Domenica 22 settembre si è conclusa la 6° edizione del Live Cinema Festival 2019 curato da Claudio Guerrieri di cui The Trip Magazine è stato media partner. Una rassegna completamente gratuita che anche quest’anno ha conquistato il suo target con ben quattro giorni di sold out consecutivi, ospitando performance audio visual in real time tutte inedite in Italia ed alcune addirittura a livello mondiale.

Palazzo delle Esposizioni si è così trasformato in un teatro dedicato all’arte ed alla sperimentazione narrativa con l’esibizione di 12 artisti internazionali protagonisti: Tundra (Russia), Tatsuru Arai (Giappone), Zanshin & PRCLS  (Austria), Niculin Barandun (Svizzera), Luis Sanz (Perù), Daniel Besnyo e Patrik Kiss (Ungheria), Odaibe & Pablo Frizzi (Polonia), DNÉ (Repubblica Ceca) e V3RBO e MMRK (Italia).

Gli autori hanno dato vita a creazioni simultanee di suoni e immagini di grande effetto, alla ricerca di nuovi prototipi narrativi, in un’estetica nata dalla fusione di diversi linguaggi e nuove tecnologie. L’obiettivo, però, è stato sempre la veicolazione di un messaggio, spesso scomposto e rimaterializzato passando attraverso una nuova lettura della percezione collettiva.

“Vedi i suoni, ascolta le immagini” è stato il claim che ha sottolineato l’approccio sinestetico delle 8 performance live di spettacoli audio-visual presenti in questa edizione. Strumenti narrativi che attraverso la tecnica sperimentale del “Live Cinema” hanno coinvolto gli spettatori, rimodellando la percezione dello spazio artistico, attraverso un sincretismo di linguaggi dal sonoro al visuale.

Ad anticipare la kermesse è stata la conferenza del 18 settembre “L’immagine in tempo reale” dove sono intervenuti Marco Maria Gazzano (Roma Tre Filosofia, Comunicazione e Spettacolo), Francesco Dobrovich (Videocittà), Luca Ruzza (Sapienza Facoltà di Lettere e Filosofia Discipline dello spettacolo), V3rbo (Audio Visual Artist), Claudio Guerrieri (Art Director Live Cinema Festival), Emiliano Paoletti (Assessorato alla Crescita culturale – Roma Capitale) e Gianluca Del Gobbo (AV node).

Ogni giorno il benvenuto ce lo ha dato “Enigma” un’ installazione in AV dell’artista canadese Yan Breuleux, del duo Purform, specializzato in animazioni sperimentali per dispositivi immersivi. L’opening del 19 è iniziato con lo show “Nomad”, una spettacolare live performance generativa che utilizza la tecnologia laser in un’esibizione basata su parti e algoritmi di installazioni audio-visive, sviluppate dal collettivo russo Tundra acclamato in tutto il mondo. A seguire la prima assoluta dell’opera “Transmission” di Niculin Barandun e Luis Sanz, ci ha immersi in una proiezione di onde e particelle di alte frequenze e distorsioni elettroniche.

La presenza italiana nel settore è stata confermata il secondo giorno del festival dal taglio cyberpunk e distopico di V3RBO e MMRK con “Untilted.mvp”, i quali, celebrando il writing e indagando sulle sue derive mediali, hanno “dipinto” in diretta, utilizzando un visore VR su una colonna sonora synth-noise suonata live. La performance di chiusura della serata è stata realizzata dagli ungheresi Daniel Besnyo e Patrik Kiss su cui ci siamo concentrati nel nostro precedente articolo.

Dalla Polonia, il duo Odaibe & Pablo con “Comfort zones” ci ha portato nell’universo fotonico e sinaptico tra mondi analogici e digitali in una, mentre dalla Repubblica Ceca Zanshin & PRCLS con “The clavicula conversation” ci hanno regalato una live di cinema performance incentrate su sonorità e illusioni ottiche.

Uno degli autori più aspettati è stato certamente Tatsuru Arai, performer giapponese che con “Quantum-ton”  ha suggellato la chiusura della rassegna, proponendo il terzo capitolo del suo più ampio progetto che abbraccia la corrente serialista musicale, un’approfondita ricerca sulla visualizzazione della musica nella sua astratta struttura geometrica. Lo stesso giorno si è esibito anche DNè con “Of another”  insieme a Jiří Havlíček  in un progetto dedicato a ripetizioni ritmiche e fotogrammi schematici.

Ad arricchire ulteriormente la programmazione del Festival è stato anche un workshop gratuito della durata di 4 giorni per 8 ore complessive sul Digital Storytelling a cura di Dalila D’Amico .

Per concludere ci attende solo la performance inedita a Roma,”Subassemblies” di Ryoichi Kurokawa (Giappone) in programmazione domani sabato 28 Settembre che farà parte di un programma più ampio sviluppato per  l’evento di chiusura finale presso l’ex Caserma Guido Reni in 2000 mq di spazi allestiti. Non mancheremo.

di Samyra Musleh