane sono fortemente legate alla mia città di mare Venezia: in Russia dove San Pietroburgo è chiamata la “Venezia del Nord”, in Cina a Suzhou villaggio di pescatori oggi soprannominato la “Venezia D’Oriente”, in Azerbaijan dove nella città della seta (a Sheki) ritrovo il vetro di murano nel Palazzo del Gran Khan, in Armenia terra legata ancora oggi a Venezia anche con il Monastero Mechitarista Armeno nell’isola di San Lazzaro e infine in Turchia a Istanbul dove il quartiere Pera si affaccia al Ponte Galata sul Bosforo, un tempo colonia veneziana.

Questo percorso immenso attraverso mezzo pianeta ha riempito la mia anima di viaggiatore, mi ha avvicinato alla meditazione scoperta e osservata in oriente, diventando il viaggio stesso una insperata cura dell’anima, incentivando la mia sete di conoscenza, riempiendo la mia valigia di innumerevoli altri punti di vista”.